sabato 6 giugno 2009

Una speranza per la Tagliata?

Indegna, ambigua, pusillanime, evanescente. Questi quattro aggettivi sono da accoppiare, rispettivamente, a: Regione Lombardia - direzione generale territorio e urbanistica; Provincia di Bergamo; Comunità Montana Valle Brembana; Parco delle Orobie Bergamasche.

Questo post è dedicato a loro.

Ho intitolato il post scrivendo di speranza, perché una recente circolare regionale, la n. 7/2009 (BURL n. 18.05.2009, n. 20, S.O.) emessa dalla direzione generale agricoltura (posto dove sembra che qualcuno non abbia dimenticato di lavorare per la collettività), pone limiti piuttosto chiari alla trasformazione dei boschi.

Ci si leggono cose tipo "il rilascio dall'autorizzazione alla trasformazione del bosco non può comportare la distruzione totale dell'intero complesso boscato", ed altre sovversive dichiarazioni come "la ≪relazione tecnico forestale≫ deve ovviamente essere fatta da un tecnico in seno all’ente forestale che rilascia l’autorizzazione o da proprio collaboratore esterno, evitando in ogni caso di recepire senza opportune valutazioni tecniche le motivazioni presentate dai tecnici di chi presenta l’istanza di autorizzazione alla trasformazione del bosco. I tecnici di questi ultimi, infatti, si fanno portavoce di interessi di parte, che possono sicuramente essere legittimi, ma che non devono essere recepiti sic et simpliciter dalla Pubblica amministrazione senza effettuare considerazioni".

Non sto a riportare altre stralci, chi vuole può scaricare la circolare e leggerla. Quel che è certo è che se coloro ai quali toccherà applicare la circolare svolgeranno il loro lavoro (pagato dalla collettività, cioè da noi tutti) con onestà e fermezza, il bosco della Tagliata, alla faccia (brutta) del PII, non potrà essere interamente raso al suolo. Ne dovrà rimanere una parte significativa, non tre sparuti filari.

Incrociamo le dita.

Nessun commento:

Posta un commento