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lunedì 28 dicembre 2020

Repetita iuvant

Chissà poi se "iuvant" davvero, a giudicare dai pianti dei gestori di impianti chiusi d'imperio in nome della lotta al Covid, non si direbbe, però non si sa mai.

Ci eravamo lasciati lo scorso febbraio con un articolo de "La Stampa" dedicato al fastidioso argomento "la montagna non è solo sci", ed è sempre lo stesso quotidiano a tornare, ora, sul medesimo argomento, tramite questo articolo, il punto nodale del quale è racchiuso in questa frase: "... forse il modello turistico fondato sulla monocultura dello sci va ripensato, se basta tener chiuse le piste durante le feste per rischiare il collasso".

Non sto a fare copia incolla di altri passaggi, leggete l'articolo, dice tutto quel serve.

Buon 2021.

sabato 1 febbraio 2020

Cose già dette, ridette, poco o nulla ascoltate

Lunghissima pausa dall'ultimo post, ma del resto che c'é di davvero nuovo da dire? Sono tornata a Piazzatorre ad inizio anno, non ho notato nessun segnale di ripresa, forse perché il mio sguardo é ormai distratto, distante. Chi conoscevo non c'é più, chi frequentavo in paese non si vede più da tempo.
O forse anche, anzi, quasi certamente anche, soprattutto perché il destino é quello da tempo segnato per gran parte delle piccole località alpine cresciute appoggiandosi a un unico pilastro, e ora che quel pilastro é malconcio non hanno null'altro a cui appoggiarsi.
Ce lo ricorda, ancora una volta, un articolo pubblicato a dicembre sul Guardian, dove si parla, mostrandola, della deprimente situazione di una stazione piemontese.
Il cambiamento climatico é il killer, ma, in fondo, é solo il pietoso killer che dà il colpo di grazia a un moribondo già colpito a morte dai cambiamenti della società, dell'economia.
Le parole con cui chiude l'articolo, sono quelle del proprietario di un albergo del posto: "This is my land, it is the story of my family", he said. "I will never leave. Places like Pian del Frais can survive but we need to change our mind and find alternatives to alpine skiing".
Non serve tradurre, serve capire.

domenica 7 gennaio 2018

E' arrivata la Befana

Ed é arrivata in anticipo. Eh sì, perché dopo un triennio di neve scarsa o nulla, la stagione 2017-2018 ha graziato anche Piazzatorre, con abbondanti nevicate che hanno consentito di aprire le piste agli appassionati di discesa. L'afflusso dei giorni scorsi é testimone di una stagione che ha dato ossigeno alla gestione degli impianti.

Ma il vero regalo, ammesso che si sappia approfittarne, lo ha fatto Regione Lombardia.

Con astuta mossa pre-elettorale (il 4 marzo 2018 si voterà anche per le regionali) Maroni, non so dirvi se con lo zampino del bergamasco Sorte, nello scorso ottobre aveva presentato un progetto di legge (PDL n. 377) chiamato "Disposizioni per la promozione e lo sviluppo dei territori montani interessati da impianti di risalita e dalle infrastrutture connesse e funzionali al relativo servizio".

Il 28 dicembre scorso, quel PDL é diventato la legge regionale n. 40/2017.

Ovviamente la legge non vede a sé associato il nome di alcuna località, e si sarebbe persino presuntuosi se si pensasse che sia una legge "ad Piazzatorrem", tuttavia é evidente quali siano oggetto e scopi della stessa.

Senza tirar troppo in lungo la predica inutile circa l'inopportunità di spremere ancora una volta denaro dai contribuenti per sostenere attività decotte, ché lì si andrà a parare, guardiamo alla sostanza: Piazzatorre ha un'opportunità che fino a poche settimane fa non aveva, costruire un pensiero, un progetto, per i propri impianti di risalita, oltre la neve (che ora c'é ma domani chissà), oltre lo sci.

Non a caso la legge qualifica (intelligentemente) gli impianti di risalita come infrastrutture di trasporto locale.

Bene cari piazzatorresi, la palla é nel vostro campo, la concorrenza sarà agguerrita. Non dormite.

mercoledì 2 agosto 2017

Soluzioni ormai necessarie

Meditiamo. Queste soluzioni allo sfaldamento delle comunità di montagna e all'irrilevanza della loro economia sono e saranno sempre più necessarie. Chi pensa a vezzi di idealisti fantasiosi é fuori strada, ci penserà la realtà a bussare alla sua porta ed eventualmente a sfondarla a calci.

A Ornica l'albergo diffuso esiste da anni, anche se qualche disinformato, in un commento a un nostro vecchissimo post, sosteneva di non sapere nemmeno dell'esistenza di Ornica. 

Albergo diffuso significa recupero edilizio, lavoro, ospitalità nel rispetto dell'ambiente. E' un modello di valorizzazione delle piccole comunità alpine che non può essere ignorato.



sabato 28 gennaio 2017

Diamo valore a quello che abbiamo

Il titolo del post odierno é quello della lettera trasmessaci dal sig. Piero Bellina.
Di seguito il testo integrale. 

Leggendo pensieri ed opinioni presenti nel blog ed essendo un abituale frequentatore dell’Alta Valle con residenza di vacanza a Piazzatorre, ho pensato di portare qualche mia considerazione inerente la mia personale visione dei problemi che affliggono Piazzatorre o non solo.
Non sono nato a Piazzatorre, ma la frequento con piacere da 20 anni, vivo a Fagnano Olona ridente o deprimente paese del basso Varesotto.
Ho usato volutamente gli aggettivi ridente o deprimente per imbastire il mio ragionamento che è il seguente:
Fagnano o qualsiasi altro paese o cittadina della provincia lombarda, sostanzialmente non vive problemi tanto diversi da Piazzatorre.  Anche a Fagnano si moltiplicano i cartelli Vendesi, sintomo di politiche nazionali del credito facile dimostratasi fallimentare, anche qui se passeggi la sera trovi vuoto e desolazione, anche qui trovi negozi chiusi, per la ragione che tutti vanno ad acquistare (criticanti ma felici) al vicino Ipermercato, anche qui trovi agglomerati di residenti che si lamentano continuamente dell’Amministrazione Comunale.
Quindi rifletto e mi pongo una domanda: cosa c’è di diverso tra tutte queste realtà e Piazzatorre?
La mia risposta è NULLA! Perlomeno negli uomini nulla. Trovo sia in pianura come nelle valli, lo stesso stampo di uomini, ritrovo sempre l’identica litania, ripetuta con monotonia dagli stessi cronici, criticanti e annoiati.
Nel contesto esterno invece MOLTO: Piazzatorre ha una cornice di bellezza naturalistica che probabilmente, la consuetudine di coloro che la frequentano abitualmente non vedono più, e che sicuramente qui, nella pianura lombarda non abbiamo.
Quale pensiero voglio esprimere con questa mia riflessione? semplicemente questo: Forse dobbiamo smettere di pensare che tutte le colpe arrivino da un ente esterno non ben identificabile e quindi molto facilmente accusabile, che di volta in volta può essere il Comune, o salendo di livello la Provincia, e sempre più su fino allo Stato.
Cosa sono questi enti? Da chi sono composti? La mia risposta è semplice: Siamo noi! Sono lo specchio della nostra realtà! Anche loro, come noi, sono composti da criticanti annoiati, sovente non danno nessun contributo effettivo e vivendo nella burocrazia, trovano facile accusare qualcosa di impalpabile e non identificato, un elemento astratto.
A chi critica Piazzatorre io chiedo: Siete mai saliti sul Monte Secco? Avete mai percorso il sentiero da Moio de Calvi al Torcola? Siete mai andati a pattinare al palaghiaccio? Siete mai scesi con gli sci dalla pista del bosco? Avete mai cavalcato un cavallo nei boschi? Avete mai corso sulla ciclabile da Piazza Brembana a Zogno? Avete mai camminato lungo la via Priula fino a Cà San Marco? Avete mai colto funghi a settembre? Avete mai imparato a conoscere e cogliere il “paruch” in primavera? Avete mai partecipato agli eventi (pochi) che il paese propone? Queste sono tutte attività che esistono a Piazzatorre, forse ce ne siamo dimenticati! Ma soprattutto vorrei chiedere: Avete mai dato un contributo a migliorare le cose o ad inventarvi un pensiero positivo oltre la facile critica?
Per quanto mi riguarda io posso rispondere si, tutte queste cose le ho fatte, continuo a farle, per il tempo che posso dedicare visto che lavoro e non sono un pensionato, e posso garantire che tutte queste attività le svolgo da vent’anni, continuano a darmi soddisfazione, ne trovo sempre di nuove e non mi annoio mai.
Per portare un pensiero positivo ricordo che in questa terra che qualcuno cita come landa desolata, qualcuno con spirito imprenditoriale ha portato anche esempi di eccellenze con conseguenti rendite economiche.
Pensiamo forse che l’Agriturismo Ferdy viva alla giornata aspettando che il Comune gli dia una mano, o si sia armato di buona volontà trasformando la sua attività in un luogo che attrae persone per tutto l’anno, e lo stesso lo ha fatto ad Ornica, luogo ancor più remoto di Piazzatorre.
Abbiamo mai provato a prenotare una serata alla pizzeria la Stube di Piazza Brembana? è aperta da un paio d’anni ed è perennemente esaurito, cos’ha di diverso rispetto ad altri ristoranti che piangono miseria?
Semplice: ha pensato, ci ha creduto, si è rimboccata le maniche, ha investito e rischiando ha ottenuto risultati.
Sappiamo che Cà San Marco fa perennemente 2 turni di pranzo dalla primavera all’autunno e sarebbe piena se aprisse anche per cena? E’ forse merito del destino o di quello che propongono?
Ora non voglio dire che tutto vada bene e nessuno abbia responsabilità, l’Amministrazione Comunale ad esempio ne ha eccome, è un attore protagonista che si vergogna a recitare la sua parte, non si vede in nessun modo la presenza in palcoscenico e a questo timido attore vorrei chiedere:
Signor Sindaco, l’anfiteatro che tutti criticano c’è, e facciamocene una ragione, ma invece di demonizzarlo pensiamo come utilizzarlo al meglio, copriamolo con una tensostruttura o qualcos’altro per poterlo utilizzare anche quando piove, e purtroppo in estate è frequente, iniziamo a fare una ordinaria manutenzione a quel legno, perché tra poco marcisce.
Signor Sindaco ha mai pensato di acquistare quel vecchio campo da tennis, brutto e inutilizzato in pieno centro al paese e farne una bella piazza? Con una bella pavimentazione in pietra, con panchine, tavoli, fontane in pietra locale, che sono eterne e non necessitano di manutenzione, la si potrebbe legare, modificando la viabilità all’anfiteatro (coperto) in un complesso urbanistico armonioso, gradevole ed esclusivamente pedonale. Il tutto legato al concetto di bellezza, faciliterebbe l’aggregazione sociale con la soddisfazione dei turisti, da una maggiore permanenza ne trarrebbero vantaggio le attività commerciali, compreso il proprietario attuale del campo.
Signor Sindaco quell’obbrobrio della colonia bergamasca è pericoloso! E’ mai possibile che non si possa intervenire con la proprietà e demolirlo, cosa ci fa una simile struttura in centro al Paese. Quando deciderà di farla abbattere? E soprattutto un consiglio: Dopo non costruisca altre case, pensi in modo lungimirante, faccia un progetto di un bel giardino curato che si legherebbe alla vicina pineta e darebbe valore a tutto il Paese
Signor Sindaco ha mai avuto un anziano o disabile da collocare in una struttura? Ha mai chiesto i tempi e i costi per mettere qualcuno al Don Palla a Piazza Brembana o alla Clinica Quarenghi a San Pellegrino? Lei ha una struttura bella e imponente come la Colonia Genovese, non ha mai pensato di poterla convertire in una casa accoglienza per disabili o anziani? Una mente illuminata e imprenditoriale, debitamente supportata dall’Amministrazione, farebbe affari. Se questa mente non risiede in Comune sviluppi l’idea con qualcun’altro, forse qualcuno potrà farne un business, ma tutto il paese in termini di bellezza, di imposte comunali e di posti lavoro ne guadagnerebbe.
Ora a tutti i pigri dell’Alta Valle vorrei dare un suggerimento: Impoltronite pure davanti al televisore tra fumo, calcio e lattine di birra, ma per cortesia, se il vostro ozio vi lascia del tempo, non utilizzatelo criticando continuamente dalla vostra poltrona. Alzatevi! Piazzatorre è colma di possibilità, sia che siate solitari dove potete vivere privatamente coltivando il proprio fisico e lo spirito, sia che siate esseri sociali dove potete partecipare ad una serie di attività ben fatte.
Ricordo “le erbe del casaro” e “fungolandia” visibili e ben organizzate a settembre da Altobrembo, ricordo le tante attività invernali ed estive organizzate da gruppi od associazioni come il Comitato Amici di Piazzatorre, Pro Loco, Ufficio Turistico, Gruppo Alpini, Gruppo Cacciatori, Sciclub, Sky&bike, che invece di piangere lavorano e progettano.
Forse propongono ancora poco e in modo poco professionale, ma lo fanno con passione e gratuitamente.
Vorrei ricordare allo stuolo di criticanti annoiati, che se nevica meno e chiudono i negozi è sintomo del nostro mondo che è cambiato, non del Comune o di esseri astratti che remano contro, ci piaccia o meno, dobbiamo farcene una ragione e provare a sviluppare uno schema mentale diverso da quello radicato nel paese 30 anni fa, quello schema, quei pensieri, sono una fotografia di una realtà che non esiste più.
Proviamo a pensare che se qualche attività funziona e crea ricchezza ed altre no, non è colpa del cielo ma forse di una imprenditorialità che non è molto presente e distribuita.
A conclusione vorrei dire che la primavera è alle porte, quindi invito tutti a contattare le Associazioni e a svegliare il nostro Comune, se non vogliamo o non possiamo dare un contributo, per lo meno partecipiamo alle manifestazioni che propongono. Critichiamo pure ma facciamolo a viso aperto, una critica costruttiva può solamente fare bene.
Diamo valore a quello che abbiamo, le bellezze di Piazzatorre se lo meritano!

martedì 10 gennaio 2017

Apriamo il confronto

Ricevuta anch'essa via mail, é giunta una replica molto interessante e argomentata a quanto esposto nel post precedente.
La pubblico, autorizzato dall'autore, che acconsente anche alla pubblicazione delle sue generalità.
Anticipo subito che, personalmente, trovo condivisibili pressoché tutte le osservazioni del sig. Pisoni. Mi aspetto che Mara esponga il suo pensiero entro qualche giorno.

Anch’io sono a Piazzatorre da oltre 60 anni ed ho a cuore il problema del “paese fantasma”.
A mio modo di vedere (per esperienza e conoscenza generica degli eventi) il problema del turismo e degli investimenti di Piazzatorre e di tutta l’alta valle dipende soprattutto da alcuni fattori:
La fuga dei giovani e lo spopolamento delle montagne (in generale ed in particolare dell’alta valle Brembana) è  il vero problema.  Lo sapete che la UE anni fa ha commissionato sulla questione una indagine per valutarne i motivi e solo circa due anni fa è stata tenuta una conferenza a San Pellegrino ove sono stati comunicate le risultanze di tale indagine?  (sarebbe interessante e forse utile conoscerle; qualche rappresentante di Piazzatorre ha assistito alla conferenza?).
Le zone che si spopolano non possono avere futuro! Chi prenderà in gestione l’azienda (l’albergo od il negozio di famiglia, o il caseificio piuttosto che la falegnameria o qualsiasi altra attività) se i giovani se ne vanno a vivere “nella bassa”? Inevitabilmente le attività (grandi o piccole che siano) chiuderanno e nessuno le rileverà! Ed il turismo, se non lo gestisce nessuno, potrà sopravvivere da solo?
 politica regionale e nazionale. A parte lo studio commissionato dalla UE (del quale – ripeto – sarebbe importante conoscere nel dettaglio le considerazioni) cosa è stato fatto non già dai comuni ma dalla politica regionale e nazionale  per trattenere gli abitanti dei paesi dell’alta valle? Sono state introdotte delle defiscalizzazioni per cittadini residenti o le attività? Per esempio una IVA ridotta almeno sul turismo e le attività ad esso legate? No!  Vi ricordate la legge detta “degli 8.000 campanili”? Sembrava arrivassero denari per tutti i comuni: praticamente una bufala!

Al contrario, sono stati tolti soldi ai comuni (vedi IMU). E questo ha comportato danni gravi soprattutto ai piccoli comuni che non spremono i propri cittadini come invece fanno i grandi comuni imponendo l’Irpef comunale o una quantità di tasse aggiuntive (insegne, occupazione suoli pubblici, passaggi carrai, ecc.) e multe agli automobilisti (zone a traffico limitato, divieti di sosta e cento altri!).
Nel contempo la qualità dei servizi pubblici è diminuita o peggiorata: meno scuole, meno trasporti, meno assistenza sanitaria (l’ospedale di San Giovanni Bianco ha chiuso dei reparti a cominciare dalla maternità).

Per rilanciare Piazzatorre occorre rilanciare l’alta valle Brembana.
Rilanciare il turismo di San Pellegrino può portare ad un effetto benefico per tutta la valle, ma mi sembra davvero insufficiente.
A mio modo di vedere, i comuni dell’alta valle devono spingere la comunità dell’alta valle Brembana e la Regione ad intraprendere strade nuove che rendano favorevole (da un punto di vista fiscale) vivere in montagna e ripristinare quei servizi che pian piano sono stati ridotti o tolti del tutto.
Dovrebbe esserci un regolare servizio di metropolitana leggera da Piazza a Bergamo in sostituzione della linea ferrata esistente negli anni 50\60. Così si migliorerebbe in modo notevole il trasporto dei lavoratori dai paesi a Bergamo (costretti frequentemente code infinite) e faciliterebbe il turismo.
Per evitare lo spopolamento e quindi la fuga dei giovani occorre “creare posti di lavoro sul posto” (cooperative, consorzi, caseifici, ecc), anche in questo caso agendo con la leva fiscale e con microfinanziamenti.
Siamo onesti, è proprio tutta colpa dell’amministrazione comunale di Piazzatorre? Certo, tanti investimenti si sono rivelati inutili e peseranno sulle generazioni future (quelli che rimarranno!). Ma anche gli altri paesi della valle Brembana se la passano male! Anche qui è colpa delle amministrazioni comunali? Ognuno deve fare la sua parte!
Comuni e comunità dell’alta valle Brembana bussino alle porte della regione possibilmente con progetti: per esempio se a Piazzatorre si aprisse una residenza per anziani (come il don Palla di Piazza) con anche una residenza “di sollievo” (per ospiti a tempo breve), utilizzando anche solo una parte della colonia ex genovese (di proprietà del comune), i paesi della “valle dell’Olmo” ne trarrebbero maggior beneficio che neanche nevicasse per tutto l’anno. Ci sarebbe lavoro per tutti!
I giovani abbiano un po’ di fiducia nel futuro: negli ultimi anni a Piazzatorre ce ne sono diversi che hanno intrapreso una attività in paese. Ed anche i villeggianti possono fare qualcosa di utile, soprattutto quelli che frequentano il paese da tanti anni e possiedono qui la seconda casa. In quest’ottica – per esempio – è nato il comitato amici di Piazzatorre che, nel suo piccolo, aiuta l’ufficio turistico perché comunque crede che si possa e si debba fare qualcosa di positivo.

Cordialmente
Alessandro Pisoni


venerdì 30 dicembre 2016

C'é posta per noi, ma soprattutto per voi

Davvero una lettera che non avremo voluto leggere, quella recapitata ieri al nostro indirizzo di posta elettronica.
Da molto tempo, ormai, nessuno di noi due torna a Piazzatorre, e la descrizione di cosa é oggi é persino peggiore di quel che si poteva immaginare.
Forse il capolinea é raggiunto.

Questa la lettera:

"Tra balle di paglia che girano, sospinte dal vento, davanti al saloon e locali che chiudono (a breve si compreranno oltre ai giornali anche frutta e pane all’Oca d’Oro) ecco che l’agonia, nemmeno tanto lenta, di questa (un tempo) perla della Valle Brembana prosegue e sembra giunta, forse, ad un punto di non ritorno. Le feste di Natale più desolanti di sempre si stanno celebrando in un paese fantasma, con presenze che un tempo si registravano, così scarse, solo nella cosiddetta stagione morta. Persiane e tapparelle rigorosamente chiuse sono il segnale che qui, neve o non neve, ormai nessuno più vuole venirci. Altro che cambiare aria, respirare a pieni polmoni in alta montagna fuggendo dalle città inquinate. Disertano anche i titolari di appartamenti, si moltiplicano i cartelli di vendesi ma forse sarebbe meglio dire di svendesi visto che pensare di guadagnare dalla vendita di un immobile è oggi, qui, altamente improbabile. Il paese muore nell’indifferenza e nel silenzio assordante, complice un’Amministrazione comunale (davvero esiste un Sindaco a Piazzatorre?) totalmente inesistente, capace, quale unico gesto di presenza, di far girare un pulmino vuoto per le strade, anch’esse vuote, del paese. Sempre che non si considerino la tombolata di inizio anno in piazza o la befana che arriva sugli sci (ma non servirebbe anche la neve?) come due tangibili segni di vita e di presenza. Interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente? Gli stessi previsti per la cura di boschi e sentieri: zero. Progetti per il futuro? Neanche l’ombra. Iniziative per ridare ossigeno al turismo ed alla villeggiatura? Nessuna. Fatevi un giro per il paese, possibilmente a piedi. Il tour che dalla Foppa arriva al Piazzo, allo splendido capannone del pattinaggio per intenderci, vi renderà edotti dello stato di fatiscenza, di abbandono e di tristezza che ormai avvolgono, come un manto nero, ciò che resta di un paese un tempo vivo. Facciate che cadono a pezzi, strade “abbandonate”, incuria diffusa e mancanza di decoro. Ruderi della colonia bergamasca e di quella genovese da inserire sul gonfalone del Comune. Come si poteva pensare, del resto, che gente abituata a guardare non più in là del proprio naso, incapace di sviluppare il benché minimo progetto a media scadenza, potesse anticipare la crisi dello sci a queste quote, prevedere i problemi della villeggiatura che in parte, anche in zone meno depresse si sono sentiti, ponendovi argine? Mentre altrove si è provato a rilanciare, a creare attrattive con nuove iniziative, convinti che anche in valle Brembana si possa avere e fare fortuna, (basandosi su cose semplici non necessariamente le Terme di San Pellegrino), qui da noi, in paese, si è agito a sproposito, innalzando un anfiteatro della vergogna, un locale per la pro loco allucinante, un centro per la taragna demenziale …………. Potrei indicarne altri dieci di ecomostri. Interessi personali, antipatie, lotte intestine persino tra nuclei della stessa famiglia, hanno ostacolato e impedito, negli anni, qualsiasi forma di sviluppo. Vero che la quota sci, come detto, si alza sempre più e che il futuro del paese non può dipendere, esclusivamente, dalla stagione invernale ma vi sembra possibile condurre un progetto di rilancio serio senza passare dall’unione delle due Torcole? E l’estate? Mercatini tutti i giorni? Che pena. Qui ci sono praticamente nato e continuerò a venirci perché questa è casa mia. Una casa oltraggiata negli anni dalla mancanza di cultura, dall’incapacità e dall’avidità di gente senza cuore e passione, incapace di governare e parimenti di decidere e agire per il bene comune. Chi ci salverà? Dal capezzale di questo paese mi resta una fievole speranza: che il cambiamento, tanto atteso e mai giunto, possa ancora arrivare dalle nuove generazioni, dai ragazzi del posto e da quelli che ancora ci credono e che amano questi boschi. Esorto tutti a svegliarsi e a risollevare una barca ormai prossima ad affondare. Con tutti noi sopra.".

Brutto chiudere l'anno così.

domenica 24 luglio 2016

"Negher" e "Maruchì", vi piacciano o no, sono un'opportunità anche per la montagna

E lo so, può sembrare una bestemmia in chiesa, di questi tempi, spendere parole a favore dell'insediamento di immigrati extraUE anche in località minori delle Alpi (ogni riferimento a Piazzatorre non é casuale).

Eppure se le comunità che vivono in quelle località vogliono poter contare su uno sviluppo duraturo, su forze fresche e su un territorio che non viene abbandonato, non possono evitare di affrontare argomenti a prima vista irricevibili.

Il dato inoppugnabile é che il declino demografico e il conseguente declino economico non fanno differenze di latitudine, altitudine, colore della pelle e lingua. Superare le crisi vuol dire, anche, scendere a compromessi, possibilmente governandoli, non subendoli.

Due scritti, entrambi da leggere e da discutere:

il primo parla di accoglienza dei rifugiati come occasione di rilancio delle "terre alte";
il secondo, di Aldo Bonomi, sociologo piuttosto noto in Lombardia, dedicato a una possibilità da esplorare per la montagna lombarda.

Chiosa finale: che questi scritti siano ospitati su riviste online manifestamente appartenenti a un mondo (politicamente parlando) lontano dal mio quanto la Terra dal Sole, non mi fa né caldo né freddo. Non m'importa il colore del gatto, m'importa che prenda il topo.

domenica 17 aprile 2016

Piccoli sempre più poveri, dov'é la notizia?

La notizia é che si tratta di una conferma, perché sono ad andar bene quindici anni che la solfa é sempre la stessa. Roma ladrona non sgancia un quattrino, mamma Regione tra un po' finisce a far la calza (aspettate l'esito del referendum costituzionale del cialtrone fiorentino e vedrete), e ai nanocomuni non resta nulla.

Triste riprendere a scrivere sul blog. L'alta valle é ormai avvolta da mesi nel silenzio dell'informazione, l'unico fatto di cronaca (nera) che, solo di riflesso ha interessato Piazzatorre, é avvenuto a Milano, con l'omicidio del signor Maurizio Pozzi (qui l'ultima notizia disponibile), che ricordiamo storico frequentatore del paese. Fine, Stop. 

L'alternativa resta solo una, unirsi, meglio ancora fondersi. Da quattro anni a questa parte, nulla é cambiato, la cancellazione dei piccoli comuni non avverrà per decreto, ma per soffocamento.



sabato 12 settembre 2015

Aggiornare cosa?

Un nostro affezionato scrutatore, ché lettore sarebbe troppo, ci esorta a chiude questo cesso di blog che nemmeno viene più aggiornato.
Ognuno cita gli argomenti in cui é ferrato, lui lo é in cessi e Mara glielo ha fatto notare.
Ma non di questo voglio scrivere, bensì del fatto che, é vero, non si aggiorna più un fico secco.
E sapete benissimo anche voi perché.

Perché non c'é alcunché da aggiornare. Dall'alta valle notizie nuove, nel senso che i dizionari attribuiscono alla parola "nuovo", semplicemente, non ce ne sono.
Forse che qualcuno di voi vede novità aggirarsi dove si parla di Piazzatorre?
Forse che questa notiziona del 1° agosto 2015 non é praticamente uguale a qualcuna pubblicata nel 2014?
Forse che il portale Brembanaski ci dice qualcosa che già non sapevamo?
Forse che le polemiche sul costo dei giornalieri non sono le stesse di sempre?
Vai sul sito web de L'Eco di Bergamo e la notizia più fresca su Piazzatorre risale al 24 gennaio 2015, per non parlare di Bergamonews, fermo al 28 maggio 2014 con la notizia dell'elezione di Valeriano Bianchi a Sindaco.

Eddaje su, la novità più rilevante dal Comune é l'ordinanza n. 1 (uno e unico, vien da dire) del 1° giugno 2015 che vieta il commercio ambulante in alcune vie del paese, fino a domani. E fa niente se dal 25 agosto il paese é tornato alla tipica animazione che lo contraddistingue dopo il clou delle due settimane che si stringono al ferragosto.

Non si aggiorna un blog che parla di un paese che NON HA SAPUTO NE' VOLUTO aggiornare sé stesso cambiando profondamente il proprio atteggiamento verso il turismo. E che se in questa estate 2015 ha potuto vantare più presenze lo deve solo alla minore disponibilità economica di molte famiglie costrette, volenti o no, a riscoprire la seconda casa che non sono riuscite a vendere.

O pensate che l'animazione per bimbi, sotto la "Vela" abbia risollevato le sorti di Piazzatorre?

Volete che il blog chiuda, e non vi accorgete nemmeno che la sua chiusura coincide con la vostra sepoltura.

venerdì 31 luglio 2015

Ma parliamo pure di questo

Prosegue la rassegna di esempi virtuosi di proposte realizzate a favore del turismo alpino estivo. Noi però non imitiamoli, non si sa mai, potrebbe persino essere che arrivino più turisti a scocciarci.

domenica 12 luglio 2015

Senza nemmeno andare in Trentino

C'é chi punta tutto sempre e solo sull'innevamento e chi si fa una ragione se questo non basta più e comincia quindi a darsi da fare SUL SERIO per sfruttare l'estate.

Fino a non troppo tempo fa certe iniziative intelligenti per attirare i turisti in montagna quando in pianura si raggiungono e superano i 30 gradi, le trovavi solo in Trentino, in Sud Tirolo, o comunque a troppi km da Milano per sbatterti un giorno o un weekend.
Ora non più.

Ora, a 100 km da Milano, e con un tempo di percorrenza che può essere più breve di quello per Piazzatorre (o per Foppolo), vai al Mottarone e ti diverti.
Ma il "peggio" é che ti diverti tutto l'anno, non solo d'estate.

E un pochino più in là si fanno cose che nelle Orobie Bergamasche no, al massimo in quelle Valtellinesi (che per Piazzatorre potrebbe pure andare bene. Ma anche no).

Boh, forse va davvero bene tutto così com'é, con un paese che per tutto Giugno é stato un deserto, salvo l'ultimo fine settimana, quando un po' di milanesi sfiancati dal caldo han deciso di fare il sommo sacrificio e salire.

domenica 21 giugno 2015

Effetto EXPO?

Punto di domanda d'obbligo. In tutta la valle vedete alberghi e ristoranti che espongono all'esterno il logo Expo 2015. Giusto, era il minimo, con tutto il battage pubblicitario che gli hanno fatto, e le "pompate" mediatiche per farlo passare come l'evento che avrebbe salvato l'Italia dalla recessione.

Ma dopo il cartello? C'é altro? Viene da dubitarne, e non per colpa di ristoratori e albergatori, sia chiaro, ma semplicemente perché, nei fatti, Expo é un evento venduto come italiano (in termini di ricadute) ma che si sta rivelando tuttalpiù milanese, con qualche modesta concessione a località turistiche sui laghi di Como e Maggiore.

La stragrande maggioranza dei visitatori di Expo va a Expo e torna a casa, anche perché visti i costi por chi vuole passarci una giornata intera, a sera il portafogli rischia di essere desolatamente vuoto.
Che non ci credano troppo neppure coloro che il cartello pure l'hanno messo é fin facile capirlo, in questi giorni molti esercizi sono chiusi per ferie, in attesa di riaprire per la stagione estiva ordinaria.

Insomma, "la grande occasione" non era così grande, pare.

Non a caso la scorsa domenica l'Eco riportava un articolo dedicato al boom di prenotazioni negli alberghi del Sebino, sì, ma non per Expo, per l'evento che nel 2016 vedrà l'artista Christo realizzare un'installazione sul lago, per la quale fiocca interesse fin dagli USA e dal Giappone.

Alla faccia di chi voleva nutrire il pianeta facendo fuori 300 ettari di aree agricole alle porte di Milano.

domenica 8 marzo 2015

La schizzinositudine

Io ve lo dico. Poi non dite che non ve l'avevo detto.

In una ridente località della Val Dumentina, luogo dove, sport invernali a parte, le assonanze con l'alta valle Brembana non mancano, se ne fregano se non é chic, se l'idea sembra da sfigati, se storcerà il nasino qualche benestante dama con le unghie griffate, e accolgono a braccia aperte una nuova struttura per anziani autosufficienti. Non un "ospizio" (orrore!), ma una (cosiddetta) "casa-albergo", dove gli ospiti possono avere, a richiesta, anche assistenza medica, fisioterapica, ecc. 

E variano pure il loro PGT per dare spazio a questa struttura.

Ospiti paganti, parenti in visita, un discreto indotto di fornitori (alimentari, pulizia, lavanderia), medici, infermieri, cuoco, parrucchiera, barbiere, e via discorrendo. Gente che lavorerà tutto l'anno. Qualcuno abiterà sul posto, qualcuno no, ma intanto ci sarà qualche posto di lavoro in più senza dover per forza spostarsi in Svizzera tutti i santi giorni.

In un paese di 1.400 residenti (non tutti effettivi).

Noi continuiamo pure a fare gli schizzinosi e a dipendere dal clima.


giovedì 29 gennaio 2015

Si fa presto a demolire e a dire "pro"

Nel post precedente due commenti, questo e questo, mi hanno spinto a qualche riflessione.
Parto dal primo, premettendo che non replicherò alla stupidaggine sui turisti "strapelenti", convinto che ci penserà qualcun altro.
Interessante invece la prima parte del commento, quella dove si invoca la demolizione di tutte le seconde case "con dentro i proprietari". Facciamo uscire i proprietari, o gli affittuari, liberiamoci dalla scemitudine e concentriamoci sulla proposta demolitoria.

Tutte quelle case no, ma certo buona parte meriterebbe di essere demolita, trattandosi di prodotti edilizi ormai vetusti e inadeguati agli standards di qualità attuali.

Chiaro che così com'é la proposta é irricevibile: intanto perché solo chi é proprietario può demolire, il che significa che un ipotetico operatore dovrebbe farsi carico dell'acquisto di interi condomini, più facile a dirsi che a farsi.
Ma c'é un altro problema, persino peggiore, composto da due aspetti: 1) nella testa dei proprietari di casa é saldamente fissato il concetto (sbagliato) che la casa é un "investimento"; 2) in Italia la durata di una casa non si misura in anni ma in generazioni (la casa del padre passa al figlio e, se possibile, al figlio del figlio). 

Spiegare che un edificio residenziale ordinario, normale, dopo 40 anni ha detto e dato tutto quel che poteva dire e dare, e che quindi é giunto a "fine vita", é come bestemmiare in chiesa. Amen. Praticamente, proposta irrealizzabile, salvo eccezioni.

Però, però, un'idea dovrebbe venire: in quale libro sacro é scritto che una "seconda casa per villeggiatura" debba essere costruita per durare più, addirittura, solo 20 anni? In nessuno, giusto? Giusto, in nessuno. E forse che in qualche altro libro sacro sta scritto che la suddetta seconda casa debba per forza essere acquistata anziché affittata con contratti di 1, 5, 10, 20 anni, al termine dei quali tutti fuori e avanzino le ruspe? No, non c'é scritto neanche questo.

Come si fa a realizzare edifici di questo tipo? Due parole: modularità e prefabbricazione (non quella "pesante" da falansterio sovietico anni '50, beninteso). Case di vacanza, spartane, esteticamente accettabili, comunque abitabili tutto l'anno, a basso costo di realizzazione (400, max 500 €/mq, ottimizzando il processo di realizzazione e utilizzando tecnologie non tradizionali) e manutenzione, fatte per durare il tanto che basta a recuperare i costi e incamerare profitti adeguati. Contratti che per un bilocale da 40 mq potrebbero andare da 6.000 €/anno per una sola annualità, fino a 1.500 €/anno per 20 annualità.

Non dico che sia facilissimo, ma pensandoci un po', studiando modalità adeguate e coinvolgendo il Comune, si può fare.

Quale era l'altro punto? Ah sì, i "pro" di Piazzatorre. Difficile a definirsi, non perché non ci siano, ovviamente. Me se dico che un "pro" é l'ambiente naturale, siamo tutti d'accordo? Uhm, mi sa di no, basta che ripensi a commenti del passato per ricordare facilmente quelli che "di alberi ce n'é fin troppi" o che "chissenefrega di un boschetto".

Vediamone un altro: la sentieristica, tutt'altro che disprezzabile. No, non va bene "io vengo per sciare, non per camminare".

Cosa voglio dire? Che trovare aspetti negativi é semplice: la strada é dissestata, ok, facile, si vede, é un fatto oggettivo. Definire un aspetto positivo é semplice solo in relazione a quanto "vogliamo" vederlo come tale.

Forse é più facile definire le cose buone se guardiamo al "sistema" alta valle, e allora possiamo dire che le Orobie in sé sono montagne piuttosto belle, che l'accessibilità é, tutto sommato, accettabile (se non pretendiamo di andare da Piazza Cordusio e Cà San Marco in un'ora), che cose da vedere ce n'é e da fare pure, e che, volendo, ci si può anche solo rilassare senza infilarsi in un "percorso olistico di wellness tantrico". Allargando lo sguardo emergono le potenzialità della montagna, insomma.


domenica 11 gennaio 2015

Crani più duri del diamante, più vuoti del supervuoto

Le cose non girano? La ripresa non c'é? Un progetto folle e dannoso é fallito? Nessun problema! La soluzione é...riproporre la stessa soluzione.
Che altro pensare di un commento come questo?

Ve l'hanno detto e scritto in tutte le salse, in "n" convegni, con altre seconde case non si risana alcunché, che il problema n. 1 é la fuga di popolazione stabile, conseguenza di scarse opportunità di lavoro, dal che deriva una riduzione dell'offerta di servizi, a cui i turisti rispondono con acquisti fatti altrove (e il circolo vizioso si autoalimenta).

Niente, non ve frega nulla, non capite nulla, avete i Moon Boot al posto del cervello. Anzi, no, avete il supervuoto.

domenica 4 gennaio 2015

E siamo sempre meglio

Come direbbe un medico, il paziente é stazionario e la prognosi resta riservata.

Il paziente é sempre lei, Piazzatorre, il cui quadro clinico vede l'accumularsi di segnali non incoraggianti: un altro negozio, quello d'artigianato, sotto il portico della pasticceria, sta per battere in ritirata; Banca Intesa ha chiuso lo sportello.

Magari entrerà un'altra banca, chissà.

Resiste l'ufficio postale, almeno quello, almeno finché il dott. Caio non deciderà di tagliare ancora qua e là.

Neve, ad oggi, praticamente non pervenuta (strano eh? Davvero, non si ricordava un inverno così da almeno, almeno...tre anni!) ma tranquilli, arriverà. E comunque potremo sempre incoraggiare l'uso degli impianti per raggiungere il Rifugio Gremei: San Silvestro con salita entro le 17,30 e discesa a piedi é stato una figata!

#éstatounafigata #sifaperdire #piazzatorrestaiserena


mercoledì 24 dicembre 2014

Che ne dite?

La neve, vera o artificiale, potrebbe persino essere non necessaria

Fossi al posto dell'ITB un pensierino ce lo farei, male che vada, un'azienda italiana avrà avuto un premio alla propria capacità di innovazione.

Buon Natale.

mercoledì 17 dicembre 2014

Mentre state col naso all'insù...

..., preoccupati, mentre fate macumbe e riti propiziatori affinché Giove Pluvio si decida a diventare Giove Niveo o che qualche anima pia finanzi adeguatamente questa recentissima novità (comparsa in Israele anni or sono!), ricordate quel che zia Mara e nonno Paolo vi dicono da sempre. 

Ah, e già che ci siete segnatevi pure che, come ebbe a dire negli anni '70 un tal Yamani, se l'Era del petrolio finirà anche se non é finito il petrolio, l'Era degli sciatori potrebbe finire anche se non é finita la neve, e quella dei turisti da spennare potrebbe finire prima che sia venduta l'ultima "vostra casa di vacanza nella splendida cornice delle Orobie".

venerdì 24 ottobre 2014

Turista vs residente: quando le prospettive sono troppo distanti

Forse siamo stati disattenti. Forse l'amore per un luogo ci ha resi miopi. Che il nostro sguardo su Piazzatorre non abbia avuto la giusta angolazione?

No, non sono impazzito improvvisamente, né sono stato colto da misticismo, mi sono solo venuti alcuni dubbi e li sto scrivendo a caldo.
Questa settimana mi sono concesso qualche giorno di vacanza in ritardo e sono salito a Piazzatorre, trovandola come mi aspettavo, deserta. Ma complici le belle giornate questa vacanza l'ho goduta come poche altre volte, e se il paese in sé non aveva molto da dire (abbiamo già scritto che Piazzatorre é un falso paese, in quanto privo di una costruzione "urbana" storica), moltissimo da dire ha il contesto in cui si trova, tanto che le escursioni lungo i sentieri della valle sono state a dir poco spettacolari.

Tuttavia, al rientro pomeridiano mi si insinuava una domanda: ma non é che, in fondo, ai piazzatorresi questa tranquillità che sembra terrorizzare chi vorrebbe una località più frizzante, invece piaccia e sia garanzia di una vita priva di quegli aspetti negativi che spesso subisce chi vive in città?
Voglio dire, chi non ha necessità di spostamenti pendolari, o se ce l'ha non la vive come un peso, perché non dovrebbe essere soddisfatto di un luogo dove la sera non si sente altro rumore se non quello lontano del torrente o di un cane che abbaia? (visuale angolazione residente)

Chiaro, é una domanda alla quale non so dare una risposta convinta, diciamo che però il dubbio mi viene.
L'altra faccia della medaglia é che isolamento chiama isolamento e da questo punto di vista il rischio é che la comunità finisca non solo per chiudersi definitivamente su sé stessa, ma rischi anche di disgregarsi definitivamente.
Potrebbe insomma verificarsi qua quello che é già stato registrato altrove, come si può riscontrare leggendo un rapporto non recente (2011) ma certo ancora attuale, pubblicato sul sito del Consiglio Regionale.
Leggetelo, troverete anche un capitoletto dedicato a Ornica, che certo se la passa peggio di Piazzatorre, ma nella quale, e ciò va a onore dei suoi abitanti, l'ostinata volontà di resistere allo spopolamento dà alcuni frutti importanti.

Chiudo con un'altra domanda, stavolta retorica: tempo sei-otto settimane e ripartirà il cinemascope sugli impianti di risalita, lo sci e bla bla connessi (visuale angolazione turista). Spostate lo sguardo sulla Piazzatorre che vi ho descritto sopra e valutate. Davvero credete che con le discese dalle Torcole innevate (cioé senza altre attività non legate allo sport invernale), durante una settimana di settembre od ottobre Piazzatorre sarebbe diversa da quella che ho trovato in questi giorni?