lunedì 18 agosto 2014

La montagna fa schifo?

La domanda sorge spontanea, come avrebbe detto il buon vecchio Antonio Lubrano, in ragione della lettera inviataci dal sig. Alessandro Tronconi, di Milano, il quale oltre a firmarsi ci ha tenuto a precisare che non ha alcun imbarazzo a esprimere la sua opinione e a renderla pubblica.
Accontentato.

"Cari Mara e Paolo, non salvate nulla, non provateci proprio, non serve. Due settimane di ferie trascorse nella val Brembana fanno capire tutto quanto basta per stabilire, in piena serenità di giudizio, che la montagna é bene che stia dov'é e che se ne vada alla malora.
Mi spiego. Partiamo da un dato di fatto: la gente se n'é andata da monti a valli per scendere in pianura? Sì vero? Bene, ci sarà pur stato il suo bel motivo.
Se non é un posto per viverci, se non da eroi o da matti, almeno sarà un posto dove godersi qualche piacevole giornata? No, nemmeno, perché:
- il clima é talmente instabile che trovare una giornata intera di bel tempo é peggio che vincere a Turista per Sempre
- per tentare di vedere un panorama simil cartolina occorre ammazzarsi di fatica per ore, alla faccia del relax da vacanza
- devi PER FORZA attrezzarti (vestiario, calzature) con una spesa non indifferente, per poi scoprire di non essere mai attrezzato adeguatamente, perché per il percorso tale ti ci vuole questo, per il percorso tal altro ti ci vuole anche un altra cosa, che ovviamente non hai e che se pensi di comprare a poco prezzo sei fuori strada
- l'offerta di iniziative é all'insegna del "son sempre uguali", vista una viste tutte.
E allora, ma che state a menare il torrone con la montagna d'estate, ma finitela. 
La montagna serve per sciare, punto. Se uno scia. Sennò nemmeno a quello. Che stia dov'é. L'esperienza, ovvero la fregatura, me la son presa una volta, la seconda non mi becca più.
Cordialità".

Che dire, io non lo so, non lo so più, non ce la faccio davvero a rispondere a una opinione come questa, che magari riporta davvero l'esito di una vacanza andata non bene, magari é solo una canzonatura. Non lo so e a questo punto nemmeno mi interessa. Forse l'opinione di Alessandro é più diffusa di quel che credo, ma non per questo é una verità rivelata.
Rispondete voi se vi va.

lunedì 14 luglio 2014

Scusate il ritardo

Quasi tre mesi di silenzio, ora la voglia di tornare a scrivere qualcosa. Sono state settimane molto pesanti queste, fisicamente e, soprattutto, psicologicamente, uno di quei periodi che ti fa invecchiare più precocemente del previsto, come ben si vede guardando gli occhi di chi mi conosce. 
Torniamo a noi, la scorsa primavera avrei voluto fornire un mio report sulla stagione invernale, ormai é troppo tardi, mi limito a dire che lo sforzo é stato notevole e apprezzabile. Si vedrà l'inverno prossimo se maturerà dell'altro o no.
A Piazzatorre nuova amministrazione, ma nel segno della continuità, ergo, si presuppone che non cambierà la politica sin qui seguita per territorio e ambiente.
Non ho avuto modo di tornare in paese, chi conosco mi ha riferito che a giugno era deserto. Sarebbe un peccato visto che ci si era proposti di aprire gli impianti di risalita nei fine settimana, ma capisco che questa finta estate ha scoraggiato dal muoversi verso la montagna. Checché ne dicano i fanatici dei temporali, quelli che si divertono a mostrare sulla sezione meteo del forum vallare quanto sono bravi a prevederli, la stragrande maggioranza delle persone vorrebbe un'estate che fosse tale, non é interessata a mangiare canederli in brodo a Luglio.
Sarò in Alta Valle ad Agosto, confidando nella clemenza del tempo, cercherò di cogliere i segnali di novità, se ve ne saranno.
A presto (spero).

p.s.: nel post precedente vi avevo detto che la legge "ammazzaboschi" era solo rinviata. Avevo ragione: gli imbecilli del motocross tra gli alberi l'hanno avuta vinta, come prevedibile. Ci meritiamo il peggio, e ce lo meritiamo tutto.

giovedì 24 aprile 2014

Cerca la notizia

Eh sì, cerca la notizia, perché di nuovo c'é proprio nulla in questo.
Le cause sono ampiamente note, inutile elencarle per l'ennesima volta. I rimedi, invece, bisogna esser sinceri, non li conosce nessuno.
Possiamo dire con ragionevole sicurezza che non saranno nuove piantagioni di appartamenti, né le esimie vaccate di chi si appresta a "valorizzare economicamente i boschi" modificando la legge forestale per consentire, pensa te, di fare il motocross sui sentieri (per ora la discussione alla Commissione Agricoltura del Consiglio regionale é rinviata, ma tranquilli che i paladini del "più motocross per tutti" torneranno a farsi sentire presto). 

E presto ci sentiremo anche qua, per un veloce report sulla Piazzatorre "post stagione sciistica", in attesa che (buona notizia) a giugno riaprano gli impianti di risalita, invogliando a godersi un po' di più la montagna.

domenica 30 marzo 2014

100 ml

Ma il bicchiere é mezzo pieno (versione ottimista/positiva) o mezzo vuoto (versione pessimista/negativa)?
Comunque rispondiate esprimerete un'opinione, la vostra. 
Se, invece, di un bicchiere che può contenere 200 ml e ne contiene 100, dite che ha una capacità di 200 ml e contiene la metà di questi, fornirete un dato.

Ecco, qui cerchiamo, assieme a molte opinioni, a parecchie idee (checché ne dicano i distratti), di fornire anche dati, verificabili.

Poi succede che le opinioni irritino e i dati...anche. Fa parte del gioco, si sa, ma se nel primo caso si può dare un'alzata di spalle, nel secondo ci si chiede se si ha a che fare con qualcuno che ancora ammette una discussione razionale o, viceversa, se valga solo il codice da tifoseria.

Se dico che sabato (ieri):
  • ho sciato su una neve in condizioni accettabili ma non ottimali (date le temperature non c'era d aspettarsi di più)
  • l'afflusso di persone agli impianti era più che discreto ma non certo da pienone 
  • il paese era sostanzialmente deserto, chiusa la stragrande maggioranza delle abitazioni
qualcuno che c'era é disposto a confermare o devo aspettarmi accuse di disfattismo e negatività?

Se aggiungo che:
  • ove queste condizioni meteo si protraessero, é ben difficile pensare a una Pasqua sugli sci a Piazzatorre
  • salvo arrivi una nuova glaciazione, la brevità delle stagioni sciistiche rende evidente che lo sci da solo non porta da nessuna parte
  • é auspicabile riaprire gli impianti già a giugno (almeno nei fine settimana) e mantenerli aperti tra il 26 luglio e il 17 agosto, per favorire l'afflusso di turisti e invogliarli a salire in quota
  • attendo con un misto di curiosità e speranza che qualche anima pia si decida a intervenire sulle ex Colonie, demolendo e ricostruendo sul terreno della Bergamasca, e ristrutturando la Genovese, così da restituire dignità a quei due luoghi
passo per uno che a Piazzatorre ci tiene o per uno che la vorrebbe rasata al suolo?

Perché sapete, si può anche pensare positivo, ma la realtà ci aspetta dietro l'angolo.


domenica 16 marzo 2014

Dati, non parole!

In un'epoca nella quale vanno per la maggiore i venditori di fumo (soprattutto dalle parti di Palazzo Chigi), é bene ogni tanto spiattellare qualche numero ufficiale e fare un bagno di realtà.

L'ispirazione di fornirvi qualche numerello me l'ha data il precedente post di Mara. Il tema era l'entità dell'indotto che viene generato dagli sport invernali, a loro volta (ma tanto varrebbe dire "a sua volta" visto che si finisce sempre per parlare di sci alpino) tenuti in vita dagli impianti di risalita.

I documenti ufficiali sui quali basarsi per fare ognuno le proprie valutazioni sono quelli pubblicati dall'Osservatorio Turistico della Provincia di Bergamo.

Vediamo.

Il rapporto congiunturale consuntivo per la stagione invernale 2012-2013, riferito al Sistema Turistico delle Orobie Bergamasche ci parla di "una stagione di buon innevamento" nel corso della quale le presenze turistiche in Valle Brembana sono DIMINUITE (in raffronto all'inverno 2011-2012 ben più avaro di neve) nelle località sciistiche del 20,6% e in quelle non sciistiche del 37% (il dato conferma che d'inverno in montagna si va soprattutto per sciare, ma va?). Le presenze alberghiere sono diminuite anch'esse, rispettivamente, del 9,6% nelle località sciistiche (apperò!) e del 7,6% in quelle non sciistiche.

La medesima analisi congiunturale per l'estate 2013, mostra, per la Valle Brembana, un AUMENTO di presenze del 7,9% rispetto all'estate 2012, con un +4,4% di presenze alberghiere.

Intendiamoci, le percentuali da sole significano poco, la mancata pubblicazione dei "numeri assoluti" é una grave pecca di questi report, anche se credo non sia affatto casuale o, peggio, dovuta a sciatteria: pubblicare il numero di presenze, tanto più disaggregato per comune, significa mettere le singole realtà con le spalle al muro, dal momento che le presenze in numero e non in percentuale chiariscono subito di cosa si parla.

Prendiamo Piazzatorre: "Secondo le informazioni fornite dall’Amministrazione Comunale, il dato medio di presenze nei fine settimana si attesterebbe intorno ai 1’000 – 1’500 abitanti mentre nei momenti di più alta affluenza (periodo natalizio ed agostano) gli abitanti raggiungerebbero i valori di 8’000 – 8’500 unità". (fonte: Oliveri S., Fraternali D., Girotti A., "Studio di pre-fattibilità relativo alla possibilità di attivare una rete di teleriscaldamento alimentata a biomassa legnosa nel comune di Piazzatorre", 2013).

Voi avete mai visto in un fine settimana di aprile, maggio, settembre, ottobre, novembre, 550-1.050 turisti? Io mai. A Natale posso averne stimati 3.000, e ad agosto, al più, 5.000.
Certo, la frase che ho riportato non é chiarissima, prima parla di presenze, poi di abitanti "esogeni", bisognerebbe che chi ha fornito quei numeri si mettesse d'accordo con sé stesso: le presenze sono i pernotti pro capite, sicché 1.500 persone sono una cosa, 1.500 presenze tra il venerdì e la domenica (due pernotti) sono un'altra cosa, esattamente la metà della prima. Capite bene, quindi, quanto sarebbe importante, per parlare (con cognizione di causa) di turismo e di indotto avere i numeri assoluti, quelli che, stranamente, nessuno pubblica.




domenica 9 marzo 2014

Tutto ciò che vi pare ma non parlatemi di indotto

Mercoledì e Giovedì, 5 e 6 marzo, pochi ma buoni.
Venerdì 7 marzo, un po' di più ma ancora buoni.
Sabato 8 marzo, molti di più, quasi troppi direi, e meno buoni, purtroppo: col numero aumenta anche la percentuale di cafoni.
In sintesi, piste piene e paese (anzi, paesi) vuoti.

Ora, potete raccontarmi quel che vi pare sull'imprescindibile necessità di aggrapparsi allo sci per garantire un futuro al paese, ma ciò che ho visto dopo due anni di assenza dall'Italia e, soprattutto, ciò che ho sentito tra i commenti di coloro che si apprestavano a poggiare il sedere sulla seggiovia, mi ha fornito un quadro della situazione ben difficilmente contestabile.

Se nemmeno una stagione nella quale, paradossalmente, i giorni di chiusura degli impianti sono stati causati da troppa neve, non da troppo poca, riesce a far riaprire le mitiche seconde case in numero apprezzabile; se nonostante il panorama, il cielo terso, le due piste ben lavorate ecc. ecc., alla fine della fiera impera il mordi e fuggi e, udite udite, "a Piazzatorre si viene solo perché é comodo e a ....... [non faccio il apposta nome] fa troppo freddo", é fin troppo chiaro che ANCHE con gli impianti aperti si potrà solo sopravvivere o, al massimo, vivacchiare.

Mi spiace per coloro (addetti agli impianti, maestri, gestori rifugio) che in questa stagione hanno lavorato (e per quel che ho visto lavorano bene, i limiti più vistosi li ho notati al Rifugio nella giornata di sabato: non tanto la sala, quanto gli altri servizi, dalle toilettes al noleggio sdraio/lettini, non reggono l'afflusso), convengo che piuttosto che niente meglio piuttosto, ma non saranno i fine settimana a cambiare la vita di Piazzatorre, non fosse altro perché molti utenti NON soggiornano lì, né in albergo né in casa (e a chi non lo sapesse, faccio presente che non sono pochi coloro che una casetta o una casona l'hanno, oltre che a Piazzatorre, anche in altre località sparse per l'arco alpino). Quel che spendono extra impianti lo spendono, e non tutti, al Pinete, altrimenti nemmeno quello.

Non parlatemi quindi di indotto, é un fenomeno così limitato da essere inesistente, almeno nella Valle dell'Olmo, forse le cose cambiamo nel ramo di Branzi, Carona, Foppolo, sempre Val Brembana é, ma con le sue peculiarità, inutile stare a far paragoni che lasciano il tempo che trovano.

Ripeto ad nauseam, o si trova il modo di portare altre attività a Piazzatorre o non ci sarà neve che tenga.

A maggio si vota, leggeremo le proposte dei candidati.


giovedì 13 febbraio 2014

Inglisc? No tenchiu

Che impudicizia questi foresti che pretendono di fare i turisti senza spiccicare una parola di ugro-orobico! E che diamine! Già vi si fa un piacere a farvi arrivare fin qua, passi che siete dei morti di fame che al massimo prenotano un paio di notti in albergo, passi che anziché strafogarvi di taragna vi riducete a sbocconcellare un panino, ma che non vi portiate appresso un traduttore, é veramente una cosa vergognosa.

Si scherza, ma c'é poco da scherzare. La notizia parla di Bergamo, ma fossimo stati a San Pellegrino sarebbe cambiato poco. Quante strutture si sono adeguate nel corso degli anni a ospitare turisti stranieri? Quante lo stanno facendo in vista del salvifico EXPO 2015, per il quale non c'é provincia lombarda che non sia corsa al Pirellone a rivendicare quattrini e patrocini per organizzare "eventi" (quali che essi siano) con l'aspettativa di attrarre visitatori?

Quattro giorni. E' il tempo medio che si ipotizza un visitatore straniero dedicherà al suo viaggio in Italia per l'EXPO. 

Arrivo a Malpensa o a Orio, via di corsa ai padiglioni espositivi. Primo giorno andato.
Seconda tappa Milano. Secondo giorno andato.
Ne restano due. Al momento l'ipotesi é che pigli Italo/Frecciarossa e se ne vada a Roma. Sarebbe comprensibile, soprattutto per i turisti americani o asiatici, mica gli ricapita di tornare a breve in Italia.
Restano gli Europei, loro magari Roma l'han già vista, Firenze e Venezia pure. 
Se si vuole trattenerli in Lombardia (niente campanilismi, non é il caso), non basta raccontargli che ci sono i laghi e le montagne, bisogna sapergli dire cosa ci troveranno e cosa ci potranno fare. 
E assicurargli che quando apriranno bocca non verranno guardati come dei poar laù.

venerdì 17 gennaio 2014

Avanti così! Facciamogli male (al turismo).

Se la Benemerita non ha di meglio da fare, potremmo sforzarci di fornire suggerimenti. Se, invece, qualche bel tomo ne ha sollecitato l'intervento per far capire che non gradisce camminatori e ciaspolatori (che, a differenza degli sciatori e degli snowboarder, non pagano il giornaliero né, visto che usano le loro gambe, la salita in seggiovia), allora saremmo davanti a un esempio di stupidità volto a colpire le forme di turismo invernale più sostenibili in assoluto.

Ribadiamo un concetto che ci é caro: la montagna é di tutti coloro che la amano, senza distinzioni di censo o di pratica preferita nel tempo libero. Non esiste che, con la scusa della sicurezza, si creino frequentatori di serie A (tanto per cambiare, gli sciatori) e di serie B. 

O le piste battute stanno per diventare come le spiagge privatizzate, dove se non paghi il bagnino non ti fa passare per arrivare alla battigia?

venerdì 10 gennaio 2014

Apertura stagione 2013-2014. Le mie impressioni - Seconda Parte.

Bene, dopo aver parlato delle mie impressioni su questo primo scorcio di stagione invernale che ha visto la parziale riapertura degli impianti di risalita, in questa seconda parte mi soffermerò sul rapporto tra di essi e Piazzatorre.

Il primo punto da affrontare riguarda la gestione. Ho già detto che ITB ha compiuto un miracolo nel riattivare gli impianti e che il lavoro che sta svolgendo é più che buono, al netto di modesti rilievi che facilmente possono essere rimossi.

Non so, tuttavia, se ITB possa essere, dopo questa stagione 2013-2014, "la" soluzione definitiva per la gestione degli impianti. Il fatto che ITB gestisca Valtorta-Piani di Bobbio, sulla quale i numeri sono ben più pesanti potrebbe anche indurla, qualora non si giungesse all'unificazione effettiva Vaga-Soliva, a fare di Piazzatorre-Vaga una stazione di feeding verso Valtorta e non il contrario.
Vi é poi un aspetto legale da non sottovalutare: un conto è la gestione affidata d'urgenza, senza gara pubblica, che per sua natura non può protrarsi oltre questa stagione (capito Sindaco?), altro conto é l'affidamento per n anni, che richiede obbligatoriamente una procedura di evidenza pubblica, aperta a tutti gli operatori interessati. In tale prospettiva il gestore potrebbe anche cambiare.

Secondo punto: i ritorni economici per Piazzatorre.
So che su questo argomento si aprirà il circo, amen. Cominciamo con l'affermare ciò che tutti hanno potuto vedere ma che molti negheranno ostinatamente: tra il 27/12 e il 6/01, Piazzatorre era tutt'altro che piena come un uovo. Il riscontro é empirico, lo preciso prima che arrivi il farmacista di turno a contestare dati che nessuno ha: sono un buon osservatore, finestre aperte e luci accese non mi sfuggono, e a far quattro conti per estrapolazione ricavando una percentuale attendibile sono ancora in grado, eravamo sotto il 50% di alloggi occupati. 
Molte presenze, certamente, ma sempre inferiori sia alla media sia al picco estivo (le tre settimane tra lug-ago), sciatori villeggianti in Piazzatorre comunque minoranza rispetto al totale dei villeggianti stessi. 
Picco di presenze tra il 30/12 e l'1/1. Da questo punto di vista la riapertura degli impianti non ha mutato di una virgola lo scenario degli ultimi quattro anni.
Tra gli sciatori una discreta quota era pacificamente rappresentata da non villeggianti, saliti in giornata (magari anche per due-tre giorni consecutivi nel caso di soggiorno in paesi vicini); questi, negli esercizi pubblici e negli alimentari di Piazzatorre (escludendo il Rifugio Gremei e il bar dell'Albergo Pinete) non hanno speso un solo euro.

Liberi di trarre le conclusioni che più vi piacciono, per me quanto osservato conferma ciò che qui abbiamo sempre detto: il funzionamento degli impianti di risalita é importante per il richiamo turistico, ma in assenza di una politica turistica sviluppata sull'intero arco dell'anno attraverso un'offerta plurima e non concentrata solo sulla pratica degli sport invernali, NON é in grado di costituire il pilastro dell'economia locale.
Vi evidenzio che la riapertura degli impianti non ha impedito la repentina chiusura del negozio di abbigliamento che aveva riaperto la scorsa estate nei locali ex Arioli Sport, né impedirà che il negozio di alimentari di via XX Settembre (quello del papà dell'attuale Sindaco) chiuda a fine febbraio p.v.
E' fuori strada chi accusa di ignoranza gli abitanti della valle che restano indifferenti (o addirittura ostili) rispetto al tema degli impianti. Essi fanno un semplice ragionamento economico, se non vedono ritorni si dedicano ad altro, punto. La loro posizione é assai meno pregiudiziale e preconcetta di quella dei "milanesi" che pretendono di dettare la linea ai residenti.

Terzo punto: la sostenibilità del carico turistico.
Qui sono manifesti dolori. Il problema n. 1 di Piazzatorre é la sua armatura urbana, davvero troppo debole. Paradossalmente, che sia aperta solo la Vaga é una fortuna, perché se il comprensorio fosse stato già unificato, ma con i soli Gremei 1 e 2 in funzione, Rossanella sarebbe probabilmente soffocata sotto il carico delle presenze, certo più numerose (15 piste attraggono ben più di 2, su questo penso si sia tutti d'accordo). Ora, immaginatevi il via vai lungo i due assi viari di Piazzatorre, uno messo peggio dell'altro quanto a buche e sconnessioni, immaginatevi le auto parcheggiate anche sugli alberi (in assenza di altro posto) e se riuscite a non inorridire siete pronti per trasferirvi a vivere anche a Lagos, dove il caos e i rifiuti abbandonati per giorni rallegrano l'ambiente e fanno folklore.
Morale: prima di vaneggiare di unificazione del comprensorio sarà bene ricostruire gli impianti di risalita verso Soliva e attrezzare parcheggi adeguati.

martedì 7 gennaio 2014

Apertura stagione 2013-2014. Le mie impressioni - Prima Parte.

Bene, allora, tornato bel bello dall'amato paesetto, vi propongo le mie personalissime opinioni riguardo la nouvelle saison inaugurata con la riapertura degli impianti.

Comincio col dire che le critiche lette sul forum vallare e arrivate anche qua sono certo legittime e potenzialmente benefattrici ma, secondo me, ingenerose. Da ITB non si poteva pretendere di più, credo abbiano già fatto miracoli stante il poco tempo messo loro a disposizione.
Tutto é perfettibile, ovvio, non nascondo che alcune perplessità hanno colto anche me, ma come vedrete tra poco nulla di realmente grave né irrimediabile.

Inizio allora col dire cosa non mi é piaciuto:

  • l'accessibilità in generale (che non dipende da ITB ma dal Comune). Il parcheggio del Pinete é...del Pinete, quindi discorso chiuso, nel senso che non può essere assunto a luogo d'arrivo, é già cara grazia che si lasci far manovra alla navetta. Il parcheggio sottostante era in condizioni pietose, non aggiungo altro. In ogni caso emerge, grande come un casa, che se l'afflusso fosse stato maggiore (altro che lamentarsi per i soli 800 giornalieri!) sarebbe stato ingestibile. Su questo punto chi deve riflettere sarà bene lo faccia prima del prossimo inverno;
  • impossibilità di acquistare un mattiniero/pomeridiano in alternativa al giornaliero. Capisco la necessità di incassare il massimo possibile nel minor tempo possibile, ma a me é sembrato un approfittarsi un po' eccessivo;
  • impossibilità di pagare con Bancomat / CC;
  • la condizione del suolo alla partenza, troppo trascurato. Ho visto tanti bambini cascare sul ghiaccio, qualcuno farsi male e frignare, qualche adulto in difficoltà;
  • lo stato di parte delle attrezzature a noleggio (soprattutto le ciaspole), appena accettabile;
  • l'atteggiamento talvolta un po' "rustico" degli addetti. A chi non é familiare é risultato sgradevole, fidatevi;
  • l'incomprensibile "stop" alla salita del secondo tratto per chi non fosse dotato di sci. Ciaspolatori non escursionisti e turisti interessati solo a fare qualche foto e scendere si sono lamentati. Saranno pochi ma ne terrei comunque conto;
  • la tolleranza verso i "fenomeni" dello snowboard (ma anche di qualche sciatore). Non mi sono accorto ci fossero competizioni a premi, ma qualcuno sembrava convinto del contrario visto l'impegno che metteva nel seminare il panico tra chi scendeva più tranquillo e tra qualche sci-alpinista che saliva tenendo regolarmente l'esterno della "Panoramica" (più esterno ancora e finiva giù nella scarpata).

Cosa mi é piaciuto:


  • l'impegno di tutti gli addetti;
  • la rapidità nel preparare gli sci a noleggio;
  • l'elasticità nel concedere sconti non previsti (l'amico che era con me, con al seguito moglie e due figli, dopo il coccolone che s'é preso al primo giorno, al terzo ha spuntato una riduzione, piccola ma più che benvenuta);
  • la battitura delle piste;
  • l'informazione. Non ritengo del tutto fondate le osservazioni di chi l'ha giudicata scarsa o assente. Personalmente ho risolto tutto via telefono senza particolari problemi, al massimo ho telefonato due volte anziché una, non mi pare drammatico. Funzionasse sempre così sul lavoro, ci segneremmo col gomito!
  • la bravura dei maestri (io non ho figli, ma chi li ha e ha fatto prendere loro lezioni, ha apprezzato molto).

Veniamo al discorso Rigugio Gremei.

Anche qui, alcune critiche mi paiono eccessive. La cucina non é da gourmet, certo, ma si può pretenderla da un rifugio di montagna? La cortesia non é mai mancata e i prezzi mi paiono ragionevoli (tra l'altro, segnalo che, caso più unico che raro, il prezzo del caffè al banco, 1 euro, é lo stesso che pagai nel lontano 2002, gestione Berera se non ricordo male). 
Ottimo il wi-fi gratuito! Questo sì é un bel centro!
Se un appunto va fatto, e va fatto, é ai servizi igienici, trascurati e poco facilmente accessibili. Apro una parentesi per la stagione estiva (sperando che il rifugio sarà aperto): se non avete bagni adeguati a un disabile é tempo di pensarci e di realizzarli, perché quelli al seminterrato sarebbero impraticabili per una persona su sedia a rotelle. Non fate l'errore di dimenticarvi di queste persone, non é una questione giuridica ma di sensibilità. Anche loro possono salire da voi, utilizzando un fuoristrada, e una volta lì la pipì dovranno pur farla.
Altri appunti: 

  • la neve dal tetto, meglio toglierla. Ieri mattina (Epifania) verso mezzogiorno la temperatura era altina e chi transitava in prossimità della gronda era a rischio mini-slavina;
  • le sdraio, a 3 euro. Facciamo 1? Dai, pensateci, si può fare.

Siccome stasera sono lesso, chiudo qua. Domani o dopo scriverò la seconda parte, riguardante il discorso più generale del rapporto Piazzatorre-impianti. E non sarà piacevole per tutti.