martedì 23 dicembre 2014

Qualcosa almeno funziona

L'ostinazione di Percassi ha pagato, le Terme di San Pellegrino hanno aperto, sono belle, funzionano
Prezzi decisamente non popolari, ma forse é giusto così, il target non sono le famiglie bensì i singoli, le coppie, preferibilmente con discreta capacità di spesa. Ci sarà tempo per offerte più estese.

Se daranno un contributo in termini occupazionali e di appetibilità turistica all'intera valle é presto per dirlo, anche se sembra più probabile un ritorno per la bassa valle, vedo meno appeal per chi soggiorna a Foppolo o Piazzatorre, la distanza seppur non esagerata, potrebbe contrastare la voglia di provare la novità, si vedrà. 

L'importante é che dalla valle sia partito un segnale positivo, ce n'era bisogno.

mercoledì 17 dicembre 2014

Mentre state col naso all'insù...

..., preoccupati, mentre fate macumbe e riti propiziatori affinché Giove Pluvio si decida a diventare Giove Niveo o che qualche anima pia finanzi adeguatamente questa recentissima novità (comparsa in Israele anni or sono!), ricordate quel che zia Mara e nonno Paolo vi dicono da sempre. 

Ah, e già che ci siete segnatevi pure che, come ebbe a dire negli anni '70 un tal Yamani, se l'Era del petrolio finirà anche se non é finito il petrolio, l'Era degli sciatori potrebbe finire anche se non é finita la neve, e quella dei turisti da spennare potrebbe finire prima che sia venduta l'ultima "vostra casa di vacanza nella splendida cornice delle Orobie".

venerdì 24 ottobre 2014

Turista vs residente: quando le prospettive sono troppo distanti

Forse siamo stati disattenti. Forse l'amore per un luogo ci ha resi miopi. Che il nostro sguardo su Piazzatorre non abbia avuto la giusta angolazione?

No, non sono impazzito improvvisamente, né sono stato colto da misticismo, mi sono solo venuti alcuni dubbi e li sto scrivendo a caldo.
Questa settimana mi sono concesso qualche giorno di vacanza in ritardo e sono salito a Piazzatorre, trovandola come mi aspettavo, deserta. Ma complici le belle giornate questa vacanza l'ho goduta come poche altre volte, e se il paese in sé non aveva molto da dire (abbiamo già scritto che Piazzatorre é un falso paese, in quanto privo di una costruzione "urbana" storica), moltissimo da dire ha il contesto in cui si trova, tanto che le escursioni lungo i sentieri della valle sono state a dir poco spettacolari.

Tuttavia, al rientro pomeridiano mi si insinuava una domanda: ma non é che, in fondo, ai piazzatorresi questa tranquillità che sembra terrorizzare chi vorrebbe una località più frizzante, invece piaccia e sia garanzia di una vita priva di quegli aspetti negativi che spesso subisce chi vive in città?
Voglio dire, chi non ha necessità di spostamenti pendolari, o se ce l'ha non la vive come un peso, perché non dovrebbe essere soddisfatto di un luogo dove la sera non si sente altro rumore se non quello lontano del torrente o di un cane che abbaia? (visuale angolazione residente)

Chiaro, é una domanda alla quale non so dare una risposta convinta, diciamo che però il dubbio mi viene.
L'altra faccia della medaglia é che isolamento chiama isolamento e da questo punto di vista il rischio é che la comunità finisca non solo per chiudersi definitivamente su sé stessa, ma rischi anche di disgregarsi definitivamente.
Potrebbe insomma verificarsi qua quello che é già stato registrato altrove, come si può riscontrare leggendo un rapporto non recente (2011) ma certo ancora attuale, pubblicato sul sito del Consiglio Regionale.
Leggetelo, troverete anche un capitoletto dedicato a Ornica, che certo se la passa peggio di Piazzatorre, ma nella quale, e ciò va a onore dei suoi abitanti, l'ostinata volontà di resistere allo spopolamento dà alcuni frutti importanti.

Chiudo con un'altra domanda, stavolta retorica: tempo sei-otto settimane e ripartirà il cinemascope sugli impianti di risalita, lo sci e bla bla connessi (visuale angolazione turista). Spostate lo sguardo sulla Piazzatorre che vi ho descritto sopra e valutate. Davvero credete che con le discese dalle Torcole innevate (cioé senza altre attività non legate allo sport invernale), durante una settimana di settembre od ottobre Piazzatorre sarebbe diversa da quella che ho trovato in questi giorni? 

domenica 31 agosto 2014

Il mistero di Carona

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, girando a voi lettori, la domanda del signor S.G., di Gorla Maggiore (VA)

"Salve, sono anch'io un assiduo frequentatore di Piazzatorre, quest'anno però, ho soggiornato nell'altro ramo della valle, quello di Foppolo, per la precisione a Valleve. Tra i vari giretti che ho fatto mi ha colpito quello a Carona.
C'ero già stato una quindicina d'anni fa, ma non la ricordavo affatto e ora ne sono rimasto molto colpito, perché é davvero graziosa, pulita, ben tenuta, e, senza offesa per nessuno, direi che non sembra un paese della valle Brembana.
Informandomi meglio ho scoperto che Carona é persino più piccola di Piazzatorre quanto a residenti, al che lo stupore é aumentato, perché mi sono chiesto come possano essevi differenze così evidenti nella cura per l'abitato.
Non credo dipenda dall'appartenenza al comprensorio Brembo Ski, anche perché allora non mi spiego come, invece, Foppolo sia decisamente meno bella di Carona.
Voi avete idea del perché a Carona sembri di essere in Trentino?".

No caro amico, noi non ne abbiamo idea, ma magari qualcun altro sì. Forza allora, chi ci svela il mistero di Carona?

venerdì 22 agosto 2014

Ogni riferimento é puramente casuale (orsi a parte)

Per le menti più sveglie propongo un estratto da un articolo di Fabrizio Bottini, pubblicato sul sito Millennio Urbano. L'articolo, che parte da lontano e da concetti a noi non familiarissimi, arriva poi a considerazioni che, invece, ci sono assai più familiari e sulle quali é sempre bene ogni tanto riaccendere una riflessione, specie in questi giorni, quando si sta riaccendendo, altrove, la fobia per l'orso, anzi, per l'orsa. E qui, non ce ne vogliano gli amici Ruralpini, non siamo del tutto d'accordo con loro.

[...]
Le lucciole e le lanterne
Arriviamo ai nostri giorni, quando l’invasione dello sprawl esurbano di seconde case nelle aree boscose collinari e anche montane in alcune regioni urbane raggiunge estensioni e impatti impressionanti. Pensiamo alla nostra megalopoli padana, così simile per conformazione a quella originaria Bos-Wash da essere riconosciuta come tale anche dal titolare del copyright, Jean Gottmann. Ormai nei grandi e medi centri di questa vasta e popolata regione urbana si è diffusa l’abitudine di quella che potremmo chiamare “prima casa e mezza” ovvero un alloggio a disposizione nelle aree a bassa densità e a funzione prevalentemente turistica, che viene utilizzata sull’arco di tutto l’anno, stabilendo con la città una sorta di comunicazione pendolare pur non quotidiana. Questo fenomeno da un lato finisce per urbanizzare e infrastrutturare anche fisicamente le aree esurbane turistiche, dall’altro ne avvicina anche di più la percezione di prossimità e familiarità. D’altro canto l’ormai storica abitudine a ritmi e modi urbani e suburbani, così lontani dalla contrapposizione città/campagna classica, ci fa percepire la natura in modo distorto, come una sorta di giocattolo addomesticato, anche quando non lo è affatto, o non lo è nel modo che intendiamo noi. Fin quando non si verifica, quasi fatalmente ma del tutto inatteso, lo scontro.
Conflitto senza classi, e senza vincitori
In città o nel nostro suburbio, lo scontro con la natura che abbiamo urbanizzato solo nelle fantasie da lobotomizzati televisivi di massa avviene di solito in modo attenuati. Un po’ come quei bambini convinti che le galline nascano già spellate nel vassoio del supermercato, e le uova al massimo da un nastro trasportatore. Spesso reagiamo abbastanza istericamente ad alcune manifestazioni del tutto naturali, ad esempio l’invasione di nutrie ovunque ci sia un po’ d’acqua pulita. Animali miti e inoffensivi, che hanno però l’involontario torto di assomigliare un po’ a enormi topi, roba da incubo alcolico, e allora apriti cielo: casalinghe che invitano i mariti alla resistenza armata, genitori che non lasciano più uscire i figli dopo il tramonto, temendo chissà quali aggressioni. E allontanandosi dalla città propriamente detta, verso la frontiera avanzata un po’ oltre le prime case e mezzo, succede anche di incappare nella versione non a cartoni di Yogi e Boo Boo, ovvero un’orsa con tanto di cuccioli, che si comporta da mamma protettiva con l’escursionista scambiato per potenziale aggressore di orsacchiotti. Manco fossimo dentro un reality, titolo provvisorio Vaghe Stelle dell’Orsa, inizia il televoto su cosa fare, scontro campale fra chi dà la colpa di tutto al poveraccio cercatore di funghi che ha rischiato la pelle, e chi cita il vecchio Joseph Kennedy parafrasato da John Belushi: quando il gioco si fa duro tocca giocare duro. Ovvero se l’orso mi svaluta le seconde case, si abbatta l’orso che vale di più come tappeto davanti al camino della tavernetta.
Ovviamente non c’è una “soluzione”, salvo cercare qualche genere di convivenza, vigile, vagamente e reciprocamente minacciosa, tra le nuove classi sociali che popolano la megalopoli multietnica e multispecie. Una cosa è certa: così come non esiste più in senso classico il dualismo città/campagna, non esistono nemmeno più così divisi lo stato di natura tipo homo homini lupus, e nemmeno l’arcadia mentale da città murata dove si può ridurre la bestia a simpatico barboncino, o addirittura a categoria dello spirito smaterializzata. In molti paesi, dove questi temi sono aperti da decenni, si cerca da un lato di costruire nuovi strumenti di pur guardingo vicinato, dall’altro di declinare gli antichi bruschi e brutali strumenti contadini di “intervento”, ovvero eliminazione fisica, quando non se ne può fare a meno.

lunedì 18 agosto 2014

La montagna fa schifo?

La domanda sorge spontanea, come avrebbe detto il buon vecchio Antonio Lubrano, in ragione della lettera inviataci dal sig. Alessandro Tronconi, di Milano, il quale oltre a firmarsi ci ha tenuto a precisare che non ha alcun imbarazzo a esprimere la sua opinione e a renderla pubblica.
Accontentato.

"Cari Mara e Paolo, non salvate nulla, non provateci proprio, non serve. Due settimane di ferie trascorse nella val Brembana fanno capire tutto quanto basta per stabilire, in piena serenità di giudizio, che la montagna é bene che stia dov'é e che se ne vada alla malora.
Mi spiego. Partiamo da un dato di fatto: la gente se n'é andata da monti a valli per scendere in pianura? Sì vero? Bene, ci sarà pur stato il suo bel motivo.
Se non é un posto per viverci, se non da eroi o da matti, almeno sarà un posto dove godersi qualche piacevole giornata? No, nemmeno, perché:
- il clima é talmente instabile che trovare una giornata intera di bel tempo é peggio che vincere a Turista per Sempre
- per tentare di vedere un panorama simil cartolina occorre ammazzarsi di fatica per ore, alla faccia del relax da vacanza
- devi PER FORZA attrezzarti (vestiario, calzature) con una spesa non indifferente, per poi scoprire di non essere mai attrezzato adeguatamente, perché per il percorso tale ti ci vuole questo, per il percorso tal altro ti ci vuole anche un altra cosa, che ovviamente non hai e che se pensi di comprare a poco prezzo sei fuori strada
- l'offerta di iniziative é all'insegna del "son sempre uguali", vista una viste tutte.
E allora, ma che state a menare il torrone con la montagna d'estate, ma finitela. 
La montagna serve per sciare, punto. Se uno scia. Sennò nemmeno a quello. Che stia dov'é. L'esperienza, ovvero la fregatura, me la son presa una volta, la seconda non mi becca più.
Cordialità".

Che dire, io non lo so, non lo so più, non ce la faccio davvero a rispondere a una opinione come questa, che magari riporta davvero l'esito di una vacanza andata non bene, magari é solo una canzonatura. Non lo so e a questo punto nemmeno mi interessa. Forse l'opinione di Alessandro é più diffusa di quel che credo, ma non per questo é una verità rivelata.
Rispondete voi se vi va.

lunedì 14 luglio 2014

Scusate il ritardo

Quasi tre mesi di silenzio, ora la voglia di tornare a scrivere qualcosa. Sono state settimane molto pesanti queste, fisicamente e, soprattutto, psicologicamente, uno di quei periodi che ti fa invecchiare più precocemente del previsto, come ben si vede guardando gli occhi di chi mi conosce. 
Torniamo a noi, la scorsa primavera avrei voluto fornire un mio report sulla stagione invernale, ormai é troppo tardi, mi limito a dire che lo sforzo é stato notevole e apprezzabile. Si vedrà l'inverno prossimo se maturerà dell'altro o no.
A Piazzatorre nuova amministrazione, ma nel segno della continuità, ergo, si presuppone che non cambierà la politica sin qui seguita per territorio e ambiente.
Non ho avuto modo di tornare in paese, chi conosco mi ha riferito che a giugno era deserto. Sarebbe un peccato visto che ci si era proposti di aprire gli impianti di risalita nei fine settimana, ma capisco che questa finta estate ha scoraggiato dal muoversi verso la montagna. Checché ne dicano i fanatici dei temporali, quelli che si divertono a mostrare sulla sezione meteo del forum vallare quanto sono bravi a prevederli, la stragrande maggioranza delle persone vorrebbe un'estate che fosse tale, non é interessata a mangiare canederli in brodo a Luglio.
Sarò in Alta Valle ad Agosto, confidando nella clemenza del tempo, cercherò di cogliere i segnali di novità, se ve ne saranno.
A presto (spero).

p.s.: nel post precedente vi avevo detto che la legge "ammazzaboschi" era solo rinviata. Avevo ragione: gli imbecilli del motocross tra gli alberi l'hanno avuta vinta, come prevedibile. Ci meritiamo il peggio, e ce lo meritiamo tutto.

giovedì 24 aprile 2014

Cerca la notizia

Eh sì, cerca la notizia, perché di nuovo c'é proprio nulla in questo.
Le cause sono ampiamente note, inutile elencarle per l'ennesima volta. I rimedi, invece, bisogna esser sinceri, non li conosce nessuno.
Possiamo dire con ragionevole sicurezza che non saranno nuove piantagioni di appartamenti, né le esimie vaccate di chi si appresta a "valorizzare economicamente i boschi" modificando la legge forestale per consentire, pensa te, di fare il motocross sui sentieri (per ora la discussione alla Commissione Agricoltura del Consiglio regionale é rinviata, ma tranquilli che i paladini del "più motocross per tutti" torneranno a farsi sentire presto). 

E presto ci sentiremo anche qua, per un veloce report sulla Piazzatorre "post stagione sciistica", in attesa che (buona notizia) a giugno riaprano gli impianti di risalita, invogliando a godersi un po' di più la montagna.

domenica 30 marzo 2014

100 ml

Ma il bicchiere é mezzo pieno (versione ottimista/positiva) o mezzo vuoto (versione pessimista/negativa)?
Comunque rispondiate esprimerete un'opinione, la vostra. 
Se, invece, di un bicchiere che può contenere 200 ml e ne contiene 100, dite che ha una capacità di 200 ml e contiene la metà di questi, fornirete un dato.

Ecco, qui cerchiamo, assieme a molte opinioni, a parecchie idee (checché ne dicano i distratti), di fornire anche dati, verificabili.

Poi succede che le opinioni irritino e i dati...anche. Fa parte del gioco, si sa, ma se nel primo caso si può dare un'alzata di spalle, nel secondo ci si chiede se si ha a che fare con qualcuno che ancora ammette una discussione razionale o, viceversa, se valga solo il codice da tifoseria.

Se dico che sabato (ieri):
  • ho sciato su una neve in condizioni accettabili ma non ottimali (date le temperature non c'era d aspettarsi di più)
  • l'afflusso di persone agli impianti era più che discreto ma non certo da pienone 
  • il paese era sostanzialmente deserto, chiusa la stragrande maggioranza delle abitazioni
qualcuno che c'era é disposto a confermare o devo aspettarmi accuse di disfattismo e negatività?

Se aggiungo che:
  • ove queste condizioni meteo si protraessero, é ben difficile pensare a una Pasqua sugli sci a Piazzatorre
  • salvo arrivi una nuova glaciazione, la brevità delle stagioni sciistiche rende evidente che lo sci da solo non porta da nessuna parte
  • é auspicabile riaprire gli impianti già a giugno (almeno nei fine settimana) e mantenerli aperti tra il 26 luglio e il 17 agosto, per favorire l'afflusso di turisti e invogliarli a salire in quota
  • attendo con un misto di curiosità e speranza che qualche anima pia si decida a intervenire sulle ex Colonie, demolendo e ricostruendo sul terreno della Bergamasca, e ristrutturando la Genovese, così da restituire dignità a quei due luoghi
passo per uno che a Piazzatorre ci tiene o per uno che la vorrebbe rasata al suolo?

Perché sapete, si può anche pensare positivo, ma la realtà ci aspetta dietro l'angolo.


domenica 16 marzo 2014

Dati, non parole!

In un'epoca nella quale vanno per la maggiore i venditori di fumo (soprattutto dalle parti di Palazzo Chigi), é bene ogni tanto spiattellare qualche numero ufficiale e fare un bagno di realtà.

L'ispirazione di fornirvi qualche numerello me l'ha data il precedente post di Mara. Il tema era l'entità dell'indotto che viene generato dagli sport invernali, a loro volta (ma tanto varrebbe dire "a sua volta" visto che si finisce sempre per parlare di sci alpino) tenuti in vita dagli impianti di risalita.

I documenti ufficiali sui quali basarsi per fare ognuno le proprie valutazioni sono quelli pubblicati dall'Osservatorio Turistico della Provincia di Bergamo.

Vediamo.

Il rapporto congiunturale consuntivo per la stagione invernale 2012-2013, riferito al Sistema Turistico delle Orobie Bergamasche ci parla di "una stagione di buon innevamento" nel corso della quale le presenze turistiche in Valle Brembana sono DIMINUITE (in raffronto all'inverno 2011-2012 ben più avaro di neve) nelle località sciistiche del 20,6% e in quelle non sciistiche del 37% (il dato conferma che d'inverno in montagna si va soprattutto per sciare, ma va?). Le presenze alberghiere sono diminuite anch'esse, rispettivamente, del 9,6% nelle località sciistiche (apperò!) e del 7,6% in quelle non sciistiche.

La medesima analisi congiunturale per l'estate 2013, mostra, per la Valle Brembana, un AUMENTO di presenze del 7,9% rispetto all'estate 2012, con un +4,4% di presenze alberghiere.

Intendiamoci, le percentuali da sole significano poco, la mancata pubblicazione dei "numeri assoluti" é una grave pecca di questi report, anche se credo non sia affatto casuale o, peggio, dovuta a sciatteria: pubblicare il numero di presenze, tanto più disaggregato per comune, significa mettere le singole realtà con le spalle al muro, dal momento che le presenze in numero e non in percentuale chiariscono subito di cosa si parla.

Prendiamo Piazzatorre: "Secondo le informazioni fornite dall’Amministrazione Comunale, il dato medio di presenze nei fine settimana si attesterebbe intorno ai 1’000 – 1’500 abitanti mentre nei momenti di più alta affluenza (periodo natalizio ed agostano) gli abitanti raggiungerebbero i valori di 8’000 – 8’500 unità". (fonte: Oliveri S., Fraternali D., Girotti A., "Studio di pre-fattibilità relativo alla possibilità di attivare una rete di teleriscaldamento alimentata a biomassa legnosa nel comune di Piazzatorre", 2013).

Voi avete mai visto in un fine settimana di aprile, maggio, settembre, ottobre, novembre, 550-1.050 turisti? Io mai. A Natale posso averne stimati 3.000, e ad agosto, al più, 5.000.
Certo, la frase che ho riportato non é chiarissima, prima parla di presenze, poi di abitanti "esogeni", bisognerebbe che chi ha fornito quei numeri si mettesse d'accordo con sé stesso: le presenze sono i pernotti pro capite, sicché 1.500 persone sono una cosa, 1.500 presenze tra il venerdì e la domenica (due pernotti) sono un'altra cosa, esattamente la metà della prima. Capite bene, quindi, quanto sarebbe importante, per parlare (con cognizione di causa) di turismo e di indotto avere i numeri assoluti, quelli che, stranamente, nessuno pubblica.