venerdì 20 maggio 2011

Perché non possiamo non dirci liberisti

Ecco perché, ce lo spiega proprio oggi, dalle pagine del Sole 24Ore, il prof. Roberto Perotti, nel suo articolo "La solitudine di un liberista", di cui riporto uno stralcio.


"[...] Un liberista sa che le nostre città non hanno bisogno di Expo, che scatenano un esercito di parassiti, se non di delinquenti, e distolgono per anni soldi ed energie da un molto più oscuro ma più importante lavoro di risanamento dei quartieri esistenti, che riempia i buchi delle strade, tolga i graffiti dai muri e la spazzatura dalle strade, e faccia funzionare scuole e ospedali. Per questo un liberista è stanco di una classe dirigente che sembra ispirata a un senso di affarismo ossessivo, nel migliore dei casi ingenuo e infantile, nel peggiore interessato e indifferente al bene pubblico. Una classe dirigente per cui sembra non esistere problema che non possa essere risolto con il cemento [...]" .

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