- Alta Quota aveva acquistato gli impianti per gestirli, pretendendo in cambio l'edificabilità della Tagliata;
- é stato, a tale scopo, adottato e approvato un Programma Integrato di Intervento;
- quel PII non é mai stato convenzionato, é decaduto, la sua valenza giuridica non é mai esistita;
- il 29 luglio 2013, il Sindaco di Piazzatorre dichiara che "il Comune di Piazzatorre e la società Alta Quota Srl, richiamando le vicende successive inerenti il sopra citato Programma integrato d’intervento, rimasto in buona parte inattuato [e ci mancherebbe! Come poteva attuarsi un PII giuridicamente inesistente?! n.d.r.], ritengono altresì che vi sia la necessità urgente di riformulare, semplificare e riordinare le situazioni di fatto e di diritto [diritto? Quale diritto, di grazia, signor Sindaco?!] venutesi a creare anche a seguito degli accordi sin qui intercorsi, con ciò prevenendo altresì possibili liti che potrebbero sorgere tra loro, in ragione principalmente delle inadempienze e responsabilità precontrattuali, delle possibili questione risarcitorie derivanti dalla già eseguita realizzazione di opere previste dal Piano Integrato d'Intervento (ski-weg di collegamento tra i demani) e altresì per via di rilevanti e pregiudizievoli imprecisioni contenute nei titoli di provenienza dei beni di Alta Quota che, a parere dell'Ente, possono pregiudicare diritti sostanziali del Comune", e procede al pactum sceleris con Alta Quota;
- Alta Quota, raggiunge pienamente i propri scopi: si libera del fardello impianti ed edificherà la Tagliata non appena il "vento" dell'edilizia riprenderà a soffiare dalla parte (per lei) giusta, due piccioni senza manco la fava!
Piazzatorre è un paese della Valle Brembana, in provincia di Bergamo. Era una località turistica parecchio in voga. Ora vive forti difficoltà e deve rinascere. Un progetto immobiliare di "rilancio turistico", secondo noi sbagliato, al momento sembra fermo, e non è detto che ciò sia un male, anzi. Per salvare gli impianti sciistici si può, si deve, fare dell'altro. Si può farlo uniti. MAIL: salviamopiazzatorre@gmail.com
martedì 13 agosto 2013
Amarezza
domenica 6 maggio 2012
Tempus fugit
sabato 14 marzo 2009
Tutto come previsto
L'Autorità Competente (sic) ha emesso il proprio decreto sancendo la sostenibilità del PII contro ogni logica razionale. Le osservazioni di quei noiosi che hanno ritenuto di far presenti per l'ennesima volta i pesanti problemi che il progetto dell'Alta Quota S.r.l. trascina con sé, sono state tutte spazzate via senza troppa pena.
In sostanza, la consegna è una sola: il PII si deve fare perché nel suo complesso è di interesse pubblico (sfacciataggine colossale) e quindi non ci sono "ma" che tengano. Al diavolo il bosco della Tagliata, che verrà brillantemente sostituito da due o tre corridoi di piante ed arbusti (nulla a che vedere con l'alto fusto esistente oggi); al diavolo la legge forestale (e la Comunità Montana, che in conferenza ha fatto il pesce in barile, non s'azzardi a fare scherzi); al diavolo dubbi e perplessità d'ogni genere, compresi quelli della Provincia (che ha messo nero su bianco quanto siano illusorie le speranze di campare sul modello turistico che sottende al PII), a Piazzatorre solo certezze. Vincere! E vinceremo!
Oh, in più c'è una novità: nel documento "Sintesi finale" si farnetica anche di un prossimo Consiglio Comunale in cui sarà esaminata "la proposta di realizzazione di centrali idroelettriche che potrebbero ulteriormente garantire una maggiore quantità di acqua da destinare alle utenze civili attraverso una apposita ricanalizzazione". Eh? Cosa? Prego? Centrali idroelettriche, a Piazzatorre, che garantirebbero più acqua per le utenze domestiche? So che le centrali idroelettriche l'acqua la usano per produrre energia e la restituiscono ai fiumi parecchio più calda di quanto era all'ingresso in centrale. Stop. Mai sentito parlare di acqua potabile in uscita da una centrale idroelettrica, dovrò aggiornarmi!
lunedì 16 febbraio 2009
Evidenze incontestabili
Il quadro non è esaltante, anzi, la somma di effetti negativi e positivi non è affatto neutra, il bilancio ambientale che ne deriva è in deficit.
Il primo punto fermo e incontestato è che "i due comparti del PII in esame rappresentano a tutti gli effetti la principale trasformazione urbanistica dell'abitato". Altrettanto "risulta evidente la dicotomia tra gli effetti negativi sulle componenti ambientali derivanti dall'edificazione di un determinato contesto territoriale rispetto alle opere di miglioramento ambientale e paesaggistico previste, costituite essenzialmente da nuovi spazi verdi e alberature in alcuni settori della rete viaria di servizio ai nuovi lotti".
Assai rivelante la tabella (matrice di valutazione) della sostenibilità delle azioni previste dal PII, rappresentata nell'immagine sottostante:

Tra rossi (effetti negativi) e gialli (effetti potenzialmente negativi), è una fiera di disastri.
Le cose non vanno granché meglio quando si tratta di valutare la coerenza "esterna" (rispetto al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale ed al PGT), addirittura rispetto al PTCP il rapporto ambientale conclude affermando una contraddizione evidente: "l'intervento risulta pienamente coerente con le previsioni del PTCP, anche se le scelte progettuali adottate, non sempre sono pienamente rispettose di tutti gli obiettivi in campo ambientale che il PTCP si prefigge di conseguire in quanto non pienamente valutati in fase di progettazione" (a me sembra un po' quella vecchia battuta per gli studenti del primo anno di Medicina "l'operazione è perfettamente riuscita. Il paziente però è morto."
Un po' meglio sul fronte della coerenza "interna" (rispetto a sé stesso) del PII, e meno male, vien da dire, anche se, purtroppo, in questo caso il "meno male" corrisponde ad un male annunciato.
Anche la sintesi finale delle valutazioni di impatto (tabelle da pagina 105 a pagina 109) non è certo delle migliori: troppo numerosi gli "elevato" riferiti a impatti di varia natura, tant'è che neppure la stima fin troppo ottimistica della reversibilità di alcuni di essi riesce a tranquillizzare.
Insomma, ciò che per noi era evidente sin dagli albori di questa sventurata idea di PII, diventa ineludibile proprio grazie al rapporto ambientale: il programma integrato "ex Colonie" è un disastro sotto molti, troppi, aspetti, incluso quello economico, sul quale il rapporto è totalmente silente (si potrebbe obiettare che non spetta alla VAS disquisire sulla sostenibilità economica di un piano, io ritengo, al contrario, che la valutazione possa e debba uscire un po' dallo stretto tema ambientale, per sforzarsi di diventare una valutazione "integrata" degli aspetti ambientali - sociali - economici).
L'autorità competente per la VAS dovrebbe fare ciò che l'amministrazione comunale non ha avuto il coraggio di fare: buttare dalla finestra il PII con i suoi annessi e connessi. Ma non andrà così, possiamo scommettere che il decreto finale riporterà un po' di prescrizioni, di raccomandazioni, di suggerimenti, ma alla fine darà il via libera al disastro.
domenica 8 febbraio 2009
Piccole soddisfazioni
Avevamo inizialmente indicato che il rapporto ambientale risulta depositato esclusivamente presso gli uffici comunali, in quanto a causa delle sue dimensioni non era stato possibile pubblicarlo su Internet.
Finalmente abbiamo trovato una soluzione tecnica, seppur parziale, a questo problema e quindi, nonostante non sia obbligatorio farlo, procediamo alla pubblicazione dell''intero documento suddiviso in vari files. (I titoli indicano esclusivamente il numero di pagine e non il riferimento ad eventuali capitoli).
Essere scocciatori, a volte serve. Grazie dottoressa Arioli, per averci dato retta.
avviso
domenica 1 febbraio 2009
VAS: Vogliamo Ancora Sfangarla. Seconda puntata.
Io vorrei entrare un po’ nel merito delle considerazioni lette nella “sintesi non tecnica”, non prima di far presente ai suoi autori che, prima di pubblicare un file, è buona regola controllarne le “proprietà”, evitando di mostrare che per Piazzatorre si è usata una base costruita per una VAS svolta su un piano di Madone.
La sintesi del Rapporto ambientale pubblicata sul sito del Comune ha di sicuro un valore, evidentissimo: sancisce senza tanti dubbi che il documento a suo tempo preparato per escludere dalla VAS il programma integrato era un assieme di fantasie, ad essere generosi.
Non è che la sintesi non tecnica del Rapporto ambientale consenta di affermare che si voglia incidere pesantemente sul PII per come lo conosciamo sino ad ora, però qualche timido tentativo almeno lo si vede.
Intanto si ammette quello che era palese per noi, ovvero che il PII ha una forte incidenza ambientale, su ambiti naturali (bosco della Tagliata), su emissioni in atmosfera (inquinamento acustico e da gas di scarico, dovuti al traffico indotto), sulla produzione di rifiuti, sulle risorse idriche (messe a dura prova durante i periodi di maggiore affluenza turistica).
Più in dettaglio:
a) si parla, finalmente senza censure, di “significative condizioni di criticità a livello locale”, che tradotto dal burocratese all’italiano significa che gli interventi previsti dal PII creeranno grossi problemi in alcune zone del paese;
b) si dà atto che a Piazzatorre le seconde case non sono un mito ma una solidissima realtà che, numeri alla mano, è seconda solo ai paesi di Zogno, San Pellegrino Terme, San Giovanni Bianco, e scusate se è poco, visto che stiamo parlando di tre centri che hanno ben altra capacità di assorbire le pressioni insediative;
c) si segnala la tendenza alla saturazione di tutti gli spazi liberi all’interno del fondovalle e la mancanza di connettivo verde tra i diversi settori dell’abitato;
d) vengono evidenziati i problemi “storici” conseguenti all’inadeguatezza della rete stradale.
Citiamo testualmente alcuni passaggi fondamentali della sintesi non tecnica:
Risulta evidente (per come sono stati strutturati i due Comparti del PII) la dicotomia tra gli effetti negativi sulle componenti ambientali derivanti dall’edificazione (realizzazione di edifici, viabilità di servizio, spazi per la sosta, pertinenze, ecc.) di un determinato contesto territoriale rispetto alle opere di miglioramento ambientale e paesaggistico previste, costituite essenzialmente da nuovi spazi verdi e alberature in alcuni settori della rete viaria di servizio ai nuovi lotti.
Il Comparto A […] (si parla del bosco della “Tagliata”, ndr), presenta essenzialmente una triplice vocazione: a) rappresenta una minima fascia ecologica che lega i due versanti della Valle di Piazzatorre; b) separa l’abitato di Piazzatorre in due distinti nuclei; c) risulta l’unico ambito a “verde fruibile” di una certa consistenza in termini di superficie presente all’interno del tessuto edificato, avente i caratteri di area forestale.
La delicatezza dell’ambito lascia quindi intendere la necessità che esso non venga ad essere completamente sacrificato per l’attuazione delle previsioni di PII.
Rispetto al redigendo PGT si evince che l’azione risulta sostanzialmente coerente, eccezione fatta per due obiettivi quali: 1) la tutela e valorizzazione delle risorse forestali; 2) la tutela dei valori ambientali e paesaggistici che, almeno per quanto attiene al Comparto A [località “Tagliata”, ndr] non sono pienamente rispettate.
È in ogni caso assolutamente indispensabile che venga riconfigurata (almeno parzialmente) la disposizione planivolumetrica degli edifici residenziali del Comparto A prevedendo idonee fasce verdi (almeno un paio) a bosco ad andamento “trasversale” in grado di fungere da corridoio ecologico tra i due versanti della valle. Inoltre va garantita al confine nord di detto Comparto A una fascia boscata a raccordo con il confinante territorio di versante inedificato.
Fin qui le “luci”.
Il documento però contiene anche “ombre”, alcune particolarmente pesanti:
sostenere che “la proposta di PII risulta coerente con l’impostazione del redigendo PGT e, nonostante alla scala locale (segnatamente il Comparto A) vi possano essere delle problematicità legate al tema delle risorse forestali, del paesaggio (e per diretta conseguenza quindi anche sull’ecologia dell’area), lo sguardo alla scala comunale permette di confermare una impostazione urbanistica strategica che comporta la completa salvaguardia da trasformazioni del territorio rurale esterno all’abitato”, è un’affermazione che, urbanisticamente, è priva di senso. Quel PII “è” il PGT, non potrebbe essere altrimenti, considerando che la sua potenzialità insediativa è così abnorme (100% della popolazione effettivamente residente) che nessun PGT farebbe di più. Di fatto, stiamo assistendo ad un (l’ultimo? O, Dio non voglia, ce ne potrebbero essere altri?) “assalto alla diligenza” che, a mia memoria, non ha paragoni con nessuno strumento urbanistico né generale né puntuale, almeno in Lombardia.
Ammettere che la trasformazione del bosco della Tagliata è una devastazione e poi proporre come rimedio “la conservazione di fasce boscate filtro verso i confini nord del Comparto A a raccordo con le aree esterne al comparto stesso” e “la previsione di almeno due corridoi ecologici trasversali di ampiezza minima di almeno 10 m da prevedersi all'interno del Comparto A”, è qualcosa di pericolosamente prossimo al ridicolo: un corridoio ecologico degno di questo nome deve avere una profondità non inferiore a 30 m (e son già pochi, molto pochi), due striscie di verde (ma che verde?! non certo l'alto fusto) di dieci metri l’una, sono delle aiuole, perfettamente inutili a mantenere una pur minima funzionalità ecologica.
Sostenere che “Saranno preferibilmente da evitare interventi comportanti alterazioni geomorfologiche nell'ambito della classe di fattibilità 4”, è una raccomandazione che suona un po’ tipo “è preferibile non spararsi alla tempia”: in classe 4 non-si-co-stru-i-sce-nul-la-punto, perché lì il terreno non ha caratteristiche geologiche idonee, e cavarsela con prescrizioni non serve a nulla, se non a farsi coinvolgere nei contenziosi futuri, quando un versante scivola a valle o una casa si riempie di crepe strutturali.
Per quanto ci riguarda, la sostenibilità ambientale del PII di Piazzatorre non c’è e non ci sarà, la riduzione delle criticità ambientali ed urbanistiche potrebbe passare per un suo forte ridimensionamento: totale salvaguardia del bosco della “Tagliata”, bosco d’alto fusto, lo ricordiamo, riduzione quindi delle volumetrie del Comparto A, al più qualche concessione maggiore sul Comparto B (un piano in più all’ex Colonia Bergamasca), che in questa situazione, sarebbe il male minore, una riduzione degli oneri a carico dell’Alta Quota Srl (meno anni di gestione degli impianti di risalita), che si vedrebbe così ridotti i motivi per accampare presunti diritti.
Cari architetti Trussardi e Lorenzi, cara dottoressa Arioli, con il territorio non si gioca, mai.
sabato 31 gennaio 2009
Niente scuse per favore
Dott.sa Arioli,
abbia pazienza, Lei sa bene che riguardo il PII "ex Colonie" il tempo degli scherzi, ammesso sia mai iniziato, è finito.
Non pubblicare sul sito web del Comune il Rapporto ambientale redatto per consentire la valutazione ambientale del programma, limitarsi a pubblicare la Sintesi non tecnica, per la ragione che "Trattandosi di un file di grosse dimensioni non è stato possibile pubblicare in Internet l'intero rapporto ambientale che è invece depositato presso gli uffici comunali", è una scusa che non regge.
Non regge giuridicamente, perché le disposizioni regionali sono chiare (si veda la Deliberazione della Giunta Regionale, n. 6420/2007, Allegato 1m, punto 6.5):
Messa a disposizione del pubblico (fac simile F)
L’autorità procedente mette a disposizione presso i propri uffici e pubblica su web [e, non o] la proposta di variante urbanistica, il Rapporto Ambientale e la sintesi non tecnica, per trenta giorni. Se disponibile, può mettere a disposizione anche una prima proposta di PII/AdP.
L’Autorità procedente provvede inoltre a trasmettere copia integrale della documentazione di cui sopra ai soggetti individuati con l’atto formale reso pubblico, di cui al precedente punto 6.3.
Se necessario, l’autorità procedente, provvede alla trasmissione dello studio di incidenza all’autorità competente in materia di SIC e ZPS.
Non regge tecnicamente, perché sono numerosi i software gratuiti che consentono di dividere un file in più parti, così da poterle scaricare una ad una, per poi ricomporle senza problemi e senza perdita di dati (le segnalo hjsplit, http://www.freebytesoftware.com/download/hjsplit.zip e winrar, http://download.html.it/software/getit/1511/winrar/.
Allora, per favore, provveda. Non dia la sensazione che la trasparenza non è di casa nella Sua amministrazione.
Distinti saluti.
Mara Colombo
E adesso, speriamo bene.
lunedì 26 gennaio 2009
V.A.S. ovvero: Vogliamo Ancora Sfangarla
Certo, il Comune di Piazzatorre ne avrebbe fatto volentieri a meno, tant'é che aveva cercato di cavarsela con una verifica d'esclusione ma, si sa, il diavolo fa le pentole e dimentica i coperchi, ed ecco che Provincia e Comunità Montana avevano dovuto ricondurre a più ragionevoli consigli il nostro comunello.
Vabbé, ragionevoli fino a un certo punto, perché presi dalla fregola di prostrarsi ai piedi della Alta Quota S.r.l., gli eroici amministratori piazzatorresi decisero di adottare comunque il PII e di attendere, per l'approvazione, gli esiti della VAS.
Tutto regolare? Secondo loro sì, tanto da scrivere in una lettera inviata ad un nostro anziano ma baldanzoso amico / concorrente (niente nomi, è la privacy bellezza) che, Codice dell'Ambiente alla mano, la legge è dalla loro parte.
Secondo noi, o meglio, secondo un mio acuto collaboratore (lui sì che è un ingegnere vero!) a Piazzatorre leggono solo quello che gli conviene:
Decreto Legislativo n. 152/2006, articolo 11, comma 5 "La VAS costituisce per i piani e programmi a cui si applicano le disposizioni del presente decreto, parte integrante del procedimento di adozione ed approvazione. I provvedimenti amministrativi di approvazione adottati senza la previa valutazione ambientale strategica, ove prescritta, sono annullabili per violazione di legge".
Da quel "di approvazione" il Comune deriva il proprio diritto ad espletare la VAS in parallelo alla pubblicazione del PII adottato.
Vero? Falso? Vero e falso insieme!
La norma nazionale è scritta pensando a piani e programmi in generale, non specificamente a piani e programmi urbanistici, quindi è applicabile nel senso scelto dal Comune solo quando ci si riferisce a piani o programmi che nel loro iter di approvazione NON prevedano una adozione seguita da una pubblicazione per renderli noti al pubblico (esempio: un piano opere pubbliche).
Ma c'è di più.
Sempre il D.lgs. 152/2006, all'articolo 7, comma 2, stabilisce che: "Sono sottoposti a VAS secondo le disposizioni delle leggi regionali, i piani e programmi di cui all'articolo 6, commi da 1 a 4, la cui approvazione compete alle regioni e province autonome o agli enti locali" (piani e programmi dell'art. 6 sono, tra l'altro, quelli elaborati per il settore della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli, quindi un PII rientra perfettamente tra questi ultimi).
Capito? In Lombardia per PII et similia valgono le norme regionali. E che dicono queste ultime? Ce lo racconta questa deliberazione della Giunta Regionale, la n. 6420 del 2007, per la precisione l'Allegato 1M, dedicato (anche - punto n. 1 dell'oggetto) ai PII privi di interesse regionale (come quello di Piazzatorre): dal punto 6.6 in avanti è descritta fin troppo bene la procedura da seguire e, guarda un po', non assomiglia a quella seguita dal Comune.
Ora, senza addentrarmi in questioni giuridiche sulla annullabilità degli atti adottati in violazione di norme che recepiscono le direttive comunitarie (dimenticavo di dirvi che la VAS non è un'invenzione italiana ma europea), un semplice ragionamento di logica elementare farebbe capire a chiunque che se faccio la VAS "dopo" avere adottato un piano, mi espongo a due rischi: il primo, meno grave, è che in caso decida di accogliere una o più osservazioni che modifichino in modo sostanziale il piano, la sua valutazione è bell'e andata a farsi friggere e dunque dovrei rifarla daccapo, ripartendo da zero; il secondo, più grave, è che se la VAS si chiude con un provvedimento negativo, tutto il lavoro svolto va a farsi friggere e l'adozione la posso, a quel punto, solo revocare.
Certo, siamo uomini di mondo anche senza avere fatto il militare a Cuneo, siamo più che convinti che il Comune accenderà un po' di ceri ai suoi Santi (vero assessore Fornoni?) affinché l'Autorità competente emetta un bel decreto con molte rose e poche, pochissime spine.
E passiamo allora a parlare del Rapporto Ambientale, o meglio, del suo simulacro, la Sintesi non Tecnica, ché quella ci mette a disposizione il Comune.
Però, vista l'ora, lo faremo nel prossimo post. See you soon.
domenica 14 dicembre 2008
Ma la VAS che fine ha fatto?
Ci aspettavamo che, a quasi due mesi dall'adozione del PII, il rapporto ambientale fosse reso disponibile sul sito internet del Comune, invece tutto tace, salvo un laconico comunicato sul bollettino comunale del mese corrente, nel quale si precisa che "si sta procedendo".
Boh! Tutta la fregola di adottare era legata al far sì che Alta Quota S.r.l. riaprisse gli impianti il 6 dicembre, va bene, ma adesso che la Società avrà gioco nel rivendicare un "diritto", non è che si pensa di produrre un'altra farloccata come si fece a suo tempo per la verifica di esclusione, o no?!