venerdì 30 dicembre 2016

C'é posta per noi, ma soprattutto per voi

Davvero una lettera che non avremo voluto leggere, quella recapitata ieri al nostro indirizzo di posta elettronica.
Da molto tempo, ormai, nessuno di noi due torna a Piazzatorre, e la descrizione di cosa é oggi é persino peggiore di quel che si poteva immaginare.
Forse il capolinea é raggiunto.

Questa la lettera:

"Tra balle di paglia che girano, sospinte dal vento, davanti al saloon e locali che chiudono (a breve si compreranno oltre ai giornali anche frutta e pane all’Oca d’Oro) ecco che l’agonia, nemmeno tanto lenta, di questa (un tempo) perla della Valle Brembana prosegue e sembra giunta, forse, ad un punto di non ritorno. Le feste di Natale più desolanti di sempre si stanno celebrando in un paese fantasma, con presenze che un tempo si registravano, così scarse, solo nella cosiddetta stagione morta. Persiane e tapparelle rigorosamente chiuse sono il segnale che qui, neve o non neve, ormai nessuno più vuole venirci. Altro che cambiare aria, respirare a pieni polmoni in alta montagna fuggendo dalle città inquinate. Disertano anche i titolari di appartamenti, si moltiplicano i cartelli di vendesi ma forse sarebbe meglio dire di svendesi visto che pensare di guadagnare dalla vendita di un immobile è oggi, qui, altamente improbabile. Il paese muore nell’indifferenza e nel silenzio assordante, complice un’Amministrazione comunale (davvero esiste un Sindaco a Piazzatorre?) totalmente inesistente, capace, quale unico gesto di presenza, di far girare un pulmino vuoto per le strade, anch’esse vuote, del paese. Sempre che non si considerino la tombolata di inizio anno in piazza o la befana che arriva sugli sci (ma non servirebbe anche la neve?) come due tangibili segni di vita e di presenza. Interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente? Gli stessi previsti per la cura di boschi e sentieri: zero. Progetti per il futuro? Neanche l’ombra. Iniziative per ridare ossigeno al turismo ed alla villeggiatura? Nessuna. Fatevi un giro per il paese, possibilmente a piedi. Il tour che dalla Foppa arriva al Piazzo, allo splendido capannone del pattinaggio per intenderci, vi renderà edotti dello stato di fatiscenza, di abbandono e di tristezza che ormai avvolgono, come un manto nero, ciò che resta di un paese un tempo vivo. Facciate che cadono a pezzi, strade “abbandonate”, incuria diffusa e mancanza di decoro. Ruderi della colonia bergamasca e di quella genovese da inserire sul gonfalone del Comune. Come si poteva pensare, del resto, che gente abituata a guardare non più in là del proprio naso, incapace di sviluppare il benché minimo progetto a media scadenza, potesse anticipare la crisi dello sci a queste quote, prevedere i problemi della villeggiatura che in parte, anche in zone meno depresse si sono sentiti, ponendovi argine? Mentre altrove si è provato a rilanciare, a creare attrattive con nuove iniziative, convinti che anche in valle Brembana si possa avere e fare fortuna, (basandosi su cose semplici non necessariamente le Terme di San Pellegrino), qui da noi, in paese, si è agito a sproposito, innalzando un anfiteatro della vergogna, un locale per la pro loco allucinante, un centro per la taragna demenziale …………. Potrei indicarne altri dieci di ecomostri. Interessi personali, antipatie, lotte intestine persino tra nuclei della stessa famiglia, hanno ostacolato e impedito, negli anni, qualsiasi forma di sviluppo. Vero che la quota sci, come detto, si alza sempre più e che il futuro del paese non può dipendere, esclusivamente, dalla stagione invernale ma vi sembra possibile condurre un progetto di rilancio serio senza passare dall’unione delle due Torcole? E l’estate? Mercatini tutti i giorni? Che pena. Qui ci sono praticamente nato e continuerò a venirci perché questa è casa mia. Una casa oltraggiata negli anni dalla mancanza di cultura, dall’incapacità e dall’avidità di gente senza cuore e passione, incapace di governare e parimenti di decidere e agire per il bene comune. Chi ci salverà? Dal capezzale di questo paese mi resta una fievole speranza: che il cambiamento, tanto atteso e mai giunto, possa ancora arrivare dalle nuove generazioni, dai ragazzi del posto e da quelli che ancora ci credono e che amano questi boschi. Esorto tutti a svegliarsi e a risollevare una barca ormai prossima ad affondare. Con tutti noi sopra.".

Brutto chiudere l'anno così.

sabato 22 ottobre 2016

Il radioso futuro dello sci brembano

Eccolo qua, servito ancora caldo.
Ma certo, quando anni or sono su queste miserabili pagine vi dicevamo che lo sci era cotto e stracotto, eravamo gufi, menagrami, comunisti, robe così.
I pasdaran delle facezie tipo "senza sci la montagna non esiste" ora vedono il muro della realtà avvicinarsi sempre più, e forse si pentiranno di aver sprecato il loro tempo scommettendo sul cavallo sbagliato, anziché guardarsi intorno per capire quale era quello poteva vincere la gara.

domenica 24 luglio 2016

"Negher" e "Maruchì", vi piacciano o no, sono un'opportunità anche per la montagna

E lo so, può sembrare una bestemmia in chiesa, di questi tempi, spendere parole a favore dell'insediamento di immigrati extraUE anche in località minori delle Alpi (ogni riferimento a Piazzatorre non é casuale).

Eppure se le comunità che vivono in quelle località vogliono poter contare su uno sviluppo duraturo, su forze fresche e su un territorio che non viene abbandonato, non possono evitare di affrontare argomenti a prima vista irricevibili.

Il dato inoppugnabile é che il declino demografico e il conseguente declino economico non fanno differenze di latitudine, altitudine, colore della pelle e lingua. Superare le crisi vuol dire, anche, scendere a compromessi, possibilmente governandoli, non subendoli.

Due scritti, entrambi da leggere e da discutere:

il primo parla di accoglienza dei rifugiati come occasione di rilancio delle "terre alte";
il secondo, di Aldo Bonomi, sociologo piuttosto noto in Lombardia, dedicato a una possibilità da esplorare per la montagna lombarda.

Chiosa finale: che questi scritti siano ospitati su riviste online manifestamente appartenenti a un mondo (politicamente parlando) lontano dal mio quanto la Terra dal Sole, non mi fa né caldo né freddo. Non m'importa il colore del gatto, m'importa che prenda il topo.

venerdì 22 luglio 2016

La parola a chi ne sa

E Giorgio Daidola ne sa, di montagna, di sci, del perché le cose non funzionano sempre come e dove si vorrebbe.
Mi spiace solo di aver notato solo ora questo articolo scritto nello scorso aprile per Dislivelli, ma poco importa, ciò che conta é diffonderlo anche tra voi pochi e affezionati lettori.
Analogie con Piazzatorre, qualcuna, o molte, secondo i vari punti di vista. Giudicate voi.

mercoledì 27 aprile 2016

Au Spa comme à la guerre!

Forti i brembani a 24 carati del forum vallare, basta un articolo appena venato di ironia riguardo all'assenza delle Terme di San Pellegrino nella hit "le terme più belle del nord Italia" stilata da Virgilio.it, e subito scatta la reprimenda al "giornaletto" di dubbie fonti.

Sarà, per carità, che certe fonti siano dubbie, ma il, così definito, giornaletto, un quotidiano, ha un editore, un direttore responsabile, e tanto di registrazione al Tribunale di Bergamo, dal lontano 1997 e, dulcis in fundo, é più aggiornato di Valle Brembana News, fermo a marzo.

Eh sì, fare i giornalisti non é per tutti, a volte nemmeno fare i blogger o i moderatori nei forum. Si finisce, talvolta, per confondere piani e questioni, e a buttarla in caciara con chi riporta, magari scherzandoci un po' sopra, una pseudonotizia (la classifica di Virgilio, stilata non si sa bene come né, soprattutto, se in modo imparziale), anziché provare a capire quella classifica, al di là delle posizioni attribuite abbia un senso in relazione alle caratteristiche dei siti termali elencati e se a queste siano opponibili quelle di san Pellegrino.

Ma si sa, l'importante é gonfiare il petto, anche di fronte a "presenze giornaliere per così dire un poco gonfiate". Prosit.


ps: sì, questo post é un sassolino tolto dalla scarpa, nei confronti del forum, perché noi non dimentichiamo


domenica 17 aprile 2016

Piccoli sempre più poveri, dov'é la notizia?

La notizia é che si tratta di una conferma, perché sono ad andar bene quindici anni che la solfa é sempre la stessa. Roma ladrona non sgancia un quattrino, mamma Regione tra un po' finisce a far la calza (aspettate l'esito del referendum costituzionale del cialtrone fiorentino e vedrete), e ai nanocomuni non resta nulla.

Triste riprendere a scrivere sul blog. L'alta valle é ormai avvolta da mesi nel silenzio dell'informazione, l'unico fatto di cronaca (nera) che, solo di riflesso ha interessato Piazzatorre, é avvenuto a Milano, con l'omicidio del signor Maurizio Pozzi (qui l'ultima notizia disponibile), che ricordiamo storico frequentatore del paese. Fine, Stop. 

L'alternativa resta solo una, unirsi, meglio ancora fondersi. Da quattro anni a questa parte, nulla é cambiato, la cancellazione dei piccoli comuni non avverrà per decreto, ma per soffocamento.



lunedì 26 ottobre 2015

La fiscalità immobiliare é sacrosanta (e per nulla illiberale)

Secondo post per tornare un po' a disquisire sull'immobiliare, il grande motore dei cambiamenti vallari (che furono).
Lo facciamo affidandoci alle parole di chi d'economia se ne intende parecchio più di noi: Michele Boldrin, che insieme ad altro soggetto non meglio identificato, ha scritto questo pezzo su Noisefromamerika, un po' lungo ma di sicuro interesse per chiunque voglia approfondire il tema dell'imposizione fiscale sull'abitazione e, magari, scrollarsi da dosso un po' di luoghi comuni, specie quando si farnetica di "investimento immobiliare" da parte dei gonzi ingolositi dalla propaganda dei teleimbonitori del mattone, per arrivare alla classicissima "perla" che vorrebbe il settore delle costruzioni come volàno dell'economia.
Boldrin, in un linguaggio perfettamente accessibile ai più, smonta impietosamente queste solenni idiozie, seppellendo i falsi argomenti dei  No-IMU/No-TASI, e con essi i loro sostenitori, annidati anche nel Governo in carica.

martedì 20 ottobre 2015

Chiudere i cancelli quando i buoi sono scappati

Torniamo un po' alle origini, con due post, questo il primo, dedicati non tanto a Piazzatorre quanto al leit-motiv che ha guidato le sventure del paesetto e di tanti altri paesetti dell'arco alpino: la bulimia edilizia.
Chiaro che il fenomeno é assai più vasto, riguarda l'Italia intera e non può essere liquidato come circoscritto ad alcune zone più viziose di altre (anche se alcune non commendevoli eccezioni fanno propendere in tal senso).
La consapevolezza del disastro non é certo antica, né solida, basti pensare a certi commenti che tutt'oggi si leggono sui forum frequentati da ingegneri, architetti, geometri, dove non manca mai il testadura di turno a rivendicare il mitico ruolo dell'edilizia (e dell'indotto, of course) nella crescita economica del Paese.
Trattasi di fanfaluche, ma di queste si occuperà il prossimo post, dedicato peraltro alla fiscalità immobiliare.
Oggi preme più evidenziare che la necessità di ridurre al minimo possibile il consumo di suoli liberi é finalmente uscita dal dibattito accademico per entrare a pieno titolo nella disciplina urbanistica (vedasi, per la Lombardia, la L.R. n. 31/2014), e negli articoli della stampa non specializzata.
Recentissimo questo bel report pubblicato da l'Espresso, di agevole (e rattristante) lettura. Meglio tardi che mai, vien da dire, atteso che i cancelli dello spreco di suolo vengono chiusi a buoi abbondantemente fuggiti.
Quanto suonano stonate e antiche, di fronte agli scempi descritti, le trombe che squillano su giornali come Il Sole 24 Ore, ogni qualvolta un indicatore segnala la "ripresa delle costruzioni".
Certo, poi uno si ricorda che a presiedere Confindustria c'é un tal Squinzi, e allora fa due più due.
Proviamo comunque a restare ottimisti, considerato che aumentano coloro che sanno vedere un mondo dove il mattone non sia il protagonista assoluto della vita economica di un paese.

giovedì 24 settembre 2015

Le piccole cose che fanno bene alla montagna

Di faraonici progetti da decine di milioni di euro, rimasti sulla carta, e a volte nemmeno su quella, ne sappiamo qualcosa, vero? Pugni di mosche.
Per fortuna c'é anche chi s'accontenta di molto meno, e gode.
Come a Dumenza, paese con poco meno di 1.500 abitanti, posto al confine Italo-Svizzero, in un'area montana per alcuni versi simile a molte zone orobiche, fatte salve le quote, decisamente meno importanti (la vetta più elevata, quella del Monte Lema, arriva a poco più di 1.600 m s.l.m.).
Non avendo particolari numeri da spendere per attrarre chissà quali masse, né tenendo particolarmente a farcire l'abitato di residenze vuote per 50 settimane l'anno, ci si ingegna come si può per mantenere vivi i luoghi.
Ecco allora che sono benvenute iniziative come questa, che non fanno tanto rumore ma hanno il pregio di ricordare che la montagna é la montagna, non il parco giochi di una città in trasferta.

sabato 12 settembre 2015

Aggiornare cosa?

Un nostro affezionato scrutatore, ché lettore sarebbe troppo, ci esorta a chiude questo cesso di blog che nemmeno viene più aggiornato.
Ognuno cita gli argomenti in cui é ferrato, lui lo é in cessi e Mara glielo ha fatto notare.
Ma non di questo voglio scrivere, bensì del fatto che, é vero, non si aggiorna più un fico secco.
E sapete benissimo anche voi perché.

Perché non c'é alcunché da aggiornare. Dall'alta valle notizie nuove, nel senso che i dizionari attribuiscono alla parola "nuovo", semplicemente, non ce ne sono.
Forse che qualcuno di voi vede novità aggirarsi dove si parla di Piazzatorre?
Forse che questa notiziona del 1° agosto 2015 non é praticamente uguale a qualcuna pubblicata nel 2014?
Forse che il portale Brembanaski ci dice qualcosa che già non sapevamo?
Forse che le polemiche sul costo dei giornalieri non sono le stesse di sempre?
Vai sul sito web de L'Eco di Bergamo e la notizia più fresca su Piazzatorre risale al 24 gennaio 2015, per non parlare di Bergamonews, fermo al 28 maggio 2014 con la notizia dell'elezione di Valeriano Bianchi a Sindaco.

Eddaje su, la novità più rilevante dal Comune é l'ordinanza n. 1 (uno e unico, vien da dire) del 1° giugno 2015 che vieta il commercio ambulante in alcune vie del paese, fino a domani. E fa niente se dal 25 agosto il paese é tornato alla tipica animazione che lo contraddistingue dopo il clou delle due settimane che si stringono al ferragosto.

Non si aggiorna un blog che parla di un paese che NON HA SAPUTO NE' VOLUTO aggiornare sé stesso cambiando profondamente il proprio atteggiamento verso il turismo. E che se in questa estate 2015 ha potuto vantare più presenze lo deve solo alla minore disponibilità economica di molte famiglie costrette, volenti o no, a riscoprire la seconda casa che non sono riuscite a vendere.

O pensate che l'animazione per bimbi, sotto la "Vela" abbia risollevato le sorti di Piazzatorre?

Volete che il blog chiuda, e non vi accorgete nemmeno che la sua chiusura coincide con la vostra sepoltura.