domenica 8 agosto 2010

Off topic - L'illusione federalista

Prendo spunto da un commento al post "Jack il cementificatore", per riportare il link ad un editoriale di Luca Ricolfi su "La Stampa" del 6 agosto 2010.

Una lettura che consiglio vivamente perché mostra, in termini assolutamente razionali e privi di pregiudizio ideologico, che i "padani" o non sanno di cosa parlano quando cianciano di federalismo, o lo sanno ma si guardano bene dal dirlo.

In sostanza, si annuncia nel migliore dei casi un fumo privo di arrosto, nel peggiore una fregatura che ci costerà parecchio.

Nel frattempo la strada per Foppolo può tenersi le sue buche, e a Zogno faranno bene ad accendere un cero se vogliono la variante esterna.

martedì 3 agosto 2010

Duecentosedici

Le visite al blog il 30 luglio scorso. Fame di informazione?
Comunque sia, grazie.

giovedì 29 luglio 2010

Jack il cementificatore

Dal blog ITALIANS di oggi, la lettera del giorno di Beppe Severgnini, tutta da leggere, tutta da meditare. E si parla anche di Castione della Presolana, altro paese soffocato dalle seconde case.

Di seguito il testo integrale.

A Manfredonia (Foggia) stanno seppellendo una scogliera. A Is Arenas (Oristano) vogliono piazzare un golf resort & residence. A Francavilla al Mare (Chieti/ Pescara) si stanno mangiando la spiaggia. A San Vincenzo (Livorno) portano cemento armato fino al mare. A Scala dei Turchi (Agrigento) c’è il solito Mnf (multipiano non finito), marchio ufficioso del Sud. A Teulada (Cagliari) si vedono le gru sul mare (di metallo, non con le piume). A Torvaianica (Roma) litania di casette sulla spiaggia. A Valle dell’Erica (Santa Teresa di Gallura) altri 26.455 metri cubi nella macchia mediterranea. Tra Ortona e Francavilla (Abruzzo) in costruzione «nodo strategico infrastrutturale per implementare il traffico con l’Est Europa»: a ridosso della battigia.

È solo un campione della situazione sulle coste italiane, segnalata dai lettori del Corriere (sette gallerie fotografiche su Corriere.it). Commenti? Uno solo. Occhio: se l’autonomia amministrativa è questa, ci mangiamo l’Italia. Anzi: finiremo il pasto, ci puliremo la bocca e faremo il ruttino.

Il meccanismo è lo stesso, sempre e dovunque: l’amministrazione comunale concede il permesso di costruire (l’inghippo normativo, con un po’ di buona volontà, si trova). La cosa piace ai costruttori locali e ai residenti-elettori: in tempi difficili, è lavoro. Turisti, visitatori e viaggiatori protestano; poi alcuni, a cose fatte, comprano la casetta a schiera e l’affittano in nero.

E così, ripeto, ci mangiamo l’Italia. Non solo le coste: in pianura e in montagna sta accadendo lo stesso (avviso: intendo seguire con attenzione le vicende edilizie dell’amatissima Castione della Presolana, dove il sindaco è stato rimosso e si sta per approvare il Piano di Governo del Territorio). La bulimia edilizia degli amministratori è impressionante: in un’economia che ristagna, sembra che l’unica soluzione sia sacrificare una fetta di territorio. Venite a vederle, le montagne bergamasche e le campagne padane, nelle mattine d’estate, quando la pioggia ha lavato l’aria e il sole incendia il colore dei prati. Capirete che dovrebbero essere sacre, dopo tutto quello che ci hanno dato.

Ha scritto un amico architetto, Marco Ermentini: «Le cascine sono un patrimonio importante nel paesaggio rurale e non solo, sono l’ultimo anello di congiunzione con la civiltà contadina. Quanto resisteranno all’assalto di villette e capannoni? Quando cederanno alle fameliche espansioni edilizie dei sindaci? Essi trattano spesso queste testimonianze con la delicatezza di Jack lo Squartatore».

Jack il Cementificatore, magari con la fascia tricolore: è l’ultima maschera italiana, peccato che il carnevale sia finito. Dalle Alpi a Lampedusa dovremmo invece appendere lo stesso cartello: IN RISTRUTTURAZIONE. L’Italia è da rimettere in sesto: c’è lavoro per tutti, e tanta soddisfazione, nel sistemare l’esistente. Ne guadagnerebbero l’economia, l’ambiente, il turismo e l’autostima. Invece, niente: divoriamo ogni giorno la nostra terra, come draghi stupidi che si mangiano la coda.
Beppe Severgnini

mercoledì 21 luglio 2010

Parole come pietre

Questa lettera dovrebbe bastare, da sola, a far arrossire d'imbarazzo tutti i corifei dello "sviluppo" a colpi di cazzuola.

Temo però che passerà come acqua sotto un ponte.

La retorica sviluppista fondata sul verbo "fare" ha preso il sopravvento, guai a chi non si professa paladino della "politica del fare". Purtroppo il "fare" che conosciamo è un'entità che deambula su una sola gamba, le manca l'altra, quella del "pensare". Si fa qualcosa, qualsiasi cosa, pur di farla, pur di poter dire "ho fatto". Che quella cosa servisse, fosse utile, necessaria, anche solo opportuna, in fondo, non importava.

Così, per stupidità, il peggiore dei reati che una persona possa commettere, si fanno opere inutili, si sprecano denari pubblici, si anabolizza un'economia destinata a sgonfiarsi rapidamente trascinando nel suo declino soprattutto gli incolpevoli (i colpevoli, nel frattempo, hanno messo al sicuro i guadagni e se la ridono).

Altro che troppi fannulloni (ce n'è senz'altro in Italia, per carità), ben più perniciosi i troppi, troppissimi, fattuttoni (ho coniato un neologismo, vi piace?).

Quanto sarebbe bello se, almeno una volta ogni tanto, invece di invocare il "fare" si perdesse un po' di tempo a farsi domande tipo "perché siamo in questa situazione?", "che cosa ci serve davvero?", sforzandosi di allargare il novero delle risposte e delle soluzioni. No eh? Troppa fatica.

mercoledì 7 luglio 2010

Noi l'abbiamo detto prima

Come recita il vecchio adagio: la ragione si dà ai matti...e a chi ce l'ha.

Noi finora ci siamo presi solo dei matti (e peggio), senza neppure la soddisfazione di vederci dare ragione se non dai pochi che ancora hanno voglia di pensare e non di riempirsi la bocca invocando la "politica del fare".

Ora però c'è anche l'ineffabile "Eco" a scrivere cose che noi diciamo da un bel po'. Direi che probabilmente così fuori di testa non siamo.

Ah, dimenticavo, il ricorso di Legambiente è giunto all'ufficio spedizioni del Consiglio di Stato il 10 giugno scorso. Della convenzione tra Alta Quota e Comune, invece, ancora nessuna traccia.

domenica 20 giugno 2010

Ci si rivede il mese prossimo

La vostra amministratrice del blog se ne va negli Emirati a fare shopping. Blog chiuso per ferie, ci si risentirà a luglio. Se qualcuno manderà commenti ai post, fino ad allora non potranno essere pubblicati.

A presto.

domenica 13 giugno 2010

Saltata la firma della convenzione?

Così afferma un commento al post Breaking News.

Francamente non ne so nulla, Paolo neppure, Claudio è in barca dalle parti di Linosa (beato lui).

Se qualcuno ha informazioni attendibili a riguardo ci scriva e pubblicheremo.

I commenti all'eventuale conferma solo dopo che siano note le motivazioni, prima sarebbe un parlarsi addosso inutilmente.

Buona domenica.

mercoledì 9 giugno 2010

Apperò!

Tre notizie, scontate per noi. Quest'anno per me saranno quarant.... anni, e già non conto più le volte in cui mi è stata data ragione a posteriori. Vorrà dire che ne aggiungerò un'altra al palmarès.

Orobie snobbate dai turisti

Le Orobie perdono colpi

Turisti via dalle montagne

Ovviamente, nessun mea culpa, le cause stanno altrove, chissà, magari qualcuno dirà che "c'è stato l'11 Settembre", accuserà la deregulation dei mercati, o magari sparerà un "il cane mi ha mangiato i compiti". Se SB e GT vanno trovando scuse da nove anni, potrà bene un sindaco orobico dire una cazzata anche lui, o no?

Breaking News

Interrompiamo i programmi per una notizia appena giunta in redazione: lo scorso 27 maggio, il Ministro dell'Ambiente, On. Stefania Prestigiacomo, avrebbe firmato, così riferiscono fonti capitoline, il fascicolo del ricorso straordinario riguardante il PII.
La pratica sarebbe già stata depositata al Consiglio di Stato per il parere di competenza.
Stiamo verificando la notizia, seguiranno eventuali aggiornamenti.
Buon proseguimento di serata.

sabato 5 giugno 2010

Foppolo vs Piazzatorre?

In un commento al post precedente Silvia scriveva "Non vorrei sbagliare ma da esterno vedere Piazzatorre in mano a due semisconosciuti imprenditori e Foppolo che è contesa da big come Percassi e De Benedetti mi lascia molto perplessa."

Io credo che le cose stiano così: Percassi sta attuando l'intervento di San Pellegrino, le cose non girano proprio come un orologio svizzero però tutto sommato girano.

E' in gran spolvero, s'è appena comprato l'Atalanta, ritorno d'immagine a mille. Battere il ferro finché è caldo, avrà pensato, e siccome non è un palazzinaro puro ma un imprenditore con molti interessi diversificati, perché non pensare che voglia gestire in proprio la rinnonvata forza ricettiva di San Pellegrino?

Se riuscisse a mettere le mani sull'operazione di Foppolo potrebbe unire le due cose, il PII potrebbe cambiare un po' e far diventare Foppolo la dependence invernale di San Pellegrino. Un po' macchinoso ma ci può stare. Foppolo ha il suo nome dopotutto, almeno tra gli sciatori, e Brembo Ski sembra sapere il fatto suo, una mezza sicurezza, insomma.

Da questo punto di vista Piazzatorre parte zoppa, e comunque è una possibilità ormai bruciata, salvo che la firma della convenzione salti o che... Alta Quota sia poco più di un prestanome.

Ma prestanome di chi? Beh, senza scomodare personaggi poco raccomandabili ché non è bello, dello stesso Percassi magari, oppure di quel De Benedetti che in fondo in fondo deve avere voglia di scompigliare un po' di carte a molti in Italia, e allora perché non partire da un'operazione che "tutti" vogliono, in una terra feudo della Lega, la quale si troverebbe a non potere dire di no al nemico giurato dell'illustre alleato di governo, il Cav.

Lo so, sembra la pessima trama di un romanzo malriuscito di Lucarelli, mancano solo i servizi segreti e qualche mignottona, anzi, di questi tempi, qualche trans.

Oppure le cose sono molto più semplici: c'è un PII in circolazione, un (bel) po' di appartamenti da costruire, qualche salame che li compra lo si troverà, buttiamoci. Ma c'è anche quell'altro di PII, nella valle dell'Olmo. Valle de che? Ma no, ma no, Foppolo va bene. Sì sì, va bene.