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lunedì 16 aprile 2018

Almeno questa vergogna, a Piazzatorre ce la siamo evitata

La notizia é di quelle che, quando hai naso, ti aspetti di veder prima o poi pubblicata. Forse ancor più triste proprio per questo. Restiamo garantisti, le difese lavoreranno sodo per dimostrare l'innocenza dei loro assistiti, si vedrà come, e quando, la vicenda finirà. Certo l'impianto accusatorio é pesante e ciascuno può fare le sue valutazioni.
La mia, la nostra, é che comunque la si pensi "il re é nudo" e mostra il corpaccione flaccido di vicende che si pensano confinate ad altre latitudini e ad altri campi dell'amministrazione pubblica.
Invece no, chi vedeva negli amministratori dei piccoli comuni gli ultimi eroi del volontarismo e del sacrificio in favore delle loro comunità, farà bene ad aprire di più gli occhi: dietro parole come "investimenti", "territorio", "promozione", si nascondono talvolta altre parole, meno seducenti.

mercoledì 19 aprile 2017

Cari milanesi, lo sci ora l'avrete fuori porta

Eh sì, basta con le lunghe e noiose code sull'A4 o sulla statale 470, "il Centro" ha pensato a voi: arriverà ad Arese lo Skydome che anni fa voleva Selvino.
E chi ve lo fa fare adesso, di rompervi le palle per raggiungere le valli?

mercoledì 27 aprile 2016

Au Spa comme à la guerre!

Forti i brembani a 24 carati del forum vallare, basta un articolo appena venato di ironia riguardo all'assenza delle Terme di San Pellegrino nella hit "le terme più belle del nord Italia" stilata da Virgilio.it, e subito scatta la reprimenda al "giornaletto" di dubbie fonti.

Sarà, per carità, che certe fonti siano dubbie, ma il, così definito, giornaletto, un quotidiano, ha un editore, un direttore responsabile, e tanto di registrazione al Tribunale di Bergamo, dal lontano 1997 e, dulcis in fundo, é più aggiornato di Valle Brembana News, fermo a marzo.

Eh sì, fare i giornalisti non é per tutti, a volte nemmeno fare i blogger o i moderatori nei forum. Si finisce, talvolta, per confondere piani e questioni, e a buttarla in caciara con chi riporta, magari scherzandoci un po' sopra, una pseudonotizia (la classifica di Virgilio, stilata non si sa bene come né, soprattutto, se in modo imparziale), anziché provare a capire quella classifica, al di là delle posizioni attribuite abbia un senso in relazione alle caratteristiche dei siti termali elencati e se a queste siano opponibili quelle di san Pellegrino.

Ma si sa, l'importante é gonfiare il petto, anche di fronte a "presenze giornaliere per così dire un poco gonfiate". Prosit.


ps: sì, questo post é un sassolino tolto dalla scarpa, nei confronti del forum, perché noi non dimentichiamo


lunedì 26 ottobre 2015

La fiscalità immobiliare é sacrosanta (e per nulla illiberale)

Secondo post per tornare un po' a disquisire sull'immobiliare, il grande motore dei cambiamenti vallari (che furono).
Lo facciamo affidandoci alle parole di chi d'economia se ne intende parecchio più di noi: Michele Boldrin, che insieme ad altro soggetto non meglio identificato, ha scritto questo pezzo su Noisefromamerika, un po' lungo ma di sicuro interesse per chiunque voglia approfondire il tema dell'imposizione fiscale sull'abitazione e, magari, scrollarsi da dosso un po' di luoghi comuni, specie quando si farnetica di "investimento immobiliare" da parte dei gonzi ingolositi dalla propaganda dei teleimbonitori del mattone, per arrivare alla classicissima "perla" che vorrebbe il settore delle costruzioni come volàno dell'economia.
Boldrin, in un linguaggio perfettamente accessibile ai più, smonta impietosamente queste solenni idiozie, seppellendo i falsi argomenti dei  No-IMU/No-TASI, e con essi i loro sostenitori, annidati anche nel Governo in carica.

domenica 21 giugno 2015

Effetto EXPO?

Punto di domanda d'obbligo. In tutta la valle vedete alberghi e ristoranti che espongono all'esterno il logo Expo 2015. Giusto, era il minimo, con tutto il battage pubblicitario che gli hanno fatto, e le "pompate" mediatiche per farlo passare come l'evento che avrebbe salvato l'Italia dalla recessione.

Ma dopo il cartello? C'é altro? Viene da dubitarne, e non per colpa di ristoratori e albergatori, sia chiaro, ma semplicemente perché, nei fatti, Expo é un evento venduto come italiano (in termini di ricadute) ma che si sta rivelando tuttalpiù milanese, con qualche modesta concessione a località turistiche sui laghi di Como e Maggiore.

La stragrande maggioranza dei visitatori di Expo va a Expo e torna a casa, anche perché visti i costi por chi vuole passarci una giornata intera, a sera il portafogli rischia di essere desolatamente vuoto.
Che non ci credano troppo neppure coloro che il cartello pure l'hanno messo é fin facile capirlo, in questi giorni molti esercizi sono chiusi per ferie, in attesa di riaprire per la stagione estiva ordinaria.

Insomma, "la grande occasione" non era così grande, pare.

Non a caso la scorsa domenica l'Eco riportava un articolo dedicato al boom di prenotazioni negli alberghi del Sebino, sì, ma non per Expo, per l'evento che nel 2016 vedrà l'artista Christo realizzare un'installazione sul lago, per la quale fiocca interesse fin dagli USA e dal Giappone.

Alla faccia di chi voleva nutrire il pianeta facendo fuori 300 ettari di aree agricole alle porte di Milano.

mercoledì 3 giugno 2015

privacy policy

(post di servizio)
Per quanto ritenga che la cosiddetta "privacy" sia una baggianata, siccome questo blog é registrato in Italia, paese dove la prudenza non é mai troppa per difendersi dalla stupidità del legislatore, vi ammannisco di questa bella informativa.
ps: noterete che l'impostazione fa schifo. Ciò é voluto. Non intendo spendere un secondo più del necessario per questa emerita scemenza, quindi ciò che leggete é un copia-incolla brutale, senza formattazione alcuna.

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domenica 10 maggio 2015

Non sanno di cosa parlano

Forte amarezza per questa notizia, l'ennesima dimostrazione che a Milano non sanno di che parlano quando discutono della montagna.
Depotenziare, sino a renderlo moribondo, l'ospedale di San Giovanni Bianco significa dire agli abitanti della Valle Brembana "di voi non ci frega nulla", andatevene a Bergamo o a Ponte San Pietro a farvi curare, e se vi capita un malore forte, un infarto, vi casca dell'acqua bollente addosso, beh, tanti auguri, buona fortuna.

martedì 23 dicembre 2014

Qualcosa almeno funziona

L'ostinazione di Percassi ha pagato, le Terme di San Pellegrino hanno aperto, sono belle, funzionano
Prezzi decisamente non popolari, ma forse é giusto così, il target non sono le famiglie bensì i singoli, le coppie, preferibilmente con discreta capacità di spesa. Ci sarà tempo per offerte più estese.

Se daranno un contributo in termini occupazionali e di appetibilità turistica all'intera valle é presto per dirlo, anche se sembra più probabile un ritorno per la bassa valle, vedo meno appeal per chi soggiorna a Foppolo o Piazzatorre, la distanza seppur non esagerata, potrebbe contrastare la voglia di provare la novità, si vedrà. 

L'importante é che dalla valle sia partito un segnale positivo, ce n'era bisogno.

venerdì 24 ottobre 2014

Turista vs residente: quando le prospettive sono troppo distanti

Forse siamo stati disattenti. Forse l'amore per un luogo ci ha resi miopi. Che il nostro sguardo su Piazzatorre non abbia avuto la giusta angolazione?

No, non sono impazzito improvvisamente, né sono stato colto da misticismo, mi sono solo venuti alcuni dubbi e li sto scrivendo a caldo.
Questa settimana mi sono concesso qualche giorno di vacanza in ritardo e sono salito a Piazzatorre, trovandola come mi aspettavo, deserta. Ma complici le belle giornate questa vacanza l'ho goduta come poche altre volte, e se il paese in sé non aveva molto da dire (abbiamo già scritto che Piazzatorre é un falso paese, in quanto privo di una costruzione "urbana" storica), moltissimo da dire ha il contesto in cui si trova, tanto che le escursioni lungo i sentieri della valle sono state a dir poco spettacolari.

Tuttavia, al rientro pomeridiano mi si insinuava una domanda: ma non é che, in fondo, ai piazzatorresi questa tranquillità che sembra terrorizzare chi vorrebbe una località più frizzante, invece piaccia e sia garanzia di una vita priva di quegli aspetti negativi che spesso subisce chi vive in città?
Voglio dire, chi non ha necessità di spostamenti pendolari, o se ce l'ha non la vive come un peso, perché non dovrebbe essere soddisfatto di un luogo dove la sera non si sente altro rumore se non quello lontano del torrente o di un cane che abbaia? (visuale angolazione residente)

Chiaro, é una domanda alla quale non so dare una risposta convinta, diciamo che però il dubbio mi viene.
L'altra faccia della medaglia é che isolamento chiama isolamento e da questo punto di vista il rischio é che la comunità finisca non solo per chiudersi definitivamente su sé stessa, ma rischi anche di disgregarsi definitivamente.
Potrebbe insomma verificarsi qua quello che é già stato registrato altrove, come si può riscontrare leggendo un rapporto non recente (2011) ma certo ancora attuale, pubblicato sul sito del Consiglio Regionale.
Leggetelo, troverete anche un capitoletto dedicato a Ornica, che certo se la passa peggio di Piazzatorre, ma nella quale, e ciò va a onore dei suoi abitanti, l'ostinata volontà di resistere allo spopolamento dà alcuni frutti importanti.

Chiudo con un'altra domanda, stavolta retorica: tempo sei-otto settimane e ripartirà il cinemascope sugli impianti di risalita, lo sci e bla bla connessi (visuale angolazione turista). Spostate lo sguardo sulla Piazzatorre che vi ho descritto sopra e valutate. Davvero credete che con le discese dalle Torcole innevate (cioé senza altre attività non legate allo sport invernale), durante una settimana di settembre od ottobre Piazzatorre sarebbe diversa da quella che ho trovato in questi giorni? 

domenica 31 agosto 2014

Il mistero di Carona

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, girando a voi lettori, la domanda del signor S.G., di Gorla Maggiore (VA)

"Salve, sono anch'io un assiduo frequentatore di Piazzatorre, quest'anno però, ho soggiornato nell'altro ramo della valle, quello di Foppolo, per la precisione a Valleve. Tra i vari giretti che ho fatto mi ha colpito quello a Carona.
C'ero già stato una quindicina d'anni fa, ma non la ricordavo affatto e ora ne sono rimasto molto colpito, perché é davvero graziosa, pulita, ben tenuta, e, senza offesa per nessuno, direi che non sembra un paese della valle Brembana.
Informandomi meglio ho scoperto che Carona é persino più piccola di Piazzatorre quanto a residenti, al che lo stupore é aumentato, perché mi sono chiesto come possano essevi differenze così evidenti nella cura per l'abitato.
Non credo dipenda dall'appartenenza al comprensorio Brembo Ski, anche perché allora non mi spiego come, invece, Foppolo sia decisamente meno bella di Carona.
Voi avete idea del perché a Carona sembri di essere in Trentino?".

No caro amico, noi non ne abbiamo idea, ma magari qualcun altro sì. Forza allora, chi ci svela il mistero di Carona?

venerdì 22 agosto 2014

Ogni riferimento é puramente casuale (orsi a parte)

Per le menti più sveglie propongo un estratto da un articolo di Fabrizio Bottini, pubblicato sul sito Millennio Urbano. L'articolo, che parte da lontano e da concetti a noi non familiarissimi, arriva poi a considerazioni che, invece, ci sono assai più familiari e sulle quali é sempre bene ogni tanto riaccendere una riflessione, specie in questi giorni, quando si sta riaccendendo, altrove, la fobia per l'orso, anzi, per l'orsa. E qui, non ce ne vogliano gli amici Ruralpini, non siamo del tutto d'accordo con loro.

[...]
Le lucciole e le lanterne
Arriviamo ai nostri giorni, quando l’invasione dello sprawl esurbano di seconde case nelle aree boscose collinari e anche montane in alcune regioni urbane raggiunge estensioni e impatti impressionanti. Pensiamo alla nostra megalopoli padana, così simile per conformazione a quella originaria Bos-Wash da essere riconosciuta come tale anche dal titolare del copyright, Jean Gottmann. Ormai nei grandi e medi centri di questa vasta e popolata regione urbana si è diffusa l’abitudine di quella che potremmo chiamare “prima casa e mezza” ovvero un alloggio a disposizione nelle aree a bassa densità e a funzione prevalentemente turistica, che viene utilizzata sull’arco di tutto l’anno, stabilendo con la città una sorta di comunicazione pendolare pur non quotidiana. Questo fenomeno da un lato finisce per urbanizzare e infrastrutturare anche fisicamente le aree esurbane turistiche, dall’altro ne avvicina anche di più la percezione di prossimità e familiarità. D’altro canto l’ormai storica abitudine a ritmi e modi urbani e suburbani, così lontani dalla contrapposizione città/campagna classica, ci fa percepire la natura in modo distorto, come una sorta di giocattolo addomesticato, anche quando non lo è affatto, o non lo è nel modo che intendiamo noi. Fin quando non si verifica, quasi fatalmente ma del tutto inatteso, lo scontro.
Conflitto senza classi, e senza vincitori
In città o nel nostro suburbio, lo scontro con la natura che abbiamo urbanizzato solo nelle fantasie da lobotomizzati televisivi di massa avviene di solito in modo attenuati. Un po’ come quei bambini convinti che le galline nascano già spellate nel vassoio del supermercato, e le uova al massimo da un nastro trasportatore. Spesso reagiamo abbastanza istericamente ad alcune manifestazioni del tutto naturali, ad esempio l’invasione di nutrie ovunque ci sia un po’ d’acqua pulita. Animali miti e inoffensivi, che hanno però l’involontario torto di assomigliare un po’ a enormi topi, roba da incubo alcolico, e allora apriti cielo: casalinghe che invitano i mariti alla resistenza armata, genitori che non lasciano più uscire i figli dopo il tramonto, temendo chissà quali aggressioni. E allontanandosi dalla città propriamente detta, verso la frontiera avanzata un po’ oltre le prime case e mezzo, succede anche di incappare nella versione non a cartoni di Yogi e Boo Boo, ovvero un’orsa con tanto di cuccioli, che si comporta da mamma protettiva con l’escursionista scambiato per potenziale aggressore di orsacchiotti. Manco fossimo dentro un reality, titolo provvisorio Vaghe Stelle dell’Orsa, inizia il televoto su cosa fare, scontro campale fra chi dà la colpa di tutto al poveraccio cercatore di funghi che ha rischiato la pelle, e chi cita il vecchio Joseph Kennedy parafrasato da John Belushi: quando il gioco si fa duro tocca giocare duro. Ovvero se l’orso mi svaluta le seconde case, si abbatta l’orso che vale di più come tappeto davanti al camino della tavernetta.
Ovviamente non c’è una “soluzione”, salvo cercare qualche genere di convivenza, vigile, vagamente e reciprocamente minacciosa, tra le nuove classi sociali che popolano la megalopoli multietnica e multispecie. Una cosa è certa: così come non esiste più in senso classico il dualismo città/campagna, non esistono nemmeno più così divisi lo stato di natura tipo homo homini lupus, e nemmeno l’arcadia mentale da città murata dove si può ridurre la bestia a simpatico barboncino, o addirittura a categoria dello spirito smaterializzata. In molti paesi, dove questi temi sono aperti da decenni, si cerca da un lato di costruire nuovi strumenti di pur guardingo vicinato, dall’altro di declinare gli antichi bruschi e brutali strumenti contadini di “intervento”, ovvero eliminazione fisica, quando non se ne può fare a meno.

giovedì 13 febbraio 2014

Inglisc? No tenchiu

Che impudicizia questi foresti che pretendono di fare i turisti senza spiccicare una parola di ugro-orobico! E che diamine! Già vi si fa un piacere a farvi arrivare fin qua, passi che siete dei morti di fame che al massimo prenotano un paio di notti in albergo, passi che anziché strafogarvi di taragna vi riducete a sbocconcellare un panino, ma che non vi portiate appresso un traduttore, é veramente una cosa vergognosa.

Si scherza, ma c'é poco da scherzare. La notizia parla di Bergamo, ma fossimo stati a San Pellegrino sarebbe cambiato poco. Quante strutture si sono adeguate nel corso degli anni a ospitare turisti stranieri? Quante lo stanno facendo in vista del salvifico EXPO 2015, per il quale non c'é provincia lombarda che non sia corsa al Pirellone a rivendicare quattrini e patrocini per organizzare "eventi" (quali che essi siano) con l'aspettativa di attrarre visitatori?

Quattro giorni. E' il tempo medio che si ipotizza un visitatore straniero dedicherà al suo viaggio in Italia per l'EXPO. 

Arrivo a Malpensa o a Orio, via di corsa ai padiglioni espositivi. Primo giorno andato.
Seconda tappa Milano. Secondo giorno andato.
Ne restano due. Al momento l'ipotesi é che pigli Italo/Frecciarossa e se ne vada a Roma. Sarebbe comprensibile, soprattutto per i turisti americani o asiatici, mica gli ricapita di tornare a breve in Italia.
Restano gli Europei, loro magari Roma l'han già vista, Firenze e Venezia pure. 
Se si vuole trattenerli in Lombardia (niente campanilismi, non é il caso), non basta raccontargli che ci sono i laghi e le montagne, bisogna sapergli dire cosa ci troveranno e cosa ci potranno fare. 
E assicurargli che quando apriranno bocca non verranno guardati come dei poar laù.

venerdì 13 dicembre 2013

Come va il turismo

Ce lo dice un articolo recentemente pubblicato su Lavoce.info.

Non va bene, questa é la sintesi estrema:
"i consumi turistici nel 2012-2013 si sono attestati sui livelli minimi, con un pronunciato calo del numero delle vacanze e degli italiani che le hanno fatte: meno persone e famiglie in villeggiatura e soggiorni fuori casa “più leggeri” – ovvero più brevi, più vicini, più economici.
La contrazione ha riguardato un po’ tutte le tipologie: da un lato, si conferma il logoramento delle vacanze lunghe, ma dall’altro si registra la compressione anche delle microvacanze secondarie, fino al loro “ritorno indietro” verso un tempo libero senza turismo né spesa, visto che per la prima volta da diversi anni sono diminuiti pure i consumi culturali.".

Direte: non ci voleva un articolo per saperlo. No, probabilmente no, ma l'articolo ci dice anche altro: che cresce l'afflusso da Paesi lontani (ricordate quando qui deliravamo riguardo la necessità di lusingare i turisti dall'Estremo Oriente? Ecco, proprio quelli) e che i nuovi turisti cercano QUALITA'.

Qualità nell'offerta di quello che é invariabilmente un SERVIZIO e, nel caso di specie, un servizio che richiede professionalità sempre più elevata da parte dei suoi addetti.

Un altro tema su cui varrà la pena farsi qualche esame di coscienza. Anche in Valle Brembana, anche a Piazzatorre.

sabato 4 maggio 2013

Link

Brevissimo post solo per informare che nella sezione "Link utili", a destra della pagina, ho aggiunto quello di Piazzatorredomani. Lo trovate in testa a tutti gli altri.

venerdì 14 dicembre 2012

Qua o là, per me pari son

Un commento all'ultimo post di Mara mi ha solleticato una riflessione. Mi sono chiesto quali sono gli stimoli a recarsi in un luogo piuttosto che in un altro.
Banalità assoluta? Non tanto.

Penso, invece, che la nostra decisione di raggiungere una località di vacanza anziché un'altra sia dettata da valutazioni speculative che nemmeno ci accorgiamo di fare. Singoli elementi tipici della scelta potrebbero essere: bellezza dei luogo, offerta di divertimenti, costi di viaggio e soggiorno, distanza, tempo di percorrenza, suggestioni dettate da amici/conoscenti o letture/reportage, altro.

Come scegliamo però? Facendo una media o dando prevalenza a uno o massimo due elementi?

Ognuno ha sicuramente una sua risposta personale e non ci interessa qui fare una statistica. Trovo più interessante provare a capire quali sono le conseguenze di una scelta, ma più ancora vorrei capire se questo sforzo sia mai stato fatto a Piazzatorre.

Al dunque: se tutta la decantata bellezza delle Torcole, bellezza oggettivamente tale, indiscutibile, non regge come elemento portante di una scelta nel momento in cui sulle Torcole potrei ciaspolare, farmi scarrozzare da una slitta trainata da cani piuttosto che da cavalli, divertirmi su una motoslitta, un sacco di cose, insomma, ma non sciare (o almeno non facendomi prima trasportare da un impianto di risalita), allora quell'elemento non é quello prevalente. E se così é, non c'é politica turistica, non c'é iniziativa, offerta, programma che possa reggere nel momento in cui l'unico "oggetto" che sostiene il flusso turistico viene meno.

In questo senso, cari turisti delusi da quello che sembra l'epilogo della vicenda Piazzatorre, non potete proprio rimproverare nulla ai Piazzatorresi, alle amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo, ai vari operatori che "ci hanno provato": siete VOI ad averli indotti in errore, loro hanno solo fatto ciò che VOI volevate.

Vi hanno dato delle piste da sci perché quello vi interessava, vi hanno dato degli impianti di risalita perché quello chiedevate, si sono ammazzati con la monocoltura dello sci alpino perché quella era la droga di cui VOI li avete convinti avessero bisogno. E avete continuato a farglielo credere anche quando li stavate già abbandonando per altri luoghi, di montagna, di mare, in Italia, all'estero, quando compravate pacchetti all inclusive a Santo Domingo e vi ricordavate  di quel cazzo di paesino giusto per un paio di fine settimana durante i quali sfoggiare la tutina griffata o il SUV corazzato. Non contenti, pretendevate che sputtanassero un po' di più il loro paese, con nuove case, per consentire a VOI di giocare ancora sulla montagna che dicevate di amare ma che, in fondo, stavate solo scopando.

Ecco, io credo che le conseguenze di una scelta, a Piazzatorre non le avessero comprese. Adesso, che da Seregno "in mezzora" potete andare a Barzi, mentre a Piazzatorre mai e poi mai ci si arriverà in così poco tempo, nemmeno dopo la "Variante di Zogno", c'é chi (sbagliando) vi invita a non andare più da loro.

Noi, qua, vi diciamo: se avete un minimo di dignità alzate il culo e andate di corsa a Piazzatorre. Glielo dovete.

lunedì 1 ottobre 2012

Ecce PTRA

Beh, l'annuncio ora c'é.

Circa i contenuti si vedrà.

La premessa di Belotti é buona: "con le seconde case abbiamo raggiunto il limite. Il territorio è già stato pesantemente compromesso da questa ormai superata tipologia di turismo e lo sviluppo futuro delle valli bergamasche e della parte montana della provincia di Lecco, non dovrà più passare per la villetta in montagna", ma quel che seguirà davvero lo si saprà tra un po'.

Certo, se penso a quel che fu il Piano Territoriale d'Area per Malpensa e a quello che é il PTRA per Montichiari, l'ottimismo lo posso anche riporre in soffitta.

giovedì 20 settembre 2012

Ah, se ne accorgono finalmente?

Strano, strano davvero, due notizie che, fossimo stati noi a scrivere qualcosa di analogo ci avrebbero lapidato.
Quando parlammo di Ornica e del suo modello di albergo diffuso qualcuno commentò che lui "veniva in Val Brembana da trent'anni e non ne aveva mai sentito parlare"! (tradotto: tutte cazzate).
Quando scriviamo del numero abnorme di seconde case, che fanno un po' Ghost Town (ma tanto al milanese che je frega?) apriti cielo, lesa maestà!
Se però é L'Eco a riportare fatti come questo e questo, allora tutti zitti e compunti.
O forse no. Non mi stupirei se, tempo quarantott'ore arrivasse qualche bella dichiarazione del solito rappresentante della lobby mattonara o di qualche politico sul libro paga della medesima, a raccontare che in realtà il problema é che occorre puntare a un'edilizia di maggiore qualità, con i doppi vetri e i pannelli fotovoltaici sul tetto, che fan tanto "green" (e soprattutto "gran"!).
Nel frattempo qualcun altro si sarà stufato di fare il pendolo sulla A4 regalando anni della sua vita alla Società Autostrade per l'Italia e avrà deciso di spostarsi in pianura, che sì, é vero, un po' di PM10 si respira, ma di qualcosa si deve pur morire.

mercoledì 1 agosto 2012

Speriamo bene!

Una notizia che mi é parsa essere stata snobbata dalla maggior parte degli organi d'informazione é quella riportata oggi sul quotidiano online Linkiesta: a Bruxelles é stato presentato un piano d'azione europeo per il mercato edilizio.

A prima vista potrebbe sembrare l'ennesima riprova che le lobbies mattonare hanno avuto campo libero anche in sede europea, leggendo l'articolo si desume però che le cose forse stanno in un altro modo. Gli obiettivi che l'Unione si prefigge di raggiungere non avrebbero a che vedere con la sempiterna ricetta dei palazzinari nostrani (costruire, costruire, costruire), ma assai di più con alternative che puntano dritto al mercato degli immobili esistenti, da riqualificare, ristrutturare, rendere energeticamente più efficienti.

Se così fosse sarebbe un bel passo avanti, speriamo sia così.

lunedì 23 luglio 2012

Quando un cane ha le piaghe...

...tutte le mosche accorrono.

E dev'essere proprio un cane piagato la povera Alta Valle Brembana, se per due anni di seguito l'estate meteorologica lascia a desiderare e beffa i gitanti da fine settimana con due tornate piovose e fredde (minime ben al di sotto della media stagionale) uno dopo l'altra (la seconda é prevista per il 28 e 29 luglio).

Fa paicere vedere che qualcuno ragiona bene, ma farebbe meglio sapere che il clima voglia smetterla di infierire dove proprio non serve.

Un po' di pietà per favore, di guai quassù ne fan già abbastanza gli uomini.

domenica 27 maggio 2012

Bene, parliamone


Un amico mi ha segnalato questo articolo. É di un mese fa ma la sua attualità non viene meno.

Si parla della Valle Seriana, ma non é qualche decina di chilometri di distanza a far cambiare eventi e scenari. I personaggi, poi, quelli citati almeno, sono sempre gli stessi.

Ribadisco, a scanso di equivoci, la mia totale disistima per la Lega Nord e i leghisti in genere che, con le dovute eccezioni riservate a poche singole persone, considero dei mammalucchi arroganti e presuntuosi, affetti da non da stupidità congenita ma da instupidimento progressivo e permanente.

Leggetevi bene l'ultima parte dell'articolo, il paragrafo "20 anni di lega e la valle è impoverita nei beni materiali e immateriali", ci troverete la perfetta rappresentazione degli elementi di predazione del territorio che affliggono anche la Valle Brembana, gli stessi effetti nefasti delle politiche urbanistiche demenziali che hanno imperversato, e imperversano tuttora, in troppi dei nostri paesi. 

Buona lettura.