domenica 13 gennaio 2013

Reset

Ora che il fungo atomico dell'indignazione si é alquanto sgonfiato lasciando posto al profluvio di ricette su come far partire gli impianti, alle quali seguirà con buona probabilità uno sbadiglio, può essere opportuno puntare l'attenzione ai ruoli esercitabili nel fragile contesto socio-economico di Piazzatorre e dell'intera alta valle.

Paolo ha già sin troppo bene delineato la strada per il cambiamento dei comportamenti privati di residenti e turisti, io vorrei proporre qualche riflessione sulle azioni che gli amministratori locali possono compiere nelle loro giusta veste, che é quella di rappresentanti di istituzioni deputate a guidare e promuovere lo sviluppo economico delle comunità da loro amministrate, SENZA, e sottolineo SENZA, che ciò debba tradursi in utilizzo improprio del denaro pubblico a sostegno di attività economicamente non autosostenibili e che, con tutto il rispetto per le leggi vigenti, solo un legislatore non già vittima delle lobbies ma composto esso stesso dai lobbisti (Daniela Santanché in testa, quale firmataria, con altri, della legge del 2003) poteva definire "di pubblico interesse" ponendo gli impianti sciistici stanno sullo stesso piano delle case di cura o di quelle attività che, effettivamente, sono volte a soddisfare esigenze individuali così massivamente diffuse da poter essere considerate esigenze collettive.

Se la chiusura degli impianti in questa stagione 2012-2013 ha avuto aspetti traumatici, ciò potrebbe non essere del tutto negativo: l'occasione é propizia per scoprire le carte e stanare i vari soggetti teoricamente coinvolti. Serve realismo, Piazzatorre da sola non va da nessuna parte, al massimo in pasto ad altri avventurieri dal mattone facile. Occorrono alleanze, comuni intenti, obiettivi condivisi.

Se, come alcuni sostengono, i mali di Piazzatorre comportano riflessi per l'intera Valle dell'Olmo e forse più, occorre provare creare un fronte coeso nell'ambito del quale tutte i Comuni interessati abbiano ruolo attivo, sopportino oneri, ricavino onori.

Io non ho piena cognizione di quale sia il bacino geografico delle attività economiche che, dal mantenimento e dallo sviluppo del comprensorio delle Torcole, potrebbero trarre benefici, ma se guardo una mappa dell'alta valle, di primo acchito mi viene da pensare che potrebbe essere più ampio di quanto si dica. Provo a stilare un elenco dei comuni (ordine alfabetico): Averara, Cusio, Lenna, Mezzoldo, Moio de’ Calvi, Olmo al Brembo, Piazza Brembana, Piazzolo, Santa Brigida, Valnegra. Questo senza allargare oltre per evitare di includere quelli, almeno apparentemente, più ricadenti nell'orbita di Valtorta o di Foppolo.

Undici, compresa Piazzatorre, un discreto gruppetto. Ora, non appartengo al novero di quelli che da da due ronzini pretendono di tirar fuori un cavallo, del resto qui non servono cavalli (intesi come purosangue) ma asini pazienti che sappiano fare squadra.

Ho letto nel forum vallare i commenti di chi favoleggia riguardo nuovi impianti tra Madonna delle Nevi e San Simone. Certo, il momento economico é decisamente propizio se lo analizziamo sotto l'effetto di qualche potente oppiaceo, e comunque basta pensarlo intensamente e un nuovo comprensorio si materializzerà tra fulgore di Arcangeli e cori di Cherubini.

Chi preferisca evitare di schiantarsi contro la realtà potrebbe, invece, convenire sulla possibilità che gli amministratori di Piazzatorre, se lo vogliono, predispongano un programma chiaro, soprattutto negli obiettivi e nella temporizzazione degli stessi, per iniziare almeno a salvare il salvabile superando i problemi sinora riscontrati e, in prospettiva, per rilanciare seriamente e stabilmente il ruolo del comprensorio "Torcole". Facciano da soli, senza consulenti che infarcirebbero le solite duecento pagine di bei concetti triti e ritriti! Con in mano tale programma, e in faccia tanta d'umiltà, dopo aver saggiato la disponibilità degli altri comuni, lo presentino ai loro amministratori, singolarmente, ne illustrino i possibili risvolti positivi per le loro comunità, ascoltino le loro esigenze e richieste, i loro entusiasmi, i loro timori, le loro diffidenze. Troveranno favorevoli e riottosi, si tengano subito stretti i primi e si sforzino di convincere i secondi, non cedano al primo tentativo.

Il tutto senza infingimenti, tranelli, inganni, senza il "dire senza dire", nella massima trasparenza e apertura.

Servirà, non servirà? Non lo so. Credo che tentare valga la pena, sarebbe un RESET, un azzerare la situazione, un cancellare tutto ciò che é stato per concentrarsi su ciò che potrebbe essere. Se un progetto sensato e fondato vedrà la luce, gli investitori seri non tarderanno a farsi vivi, la crisi non durerà in eterno, bisogna prepararsi a cogliere il momento favorevole che ne seguirà.

Piazzatorre può muoversi ora o vegetare per sempre, ma la decisione e l'azione spettano a lei, non c'é Comunità Montana o Provincia o Regione che tengano. Il tempo delle elemosine o delle compravendite elettorali é finito.



domenica 6 gennaio 2013

C'é posta per noi (ma anche per voi)

Riceviamo e pubblichiamo la nota che ci é stata spedita tramite posta elettronica (salviamopiazzatorre@gmail.com).
Rispettiamo la volontà dell'autore e non ne rendiamo pubblici i riferimenti.

Buona lettura.

p.s.: per leggere basta cliccare sulle immagini, si aprirà una finestra con le stesse sufficientemente ingrandite.


giovedì 3 gennaio 2013

Dunque dunque

Questo post non sarà breve, perciò, mettetevi comodi e rilassatevi.
Per cominciare vorrei esprimere la mia personale sorpresa, mista a soddisfazione, per il fatto che un post fatto solo dal titolo, La manifestazione, abbia generato così tanti commenti. Evidentemente l'attesa per quella riunione pubblica era tanta.
Ormai non ha senso che scriva oggi quello che non ho potuto scrivere giorni or sono.
Non so neppure se l'invocata assemblea del 2 gennaio si sia svolta, parrebbe di no, anche per i motivi ben espressi in questo commento sul topic nel forum vallare.

In tutta sincerità, ci avrei giurato. Ma anche se si fosse svolta, devo dire che avrei parecchi dubbi sulla sua utilità.

Stiamo ai fatti, la chiusura degli impianti, almeno per quest'anno non ha desertificato Piazzatorre, anzi. Gente ce n'era, tant'é che quel "nessuno" presente é stato più che sufficiente a intasare i pochi parcheggi disponibili (e torna il tema della capacità del paese di reggere in termini di servizi!). 
La situazione é triste, seria, non é detto sia irreversibile. Non é nemmeno detto sia complessa, potrebbe solo essere complicata, magari molto complicata.

Perché le cose volgano al meglio occorrono, tuttavia, innanzi tutto due cose: trasparenza e cambiamento.

Trasparenza nella comunicazione, negli approcci tra le parti in causa, cambiamento negli atteggiamenti (di tutti, turisti compresi).

E allora diciamo subito che no, signor Sindaco, il suo comunicato del primo gennaio é solo apparentemente trasparente, perché omette un dettaglio importante e omettendolo le consente di fare un'affermazione non corretta e fuorviante.

Quando Lei dice che [il proprietario della stazione di partenza] "non è mai stato disponibile ad un contratto di sei anni, per ragioni che non ha mai esplicitato prima e che – apparse in gran numero soltanto in seguito sui giornali e sul web – non riguardano aspetti di sua competenza ma esclusivamente dell’Amministrazione Pubblica, quali le garanzie sul Gestore degli impianti, l’insostenibilità economica dell’intero progetto, il fallimento della società Valle dell’Olmo, le difficoltà di bilancio del Comune, l’inaffidabilità degli altri interlocutori, ecc.", omette di dire che il signore in questione é il padre di un consigliere comunale di minoranza il quale a sua volta é presumibilmente interessato alla redditività delle attività familiari, in relazione alle quali, é parimenti presumibile, egli discuta, appunto, in famiglia.

Senza voler in alcun modo prendere posizione a favore del soggetto di cui si parla (peraltro, fin troppo crocifisso dagli ultrà pro-ski), dovremmo, forse, pretendere tutti quanti che vi sia una sorta di dissociazione mentale per la quale in veste di privato, il suo consigliere d'opposizione ignori ciò che sa e conosce in relazione al ruolo istituzionale ricoperto? Dovremmo pensare che sarebbe più opportuno che egli agisca in pieno conflitto d'interessi, e pur sapendo che "sotto il vestito niente" (poche balle, non esiste uno straccio di business plan per le Torcole!) ricavi un utile immediato per sé a danno della collettività che verrebbe nuovamente beffata in poco tempo? Forse il suo consigliere ha sentito nominare la Corte dei Conti qualche volta, a Lei questa espressione suggerisce nulla?
Si rende conto, signor Sindaco, che Lei stesso, forse inconsciamente (si rilegga le parole in neretto) sta dicendo che l'idea che ha, in buona fede e buona volontà, perseguito, ha le fondamenta sulla sabbia?
Si é accorto, ancora, che qualcuno le ha chiesto a chi Botta abbia venduto la Piazzatorre Ski Area e che dal Suo comunicato non si evince alcuna risposta in merito? Allora rifaccio la domanda anch'io: a chi appartiene oggi Piazzatorre Ski Area? E mi consenta un'altra domanda: perché mai dovrebbe essere compito del Comune dare garanzie sul Gestore degli impianti? E offrendo cosa? Ciò spetta, semmai al proprietario degli stessi, ovvero a colui che li dà, appunto, in gestione. Ma questi, non é forse Alta Quota? Sarebbe il Comune? Nel caso chiedo venia, mi sono perso qualche puntata, mea culpa.

E veniamo al secondo ingrediente, il cambiamento.
Qui non ci son Santi, o si cambia o si muore. Però si deve cambiare tutti.
Non basta pretendere (dai piazzatorresi) si deve anche dare (come turisti), su questo tasto, tanto spiacente per chi non se ne fa una ragione, continuerò a picchiare. Che a Piazzatorre vi siano problemi di conflittualità, di scarsa professionalità/volontà nello svolgere i servizi al turista, di vaga e incerta cultura dell'accoglienza, lo sappiamo, ce lo diciamo da anni.
Ma sia chiaro, o cambia l'atteggiamento di troppi signorini e signorine abituati a lamentarsi di tutto e a starnazzare lo slogan "pago-pretendo", o non si farà molta strada. Coloro che si fan venire le eruzioni cutanee se non hanno l'uscio di casa con vista sulle piste, beh, se n'andassero pure altrove. Grazie e a non rivederci. 
Tanto per cominciare, a chi rivendica che la sua IMU dovrebbe tradursi in servizi occorre ricordare che l'IMU si chiama così perché é un'IMPOSTA, non una TASSA. Le imposte finanziano prima di tutto spese correnti, poi, se avanza qualcosa, contribuiscono a pagare i costi dei servizi. Quindi, no cari miei, scordatevi che con la vostra IMU il Comune possa acquistare gli impianti.
Sintesi: da una parte interrompere la tradizione plurisecolare per cui a Piazzatorre i "foresti" non hanno voce nelle decisioni (leggere "Gente di Piazzatorre" per credere), cambiare atteggiamento nei confronti degli ospiti e piantarla di voler essere più montanari e rustici di quanto non si sia davvero, dall'altra mettere in soffitta approcci di sufficienza, fastidio e supponenza da bauscia.

Bene, resta da chiarire cosa si può fare. Una bazzeccola no? No.

Prima di sparare soluzioni (a leggere il forum vallare sembra di essere a un passo dalla costituzione di una S.p.A. o di una S.C.a R.L. i cui soci dovrebbero essere i volenterosi ed entusiasti proprietari di seconda casa, sì ciao) sarebbe bene stabilire un percorso a tappe verso una meta. Quest'ultima é nota, unificare i due comprensori, e renderli fruibili. I modi per arrivarci possono essere diversi, sicché prima di decidere di buttarsi a capofitto su una strada piuttosto di un'altra (come fu fatto con l'infausta e demenziale operazione PII) é indispensabile costruirsi scenari plausibili degli eventi conseguenti a ogni singola scelta, con pro e contro. Tempi e fasi: non é necessario raggiungere la meta in un anno e neanche in due, magari ne occorreranno cinque o dieci, don't panic! Essenziale decidere le fasi, le tappe, i traguardi intermedi, chiamateli come vi pare. Un passo alla volta si arriva ovunque.

Capire i problemi: la stazione di partenza, intendendo i diritti di proprietà sulla stessa, é un problema reale? Se sì va risolto, per primo. Se no, si dimostrerebbe che sino ad oggi ha prevalso l'irragionevolezza. Se va risolto, cuore in pace e mano al portafogli. E non speriate troppo nell'esproprio forzoso, ammesso che vi siano davvero le ragioni di pubblica utilità per avviarne il procedimento, cosa di cui dubito assai, affogherebbe nei ricorsi giurisdizionali. Vi bastano vent'anni di gradi di giudizio come disincentivo?

Modelli di riferimento: possono servire ma non é il caso di impiccarsi ad essi. Leggo, nel solito forum, la magnificazione di Selvino, una bella località senz'altro, ma avete valutato dove iniziano e finiscono le analogie con Piazzatorre? Sapete, vero, che Selvino ha oltre quattro volte i residenti di Piazzatorre, quasi il doppio di quelli di Piazza Brembana? Che la sua posizione, la sua accessibilità, la sua esposizione, l'orografia del suo territorio sono dannatamente più favorevoli? Per contro, sapete che Aviatico (il posto dove si scia a Selvino) é una cacchina rispetto alle Torcole? Ok, allora piano con i paragoni.

Redditività. E' fondamentale accettare un principio: gli impianti devono stare in piedi da soli, punto. Lo so che in questo strano paese tutti sono liberal/liberisti quando c'è da inculare gli altri (scusate il francesismo) e statalisti/comunitaristi quando bisogna difendere il proprio interesse, però, anche qui, o si cambia o si muore. Chiedere l'intervento pubblico per rilevare gli impianti, o sostenerne la profittabilità, é semplicemente inaccettabile eticamente, e devastante economicamente. Trovo immorale esigere di porre a carico della collettività tutta, compresi quei piazzatorresi che non hanno mai vissuto, non vivono né mai vivranno di turismo ma si alzano dal letto alle quattro per essere a Milano alle sei, i costi di un'attività la cui redditività é incerta. Economicamente i nodi verrebbero comunque al pettine in tempi più brevi di quel che ci si aspetta, e state certi che il Comune finirebbe in dissesto, con tutte le conseguenze del caso.
Ofeleé fa el to mesteé: il Comune faccia il Comune, gli imprenditori facciano gli imprenditori, i palazzinari se ne stiano alla larga!

Le autocandidature all'ipotetico tavolo di lavoro: un coraggioso si é fatto avanti con tanto di mail e numero di cellulare, ha dimenticato il curriculum. Non sono ironico, a fare i consulenti esterni aggratise (nonché i rompicoglioni, secondo francesismo della serata) ci siamo già noi, chi si fa avanti per ruoli operativi deve fornire garanzie su sé stesso, ci pensi. Senza curriculum erano pure i due di Alta Quota.

Se si comprende e accetta tutto questo si é già a buon punto, ci sono davvero le basi per sedersi attorno a quel tavolo che in tanti invocano.

UPDATE del 4 gennaio 2013: sul forum vallare compare questo commento dell'utente "toxy". Giova precisare che la legge regionale n. 10/1998 é stata abrogata dalla successiva legge regionale n. 25/2007 "Interventi regionali in favore della popolazione dei territori montani", nella quale (a me) non risulta vi siano più riferimenti alla pubblica utilità degli impianti sciistici.

Diversa la questione riferita alle "aree sciabili attrezzate" di cui alla legge regionale n. 10/2004:

Art. 36.

Area sciabile, area sciabile attrezzata, piste.
1. Su proposta delle comunità montane, conforme agli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, la Giunta regionale delimita le aree sciabili, previo parere del comitato consultivo per le aree sciabili. Costituisce area sciabile la superficie nell’ambito della quale le comunità montane territorialmente competenti possono autorizzare l’apprestamento di una o più piste destinate alla pratica degli sport sulla neve.
2. La porzione di area sciabile sulla quale la comunità montana ha autorizzato l’apprestamento di una o più piste costituisce area sciabile attrezzata. L’area sciabile attrezzata comprende anche gli impianti di risalita e gli impianti d’innevamento, ove presenti.
3. L’autorizzazione all’apprestamento di una pista di cui al comma 2, unitamente alla delimitazione dell’area sciabile di cui al comma 1, costituisce, ai sensi dell’articolo 2 della legge 363/2003, individuazione dell’area sciabile attrezzata e, pertanto, equivale a dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza e rappresenta il presupposto per la costituzione coattiva di servitù connesse alla gestione dell’area, previo pagamento della relativa indennità, quantificata consensualmente dal beneficiario della servitù e dal proprietario del fondo servente, con applicazione di quanto previsto dall’articolo 1032 del codice civile qualora l’accordo non venga raggiunto.


Per come lo leggo io, il comma 3 dovrebbe riguardare solo i NUOVI impianti, non anche quelli già esistenti, ma su questa materia la parola passa agli avvocati.




venerdì 21 dicembre 2012

Circo Barnum

Come diceva Flaiano, la situazione é tragica ma non seria.

Quale altra considerazione si potrebbe fare dopo la lettura di quell'Epopea di Gilgamesh che sta diventando il topic dedicato a Piazzatorre sul forum vallare?

Rinvio a scorrere tutti i commenti a partire da questo, sino alla fine del topic.

A me sembra che davvero più manicomio di così sia difficile. In tutta franchezza, é la riprova che Non può essere questo blog la causa dei mali di Piazzatorre e che quest'ultima va ancora salvata: dalle sue lotte intestine.

L'unica cosa che mi sento di aggiungere, non avendone trovato traccia nel forum vallare, é una domanda da non esperto di diritto civile: ma oggi, anche ammesso che si raggiunga l'auspicabile accordo tra le parti, se gli impianti sono pignorati, non spetterebbe comunque al Giudice a dare il via libera al loro utilizzo?

giovedì 20 dicembre 2012

Vincitori?

Volevo scrivere questo post prima dell'intervento di SKIWEGGER, ora ne amplierò un pochino i contenuti.
Avrei comunque scritto che quel che sembra l'epilogo pessimo del 2012, ma forse non tutto é definitivamente perduto, non vede alcun vincitore.

Di certo non abbiamo vinto un accidente noi: forse la cosa vi sfugge, ma il Programma Integrato di Intervento (giuridicamente morto) non é mai stato revocato dall'amministrazione comunale, che se lo tiene al calduccio in qualche cassetto, pronto a rispuntare fuori, oplà, come un folletto malefico.
Quando avremo contezza della revoca di quel PII potremo dirci soddisfatti. Di quello, perché, come abbiamo ripetuto allo sfinimento, gli interventi sulle ex Colonie, fossero pure di totale demolizione e ricostruzione, ampliamento, sopralzo, quello che vi pare, sono sa-cro-san-ti.

Di certo non hanno vinto gli araldi dello sci a qualunque costo, quelli che ci tenevano così tanto a Piazzatorre che adesso hanno già prenotato altrove. Arrivederci a mai più, la vostra assenza farà solo bene.

Ha perso anche l'amministrazione comunale, prona di fronte a un progetto assurdo e sorda ai richiami di chi (noi), in tempi non sospetti manifestava numeri alla mano che i 55 milioni di investimento erano una bufala, che la premiata ditta M&V non sembrava avere quelle caratteristiche di solidità e affidabilità che necessitano di fronte a operazioni di tale portata.

Hanno perso i piazzatorresi, tutti, anche quelli cui degli impianti in fondo non frega nulla, l'immagine del paese é danneggiata anche per loro. 

Ops, no, non tutti, uno soddisfatto dovrebbe esserci, quello che "voglio vedere il paese in ginocchio", beh, sembra essere stato accontentato. Se non sapete o non capite chi é non preoccupatevi, significa solo che non conoscete abbastanza le saghe di Piazzatorre, in fondo é meglio così.

Come ho già detto, il titolo al blog non lo cambio, troppo casino. Però ho trovato corretti alcuni rilievi e ho modificato l'incipit, fermo restando che la metafora di Paolo la trovo corretta, non é nascondendo la parola crisi che i problemi passano.

Ora, visto che la pausa pranzo sta finendo anche per me, non mi resta che augurare a tutti voi buon Natale e miglior 2013, soprattutto a Piazzatorre, alla quale auguro anche, DI CUORE, che la mediazione in extremis condotta dal sindaco vada a buon fine. Da quaggiù mi piacerebbe sapere che le cose tornano a girare per il verso giusto.



sabato 15 dicembre 2012

Una cena? Purché si paghi il viaggio

Caro Macky, io la cena "a casa di Mara&C." non l'ho proposta, ma se ci tiene posso ospitarla.
Si paghi il biglietto però, perché il mio attuale domicilio é dalle parti di Kebayoran Baru, Jakarta, Indonesia (son solo sei ore di fuso orario), sto qua da un annetto salvo i rientri in Italia e ci starò ancora per parecchio.

Spiritosate pure se pensate possa servire, noi "custodi delle verità assolute" siamo certo meno britannici di voi quanto a sense of humor.

Di verità assoluta c'é solo che la vostra fede incrollabile nello sci-motore-di-sviluppo-e-unico-dio-in-terra-per-sostenere-le-comunità-di-montagna, sembra fare un po' cilecca.

Qui magari spariamo proposte a vanvera sperando prima o poi di imbroccarne mezza giusta su venti sbagliate, da voi ne sento sempre e solo una, quella che ha fallito.

Thanks to SKIWEGGER per il commento pacato, vorrei solo fargli presente che né io, né Paolo, forse un pochino lo era Claudio, lui sì, siamo verdi-anticonsumisti, né ci sentiamo oracoli e onniscenti. Proviamo a affrontare un problema che ci sta a cuore usando un approccio diverso, e se per caso coincide (ma non credo) con quello di chi crede in determinate ideologie, beh, amen. Il mondo é complesso, pensare di affrontare le situazioni con schemi semplici é da illusi.

Al prossimo post, e a quello dopo. Entrambi in preparazione.

venerdì 14 dicembre 2012

Qua o là, per me pari son

Un commento all'ultimo post di Mara mi ha solleticato una riflessione. Mi sono chiesto quali sono gli stimoli a recarsi in un luogo piuttosto che in un altro.
Banalità assoluta? Non tanto.

Penso, invece, che la nostra decisione di raggiungere una località di vacanza anziché un'altra sia dettata da valutazioni speculative che nemmeno ci accorgiamo di fare. Singoli elementi tipici della scelta potrebbero essere: bellezza dei luogo, offerta di divertimenti, costi di viaggio e soggiorno, distanza, tempo di percorrenza, suggestioni dettate da amici/conoscenti o letture/reportage, altro.

Come scegliamo però? Facendo una media o dando prevalenza a uno o massimo due elementi?

Ognuno ha sicuramente una sua risposta personale e non ci interessa qui fare una statistica. Trovo più interessante provare a capire quali sono le conseguenze di una scelta, ma più ancora vorrei capire se questo sforzo sia mai stato fatto a Piazzatorre.

Al dunque: se tutta la decantata bellezza delle Torcole, bellezza oggettivamente tale, indiscutibile, non regge come elemento portante di una scelta nel momento in cui sulle Torcole potrei ciaspolare, farmi scarrozzare da una slitta trainata da cani piuttosto che da cavalli, divertirmi su una motoslitta, un sacco di cose, insomma, ma non sciare (o almeno non facendomi prima trasportare da un impianto di risalita), allora quell'elemento non é quello prevalente. E se così é, non c'é politica turistica, non c'é iniziativa, offerta, programma che possa reggere nel momento in cui l'unico "oggetto" che sostiene il flusso turistico viene meno.

In questo senso, cari turisti delusi da quello che sembra l'epilogo della vicenda Piazzatorre, non potete proprio rimproverare nulla ai Piazzatorresi, alle amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo, ai vari operatori che "ci hanno provato": siete VOI ad averli indotti in errore, loro hanno solo fatto ciò che VOI volevate.

Vi hanno dato delle piste da sci perché quello vi interessava, vi hanno dato degli impianti di risalita perché quello chiedevate, si sono ammazzati con la monocoltura dello sci alpino perché quella era la droga di cui VOI li avete convinti avessero bisogno. E avete continuato a farglielo credere anche quando li stavate già abbandonando per altri luoghi, di montagna, di mare, in Italia, all'estero, quando compravate pacchetti all inclusive a Santo Domingo e vi ricordavate  di quel cazzo di paesino giusto per un paio di fine settimana durante i quali sfoggiare la tutina griffata o il SUV corazzato. Non contenti, pretendevate che sputtanassero un po' di più il loro paese, con nuove case, per consentire a VOI di giocare ancora sulla montagna che dicevate di amare ma che, in fondo, stavate solo scopando.

Ecco, io credo che le conseguenze di una scelta, a Piazzatorre non le avessero comprese. Adesso, che da Seregno "in mezzora" potete andare a Barzi, mentre a Piazzatorre mai e poi mai ci si arriverà in così poco tempo, nemmeno dopo la "Variante di Zogno", c'é chi (sbagliando) vi invita a non andare più da loro.

Noi, qua, vi diciamo: se avete un minimo di dignità alzate il culo e andate di corsa a Piazzatorre. Glielo dovete.

domenica 9 dicembre 2012

Nomi e cognomi

Sia ben chiaro: l'attuale situazione riguardante il pignoramento e la chiusura degli impianti non é figlia di nessuno, in compenso però, nella confusione, rischia di avere più genitori del necessario.
Il punto di svolta ha una data ben precisa: anno 2007. Fu allora che su Piazzatorre iniziò ad aleggiare l'ombra sinistra del Programma Integrato di Intervento.

Fino ad allora i problemi c'erano, ma, al netto della parabola discendente dello sci alpino come sport di massa (concetto che é bene rinfrescare), erano confinati entro diatribe tra proprietà e gestori, ancora affrontabili dotandosi di pazienza e buona volontà.

L'amministrazione dell'epoca, guidata da Federica Arioli, tentò di imprimere una svolta, un vero e proprio scatto di reni. Onore agli audaci, lo dico senza ironia.

Quella svolta però non nacque per caso né, sono certa, da una rivelazione ricevuta in sogno dalla dottoressa Arioli. Quando in una realtà territoriale così piccola si promuove un PII é perché l'input é arrivato dall'esterno dell'amministrazione. Questo non é un teorema, é un assioma.

Qualcuno, magari vicino alla/conosciuto dalla amministrazione comunale aveva in mente operazione e operatore, e li ha proposti entrambi. Le vicende successive non danno spazio a troppe alternative, non ricordo vi fu una corsa tra più soggetti per accaparrarsi il premio rappresentato dalla possibilità di attuare il PII. Alta Quota S.r.L. é stata varata a quello scopo, é salpata ed é affondata prima ancora di uscire dal porto, lasciando le sue rogne ai piazzatorresi, ai turisti, all'impresa che ora ha ottenuto il pignoramento della seggiovia.

Quel qualcuno abbia ora la compiacenza di dire pubblicamente "ho sbagliato".

mercoledì 5 dicembre 2012

Lo specchio

Di fronte al profluvio di commenti, proposte, improperi e quant'altro, di cui da giorni viene riempito il forum vallare, sommessamente vorrei portare l'attenzione su quello che personalmente considero lo specchio di Piazzatorre, in relazione al quale non mi ero mai esposto per mera delicatezza. Direi che giunti a questo punto se ne può fare a meno.

Lo specchio si chiama Montecampione.

Non sta in Val Brembana, bensì qualche chilometro più in là, in Valle Camonica (BS), ma le analogie con Piazzatorre, almeno per quanto riguarda la vicenda impianti, sono parecchie.

Solo due veloci links, poi chi vuole approfondisca per i fatti suoi.

Sto sul 2012, giusto per accennare a qualcosa di relativamente recente:



Direi che é sufficiente per far capire che sarebbe bastato guardare un po' più in là del proprio cortile per imparare cosa NON fare, NON dire, NON minacciare, NON promettere. 
E per capire che una soluzione per Piazzatorre, ammesso che ora possa esistere, é tutt'altro che dietro l'angolo, i Mr Wolf de noantri si astengano dal fornire ipotesi fantasmatiche destinate a schiantarsi contro i fatti.