domenica 5 marzo 2017

Di necessità fare virtù

La neve é sempre più scarsa? L'inverno non basta a rimpinguare i bilanci? Qualcuno s'é n'é fatto una ragione e ha studiato le contromisure, ormai da anni, almeno sei o sette.
Funziona anche d'inverno comunque, a dimostrazione che le stagioni non devono essere necessariamente in competizione tra loro.  

martedì 21 febbraio 2017

Time (and weather) is not on your side

Rubiamo, parafrasando, il titolo di una celebre canzone dei Rolling Stones. tempo e clima non sono dalla vostra parte, se appartenete alla schiera di coloro che ancora vedono un futuro di neve sulle Alpi.
Nulla di nuovo, solo una conferma, giunta pochi mesi or sono al termine di uno studio condotto da ricercatori svizzeri e pubblicato nella sua versione definitiva pochi giorni fa, il 16 febbraio.
Lo scenario é negativo, anzi, per dirla meglio, "gli" scenari, tutti, sono negativi.
Non una simulazione é risultata incoraggiante, come crudamente sintetizza l'abstract: "The projections reveal a decrease in snow depth for all elevations, time periods and emission scenarios".
Insomma, non dico che le palme, dopo essere apparse in Piazza del Duomo, finiranno per sembrare familiari anche dalle parti di Foppolo, ma certamente il futuro economico delle località alpine non potrà contare sulla neve, certo non su quella naturale; quella artificiale, pompata di additivi, reggerà almeno fino a quando nelle falde non si troverà qualche valore sballato.

sabato 28 gennaio 2017

Diamo valore a quello che abbiamo

Il titolo del post odierno é quello della lettera trasmessaci dal sig. Piero Bellina.
Di seguito il testo integrale. 

Leggendo pensieri ed opinioni presenti nel blog ed essendo un abituale frequentatore dell’Alta Valle con residenza di vacanza a Piazzatorre, ho pensato di portare qualche mia considerazione inerente la mia personale visione dei problemi che affliggono Piazzatorre o non solo.
Non sono nato a Piazzatorre, ma la frequento con piacere da 20 anni, vivo a Fagnano Olona ridente o deprimente paese del basso Varesotto.
Ho usato volutamente gli aggettivi ridente o deprimente per imbastire il mio ragionamento che è il seguente:
Fagnano o qualsiasi altro paese o cittadina della provincia lombarda, sostanzialmente non vive problemi tanto diversi da Piazzatorre.  Anche a Fagnano si moltiplicano i cartelli Vendesi, sintomo di politiche nazionali del credito facile dimostratasi fallimentare, anche qui se passeggi la sera trovi vuoto e desolazione, anche qui trovi negozi chiusi, per la ragione che tutti vanno ad acquistare (criticanti ma felici) al vicino Ipermercato, anche qui trovi agglomerati di residenti che si lamentano continuamente dell’Amministrazione Comunale.
Quindi rifletto e mi pongo una domanda: cosa c’è di diverso tra tutte queste realtà e Piazzatorre?
La mia risposta è NULLA! Perlomeno negli uomini nulla. Trovo sia in pianura come nelle valli, lo stesso stampo di uomini, ritrovo sempre l’identica litania, ripetuta con monotonia dagli stessi cronici, criticanti e annoiati.
Nel contesto esterno invece MOLTO: Piazzatorre ha una cornice di bellezza naturalistica che probabilmente, la consuetudine di coloro che la frequentano abitualmente non vedono più, e che sicuramente qui, nella pianura lombarda non abbiamo.
Quale pensiero voglio esprimere con questa mia riflessione? semplicemente questo: Forse dobbiamo smettere di pensare che tutte le colpe arrivino da un ente esterno non ben identificabile e quindi molto facilmente accusabile, che di volta in volta può essere il Comune, o salendo di livello la Provincia, e sempre più su fino allo Stato.
Cosa sono questi enti? Da chi sono composti? La mia risposta è semplice: Siamo noi! Sono lo specchio della nostra realtà! Anche loro, come noi, sono composti da criticanti annoiati, sovente non danno nessun contributo effettivo e vivendo nella burocrazia, trovano facile accusare qualcosa di impalpabile e non identificato, un elemento astratto.
A chi critica Piazzatorre io chiedo: Siete mai saliti sul Monte Secco? Avete mai percorso il sentiero da Moio de Calvi al Torcola? Siete mai andati a pattinare al palaghiaccio? Siete mai scesi con gli sci dalla pista del bosco? Avete mai cavalcato un cavallo nei boschi? Avete mai corso sulla ciclabile da Piazza Brembana a Zogno? Avete mai camminato lungo la via Priula fino a Cà San Marco? Avete mai colto funghi a settembre? Avete mai imparato a conoscere e cogliere il “paruch” in primavera? Avete mai partecipato agli eventi (pochi) che il paese propone? Queste sono tutte attività che esistono a Piazzatorre, forse ce ne siamo dimenticati! Ma soprattutto vorrei chiedere: Avete mai dato un contributo a migliorare le cose o ad inventarvi un pensiero positivo oltre la facile critica?
Per quanto mi riguarda io posso rispondere si, tutte queste cose le ho fatte, continuo a farle, per il tempo che posso dedicare visto che lavoro e non sono un pensionato, e posso garantire che tutte queste attività le svolgo da vent’anni, continuano a darmi soddisfazione, ne trovo sempre di nuove e non mi annoio mai.
Per portare un pensiero positivo ricordo che in questa terra che qualcuno cita come landa desolata, qualcuno con spirito imprenditoriale ha portato anche esempi di eccellenze con conseguenti rendite economiche.
Pensiamo forse che l’Agriturismo Ferdy viva alla giornata aspettando che il Comune gli dia una mano, o si sia armato di buona volontà trasformando la sua attività in un luogo che attrae persone per tutto l’anno, e lo stesso lo ha fatto ad Ornica, luogo ancor più remoto di Piazzatorre.
Abbiamo mai provato a prenotare una serata alla pizzeria la Stube di Piazza Brembana? è aperta da un paio d’anni ed è perennemente esaurito, cos’ha di diverso rispetto ad altri ristoranti che piangono miseria?
Semplice: ha pensato, ci ha creduto, si è rimboccata le maniche, ha investito e rischiando ha ottenuto risultati.
Sappiamo che Cà San Marco fa perennemente 2 turni di pranzo dalla primavera all’autunno e sarebbe piena se aprisse anche per cena? E’ forse merito del destino o di quello che propongono?
Ora non voglio dire che tutto vada bene e nessuno abbia responsabilità, l’Amministrazione Comunale ad esempio ne ha eccome, è un attore protagonista che si vergogna a recitare la sua parte, non si vede in nessun modo la presenza in palcoscenico e a questo timido attore vorrei chiedere:
Signor Sindaco, l’anfiteatro che tutti criticano c’è, e facciamocene una ragione, ma invece di demonizzarlo pensiamo come utilizzarlo al meglio, copriamolo con una tensostruttura o qualcos’altro per poterlo utilizzare anche quando piove, e purtroppo in estate è frequente, iniziamo a fare una ordinaria manutenzione a quel legno, perché tra poco marcisce.
Signor Sindaco ha mai pensato di acquistare quel vecchio campo da tennis, brutto e inutilizzato in pieno centro al paese e farne una bella piazza? Con una bella pavimentazione in pietra, con panchine, tavoli, fontane in pietra locale, che sono eterne e non necessitano di manutenzione, la si potrebbe legare, modificando la viabilità all’anfiteatro (coperto) in un complesso urbanistico armonioso, gradevole ed esclusivamente pedonale. Il tutto legato al concetto di bellezza, faciliterebbe l’aggregazione sociale con la soddisfazione dei turisti, da una maggiore permanenza ne trarrebbero vantaggio le attività commerciali, compreso il proprietario attuale del campo.
Signor Sindaco quell’obbrobrio della colonia bergamasca è pericoloso! E’ mai possibile che non si possa intervenire con la proprietà e demolirlo, cosa ci fa una simile struttura in centro al Paese. Quando deciderà di farla abbattere? E soprattutto un consiglio: Dopo non costruisca altre case, pensi in modo lungimirante, faccia un progetto di un bel giardino curato che si legherebbe alla vicina pineta e darebbe valore a tutto il Paese
Signor Sindaco ha mai avuto un anziano o disabile da collocare in una struttura? Ha mai chiesto i tempi e i costi per mettere qualcuno al Don Palla a Piazza Brembana o alla Clinica Quarenghi a San Pellegrino? Lei ha una struttura bella e imponente come la Colonia Genovese, non ha mai pensato di poterla convertire in una casa accoglienza per disabili o anziani? Una mente illuminata e imprenditoriale, debitamente supportata dall’Amministrazione, farebbe affari. Se questa mente non risiede in Comune sviluppi l’idea con qualcun’altro, forse qualcuno potrà farne un business, ma tutto il paese in termini di bellezza, di imposte comunali e di posti lavoro ne guadagnerebbe.
Ora a tutti i pigri dell’Alta Valle vorrei dare un suggerimento: Impoltronite pure davanti al televisore tra fumo, calcio e lattine di birra, ma per cortesia, se il vostro ozio vi lascia del tempo, non utilizzatelo criticando continuamente dalla vostra poltrona. Alzatevi! Piazzatorre è colma di possibilità, sia che siate solitari dove potete vivere privatamente coltivando il proprio fisico e lo spirito, sia che siate esseri sociali dove potete partecipare ad una serie di attività ben fatte.
Ricordo “le erbe del casaro” e “fungolandia” visibili e ben organizzate a settembre da Altobrembo, ricordo le tante attività invernali ed estive organizzate da gruppi od associazioni come il Comitato Amici di Piazzatorre, Pro Loco, Ufficio Turistico, Gruppo Alpini, Gruppo Cacciatori, Sciclub, Sky&bike, che invece di piangere lavorano e progettano.
Forse propongono ancora poco e in modo poco professionale, ma lo fanno con passione e gratuitamente.
Vorrei ricordare allo stuolo di criticanti annoiati, che se nevica meno e chiudono i negozi è sintomo del nostro mondo che è cambiato, non del Comune o di esseri astratti che remano contro, ci piaccia o meno, dobbiamo farcene una ragione e provare a sviluppare uno schema mentale diverso da quello radicato nel paese 30 anni fa, quello schema, quei pensieri, sono una fotografia di una realtà che non esiste più.
Proviamo a pensare che se qualche attività funziona e crea ricchezza ed altre no, non è colpa del cielo ma forse di una imprenditorialità che non è molto presente e distribuita.
A conclusione vorrei dire che la primavera è alle porte, quindi invito tutti a contattare le Associazioni e a svegliare il nostro Comune, se non vogliamo o non possiamo dare un contributo, per lo meno partecipiamo alle manifestazioni che propongono. Critichiamo pure ma facciamolo a viso aperto, una critica costruttiva può solamente fare bene.
Diamo valore a quello che abbiamo, le bellezze di Piazzatorre se lo meritano!

martedì 10 gennaio 2017

Apriamo il confronto

Ricevuta anch'essa via mail, é giunta una replica molto interessante e argomentata a quanto esposto nel post precedente.
La pubblico, autorizzato dall'autore, che acconsente anche alla pubblicazione delle sue generalità.
Anticipo subito che, personalmente, trovo condivisibili pressoché tutte le osservazioni del sig. Pisoni. Mi aspetto che Mara esponga il suo pensiero entro qualche giorno.

Anch’io sono a Piazzatorre da oltre 60 anni ed ho a cuore il problema del “paese fantasma”.
A mio modo di vedere (per esperienza e conoscenza generica degli eventi) il problema del turismo e degli investimenti di Piazzatorre e di tutta l’alta valle dipende soprattutto da alcuni fattori:
La fuga dei giovani e lo spopolamento delle montagne (in generale ed in particolare dell’alta valle Brembana) è  il vero problema.  Lo sapete che la UE anni fa ha commissionato sulla questione una indagine per valutarne i motivi e solo circa due anni fa è stata tenuta una conferenza a San Pellegrino ove sono stati comunicate le risultanze di tale indagine?  (sarebbe interessante e forse utile conoscerle; qualche rappresentante di Piazzatorre ha assistito alla conferenza?).
Le zone che si spopolano non possono avere futuro! Chi prenderà in gestione l’azienda (l’albergo od il negozio di famiglia, o il caseificio piuttosto che la falegnameria o qualsiasi altra attività) se i giovani se ne vanno a vivere “nella bassa”? Inevitabilmente le attività (grandi o piccole che siano) chiuderanno e nessuno le rileverà! Ed il turismo, se non lo gestisce nessuno, potrà sopravvivere da solo?
 politica regionale e nazionale. A parte lo studio commissionato dalla UE (del quale – ripeto – sarebbe importante conoscere nel dettaglio le considerazioni) cosa è stato fatto non già dai comuni ma dalla politica regionale e nazionale  per trattenere gli abitanti dei paesi dell’alta valle? Sono state introdotte delle defiscalizzazioni per cittadini residenti o le attività? Per esempio una IVA ridotta almeno sul turismo e le attività ad esso legate? No!  Vi ricordate la legge detta “degli 8.000 campanili”? Sembrava arrivassero denari per tutti i comuni: praticamente una bufala!

Al contrario, sono stati tolti soldi ai comuni (vedi IMU). E questo ha comportato danni gravi soprattutto ai piccoli comuni che non spremono i propri cittadini come invece fanno i grandi comuni imponendo l’Irpef comunale o una quantità di tasse aggiuntive (insegne, occupazione suoli pubblici, passaggi carrai, ecc.) e multe agli automobilisti (zone a traffico limitato, divieti di sosta e cento altri!).
Nel contempo la qualità dei servizi pubblici è diminuita o peggiorata: meno scuole, meno trasporti, meno assistenza sanitaria (l’ospedale di San Giovanni Bianco ha chiuso dei reparti a cominciare dalla maternità).

Per rilanciare Piazzatorre occorre rilanciare l’alta valle Brembana.
Rilanciare il turismo di San Pellegrino può portare ad un effetto benefico per tutta la valle, ma mi sembra davvero insufficiente.
A mio modo di vedere, i comuni dell’alta valle devono spingere la comunità dell’alta valle Brembana e la Regione ad intraprendere strade nuove che rendano favorevole (da un punto di vista fiscale) vivere in montagna e ripristinare quei servizi che pian piano sono stati ridotti o tolti del tutto.
Dovrebbe esserci un regolare servizio di metropolitana leggera da Piazza a Bergamo in sostituzione della linea ferrata esistente negli anni 50\60. Così si migliorerebbe in modo notevole il trasporto dei lavoratori dai paesi a Bergamo (costretti frequentemente code infinite) e faciliterebbe il turismo.
Per evitare lo spopolamento e quindi la fuga dei giovani occorre “creare posti di lavoro sul posto” (cooperative, consorzi, caseifici, ecc), anche in questo caso agendo con la leva fiscale e con microfinanziamenti.
Siamo onesti, è proprio tutta colpa dell’amministrazione comunale di Piazzatorre? Certo, tanti investimenti si sono rivelati inutili e peseranno sulle generazioni future (quelli che rimarranno!). Ma anche gli altri paesi della valle Brembana se la passano male! Anche qui è colpa delle amministrazioni comunali? Ognuno deve fare la sua parte!
Comuni e comunità dell’alta valle Brembana bussino alle porte della regione possibilmente con progetti: per esempio se a Piazzatorre si aprisse una residenza per anziani (come il don Palla di Piazza) con anche una residenza “di sollievo” (per ospiti a tempo breve), utilizzando anche solo una parte della colonia ex genovese (di proprietà del comune), i paesi della “valle dell’Olmo” ne trarrebbero maggior beneficio che neanche nevicasse per tutto l’anno. Ci sarebbe lavoro per tutti!
I giovani abbiano un po’ di fiducia nel futuro: negli ultimi anni a Piazzatorre ce ne sono diversi che hanno intrapreso una attività in paese. Ed anche i villeggianti possono fare qualcosa di utile, soprattutto quelli che frequentano il paese da tanti anni e possiedono qui la seconda casa. In quest’ottica – per esempio – è nato il comitato amici di Piazzatorre che, nel suo piccolo, aiuta l’ufficio turistico perché comunque crede che si possa e si debba fare qualcosa di positivo.

Cordialmente
Alessandro Pisoni


venerdì 30 dicembre 2016

C'é posta per noi, ma soprattutto per voi

Davvero una lettera che non avremo voluto leggere, quella recapitata ieri al nostro indirizzo di posta elettronica.
Da molto tempo, ormai, nessuno di noi due torna a Piazzatorre, e la descrizione di cosa é oggi é persino peggiore di quel che si poteva immaginare.
Forse il capolinea é raggiunto.

Questa la lettera:

"Tra balle di paglia che girano, sospinte dal vento, davanti al saloon e locali che chiudono (a breve si compreranno oltre ai giornali anche frutta e pane all’Oca d’Oro) ecco che l’agonia, nemmeno tanto lenta, di questa (un tempo) perla della Valle Brembana prosegue e sembra giunta, forse, ad un punto di non ritorno. Le feste di Natale più desolanti di sempre si stanno celebrando in un paese fantasma, con presenze che un tempo si registravano, così scarse, solo nella cosiddetta stagione morta. Persiane e tapparelle rigorosamente chiuse sono il segnale che qui, neve o non neve, ormai nessuno più vuole venirci. Altro che cambiare aria, respirare a pieni polmoni in alta montagna fuggendo dalle città inquinate. Disertano anche i titolari di appartamenti, si moltiplicano i cartelli di vendesi ma forse sarebbe meglio dire di svendesi visto che pensare di guadagnare dalla vendita di un immobile è oggi, qui, altamente improbabile. Il paese muore nell’indifferenza e nel silenzio assordante, complice un’Amministrazione comunale (davvero esiste un Sindaco a Piazzatorre?) totalmente inesistente, capace, quale unico gesto di presenza, di far girare un pulmino vuoto per le strade, anch’esse vuote, del paese. Sempre che non si considerino la tombolata di inizio anno in piazza o la befana che arriva sugli sci (ma non servirebbe anche la neve?) come due tangibili segni di vita e di presenza. Interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente? Gli stessi previsti per la cura di boschi e sentieri: zero. Progetti per il futuro? Neanche l’ombra. Iniziative per ridare ossigeno al turismo ed alla villeggiatura? Nessuna. Fatevi un giro per il paese, possibilmente a piedi. Il tour che dalla Foppa arriva al Piazzo, allo splendido capannone del pattinaggio per intenderci, vi renderà edotti dello stato di fatiscenza, di abbandono e di tristezza che ormai avvolgono, come un manto nero, ciò che resta di un paese un tempo vivo. Facciate che cadono a pezzi, strade “abbandonate”, incuria diffusa e mancanza di decoro. Ruderi della colonia bergamasca e di quella genovese da inserire sul gonfalone del Comune. Come si poteva pensare, del resto, che gente abituata a guardare non più in là del proprio naso, incapace di sviluppare il benché minimo progetto a media scadenza, potesse anticipare la crisi dello sci a queste quote, prevedere i problemi della villeggiatura che in parte, anche in zone meno depresse si sono sentiti, ponendovi argine? Mentre altrove si è provato a rilanciare, a creare attrattive con nuove iniziative, convinti che anche in valle Brembana si possa avere e fare fortuna, (basandosi su cose semplici non necessariamente le Terme di San Pellegrino), qui da noi, in paese, si è agito a sproposito, innalzando un anfiteatro della vergogna, un locale per la pro loco allucinante, un centro per la taragna demenziale …………. Potrei indicarne altri dieci di ecomostri. Interessi personali, antipatie, lotte intestine persino tra nuclei della stessa famiglia, hanno ostacolato e impedito, negli anni, qualsiasi forma di sviluppo. Vero che la quota sci, come detto, si alza sempre più e che il futuro del paese non può dipendere, esclusivamente, dalla stagione invernale ma vi sembra possibile condurre un progetto di rilancio serio senza passare dall’unione delle due Torcole? E l’estate? Mercatini tutti i giorni? Che pena. Qui ci sono praticamente nato e continuerò a venirci perché questa è casa mia. Una casa oltraggiata negli anni dalla mancanza di cultura, dall’incapacità e dall’avidità di gente senza cuore e passione, incapace di governare e parimenti di decidere e agire per il bene comune. Chi ci salverà? Dal capezzale di questo paese mi resta una fievole speranza: che il cambiamento, tanto atteso e mai giunto, possa ancora arrivare dalle nuove generazioni, dai ragazzi del posto e da quelli che ancora ci credono e che amano questi boschi. Esorto tutti a svegliarsi e a risollevare una barca ormai prossima ad affondare. Con tutti noi sopra.".

Brutto chiudere l'anno così.

sabato 22 ottobre 2016

Il radioso futuro dello sci brembano

Eccolo qua, servito ancora caldo.
Ma certo, quando anni or sono su queste miserabili pagine vi dicevamo che lo sci era cotto e stracotto, eravamo gufi, menagrami, comunisti, robe così.
I pasdaran delle facezie tipo "senza sci la montagna non esiste" ora vedono il muro della realtà avvicinarsi sempre più, e forse si pentiranno di aver sprecato il loro tempo scommettendo sul cavallo sbagliato, anziché guardarsi intorno per capire quale era quello poteva vincere la gara.

domenica 24 luglio 2016

"Negher" e "Maruchì", vi piacciano o no, sono un'opportunità anche per la montagna

E lo so, può sembrare una bestemmia in chiesa, di questi tempi, spendere parole a favore dell'insediamento di immigrati extraUE anche in località minori delle Alpi (ogni riferimento a Piazzatorre non é casuale).

Eppure se le comunità che vivono in quelle località vogliono poter contare su uno sviluppo duraturo, su forze fresche e su un territorio che non viene abbandonato, non possono evitare di affrontare argomenti a prima vista irricevibili.

Il dato inoppugnabile é che il declino demografico e il conseguente declino economico non fanno differenze di latitudine, altitudine, colore della pelle e lingua. Superare le crisi vuol dire, anche, scendere a compromessi, possibilmente governandoli, non subendoli.

Due scritti, entrambi da leggere e da discutere:

il primo parla di accoglienza dei rifugiati come occasione di rilancio delle "terre alte";
il secondo, di Aldo Bonomi, sociologo piuttosto noto in Lombardia, dedicato a una possibilità da esplorare per la montagna lombarda.

Chiosa finale: che questi scritti siano ospitati su riviste online manifestamente appartenenti a un mondo (politicamente parlando) lontano dal mio quanto la Terra dal Sole, non mi fa né caldo né freddo. Non m'importa il colore del gatto, m'importa che prenda il topo.

venerdì 22 luglio 2016

La parola a chi ne sa

E Giorgio Daidola ne sa, di montagna, di sci, del perché le cose non funzionano sempre come e dove si vorrebbe.
Mi spiace solo di aver notato solo ora questo articolo scritto nello scorso aprile per Dislivelli, ma poco importa, ciò che conta é diffonderlo anche tra voi pochi e affezionati lettori.
Analogie con Piazzatorre, qualcuna, o molte, secondo i vari punti di vista. Giudicate voi.

mercoledì 27 aprile 2016

Au Spa comme à la guerre!

Forti i brembani a 24 carati del forum vallare, basta un articolo appena venato di ironia riguardo all'assenza delle Terme di San Pellegrino nella hit "le terme più belle del nord Italia" stilata da Virgilio.it, e subito scatta la reprimenda al "giornaletto" di dubbie fonti.

Sarà, per carità, che certe fonti siano dubbie, ma il, così definito, giornaletto, un quotidiano, ha un editore, un direttore responsabile, e tanto di registrazione al Tribunale di Bergamo, dal lontano 1997 e, dulcis in fundo, é più aggiornato di Valle Brembana News, fermo a marzo.

Eh sì, fare i giornalisti non é per tutti, a volte nemmeno fare i blogger o i moderatori nei forum. Si finisce, talvolta, per confondere piani e questioni, e a buttarla in caciara con chi riporta, magari scherzandoci un po' sopra, una pseudonotizia (la classifica di Virgilio, stilata non si sa bene come né, soprattutto, se in modo imparziale), anziché provare a capire quella classifica, al di là delle posizioni attribuite abbia un senso in relazione alle caratteristiche dei siti termali elencati e se a queste siano opponibili quelle di san Pellegrino.

Ma si sa, l'importante é gonfiare il petto, anche di fronte a "presenze giornaliere per così dire un poco gonfiate". Prosit.


ps: sì, questo post é un sassolino tolto dalla scarpa, nei confronti del forum, perché noi non dimentichiamo


domenica 17 aprile 2016

Piccoli sempre più poveri, dov'é la notizia?

La notizia é che si tratta di una conferma, perché sono ad andar bene quindici anni che la solfa é sempre la stessa. Roma ladrona non sgancia un quattrino, mamma Regione tra un po' finisce a far la calza (aspettate l'esito del referendum costituzionale del cialtrone fiorentino e vedrete), e ai nanocomuni non resta nulla.

Triste riprendere a scrivere sul blog. L'alta valle é ormai avvolta da mesi nel silenzio dell'informazione, l'unico fatto di cronaca (nera) che, solo di riflesso ha interessato Piazzatorre, é avvenuto a Milano, con l'omicidio del signor Maurizio Pozzi (qui l'ultima notizia disponibile), che ricordiamo storico frequentatore del paese. Fine, Stop. 

L'alternativa resta solo una, unirsi, meglio ancora fondersi. Da quattro anni a questa parte, nulla é cambiato, la cancellazione dei piccoli comuni non avverrà per decreto, ma per soffocamento.