Piazzatorre è un paese della Valle Brembana, in provincia di Bergamo. Era una località turistica parecchio in voga. Ora vive forti difficoltà e deve rinascere. Un progetto immobiliare di "rilancio turistico", secondo noi sbagliato, al momento sembra fermo, e non è detto che ciò sia un male, anzi. Per salvare gli impianti sciistici si può, si deve, fare dell'altro. Si può farlo uniti. MAIL: salviamopiazzatorre@gmail.com
sabato 15 dicembre 2012
Una cena? Purché si paghi il viaggio
mercoledì 25 aprile 2012
Ma raccontare gli ingredienti non basta
martedì 10 aprile 2012
Tutta colpa della crisi?
domenica 3 aprile 2011
Pure la commiserazione
Quando non vado con la famiglia in genere preferisco salire da solo, ieri però ho fatto un'eccezione, ho portato con me un amico/cliente, norvegese, ormai naturalizzato svizzero, una potenza nel campo delle demolizioni e delle bonifiche. Parla un italiano striminzito, ma più che sufficiente per capirsi, e la gita è piacevole.
Giretto per la valle, con puntata a Santa Brigida, Branzi, Piazzatorre, Madonna delle Nevi. A Piazzatorre salgo fino a Rossanella, davanti al bosco della Tagliata mi fermo e gli racconto quel che succederà. Scuote un po' la testa, poi mi dice: "Da noi non succederebbe". In Norvegia dici, o in Svizzera? "Uguale".
Mi sono sentito il rappresentante di una nazione sottosviluppata, ho abbozzato un "già" e ho ripreso la marcia.
Sono quelle situazioni cha lasciano amarezza, ripensavo alla Tagliata, a come è bella oggi e a che schifo sarà quando verrà abbattuta per far posto a nuove case. E poi a quel commento letto nel forum vallare "... se la Val Venosta fosse stata a due ore da Milano la casa l'avrei comprata là, invece l'ho presa a Foppolo, la uso quando salgo a sciare e per il resto dell'anno la lascio chiusa. Va bene così".
No, non va bene, razza d'idiota, non va bene.
domenica 10 gennaio 2010
Il male comune
Il commentatore anonimo ha pigiato il tasto della "necessità" di sostenere lo sci affinché Piazzatorre possa tornare ai fasti (o presunti tali) di un tempo, indipendentemente dalle conseguenze per l'ambiente (un "boschetto" di quattro ettari, che volete che sia. Sembra di sentire parlare il Sindaco Arioli!).
Mara ha opposto il richiamo alla vacuità di certi progetti, sia in termini di presupposti che di esiti. Ovviamente sto al 100% con Mara, e con Claudio, e con tutti gli altri, per pochi che siano, che hanno convenuto sul nostro scetticismo e sulla nostra contrarietà al PII. Aggiungerei solo che certi progetti sembrano la metafora della peggiore Italia, quella che garantisce profitti a pochi soggetti privati scaricando i costi sulla collettività (perché, sia chiaro, maltrattare l'ambiente non è un'azione a costo zero, qualcuno i guasti li pagherà in soldoni e, considerato che l'ambiente appartiene a tutti, indovinate un po' chi è quel qualcuno).
Ma sorridevo, amaro, perché la contrapposizione tra i fautori dello "sviluppismo" e quelli delle ragioni del territorio, non è nuova, né isolata, parlando di turismo, sci, montagna.
Sulle Orobie poi, sembrano ormai grandinare iniziative simili a quella di Piazzatorre. Cambiano le valli ma i temi restano, più o meno, sempre quelli.
E al proposito vi propongo una lettura di questo intervento su un altro blog. Si parla del famoso comprensorio unificato Val Seriana-Val di Scalve. Curioso come tra le ragioni dell' "andiamoci piano" si ritrovino elementi trattati anche da noi, in particolare con riguardo ai "numeri" dello sci. Curioso, o solo inevitabile in quanto detti elementi sono difficilmente oppugnabili?
sabato 15 novembre 2008
Troppa carne (uguale) sulla griglia?
Passateci il titolo "culinario", crediamo renda piuttosto bene l'immagine di una Valle nella quale il fermento urbanistico è particolarmente attivo.
Uno sguardo a San Pellegrino Terme e compare il progetto del francese Dominique Perrault per la riqualificazione dell'intero complesso termale.
Ti giri a nord-est, verso Foppolo, e compare un altro PII, a proposito del quale, senza entrare nel merito del Programma, osserviamo subito due cose:
- attraverso il sito appositamente predisposto, il Comune di Foppolo si pone anni luce avanti a quello di Piazzatorre per trasparenza, completezza di informazione e documentazione. Si noti che stiamo parlando di due Enti Locali che per dimensioni e organizzazione sono assolutamente analoghi.
- le reazioni ed i commenti a questo PII sono del tutto diverse rispetto a quelle registrate per il PII di Piazzatorre. Nel caso di Foppolo si parla senza troppe perifrasi di "pazzia" e di "bruttura". Una reazione che incuriosisce.
Ora, posto che il giudizio su un progetto, urbanistico o edilizio che sia, non riesce quasi mai a prescindere (anche) da elementi soggettivi, a noi sorge una domanda: ma in tutto questo attivismo a riqualificare, rilanciare, sviluppare, e altri "...are" a piacere, a parte gli obiettivi immobiliari, c'è un disegno, una strategia (come si usa dire da un po' di tempo), un coordinamento, o ognuno si muove per i fatti suoi senza preoccuparsi minimamente di quel che succede oltre i propri confini amministrativi?
In altre parole, non è che si sta andando inconsapevolmente verso la replica, a scala locale, di un unico modello indifferenziato, che condurrà alla omogeneizzazione ed alla banalizzazione dei singoli territori, rendendo il "sistema" turistico della Valle, complessivamente, meno competitivo nei confronti di altre realtà montane alpine o di altri "sistemi" che, al contrario, si attrezzano sempre più, attraverso sinergie interne, per competere a scala globale e contrastare l'attrazione di località italiane ed estere?