lunedì 26 ottobre 2015

La fiscalità immobiliare é sacrosanta (e per nulla illiberale)

Secondo post per tornare un po' a disquisire sull'immobiliare, il grande motore dei cambiamenti vallari (che furono).
Lo facciamo affidandoci alle parole di chi d'economia se ne intende parecchio più di noi: Michele Boldrin, che insieme ad altro soggetto non meglio identificato, ha scritto questo pezzo su Noisefromamerika, un po' lungo ma di sicuro interesse per chiunque voglia approfondire il tema dell'imposizione fiscale sull'abitazione e, magari, scrollarsi da dosso un po' di luoghi comuni, specie quando si farnetica di "investimento immobiliare" da parte dei gonzi ingolositi dalla propaganda dei teleimbonitori del mattone, per arrivare alla classicissima "perla" che vorrebbe il settore delle costruzioni come volàno dell'economia.
Boldrin, in un linguaggio perfettamente accessibile ai più, smonta impietosamente queste solenni idiozie, seppellendo i falsi argomenti dei  No-IMU/No-TASI, e con essi i loro sostenitori, annidati anche nel Governo in carica.

martedì 20 ottobre 2015

Chiudere i cancelli quando i buoi sono scappati

Torniamo un po' alle origini, con due post, questo il primo, dedicati non tanto a Piazzatorre quanto al leit-motiv che ha guidato le sventure del paesetto e di tanti altri paesetti dell'arco alpino: la bulimia edilizia.
Chiaro che il fenomeno é assai più vasto, riguarda l'Italia intera e non può essere liquidato come circoscritto ad alcune zone più viziose di altre (anche se alcune non commendevoli eccezioni fanno propendere in tal senso).
La consapevolezza del disastro non é certo antica, né solida, basti pensare a certi commenti che tutt'oggi si leggono sui forum frequentati da ingegneri, architetti, geometri, dove non manca mai il testadura di turno a rivendicare il mitico ruolo dell'edilizia (e dell'indotto, of course) nella crescita economica del Paese.
Trattasi di fanfaluche, ma di queste si occuperà il prossimo post, dedicato peraltro alla fiscalità immobiliare.
Oggi preme più evidenziare che la necessità di ridurre al minimo possibile il consumo di suoli liberi é finalmente uscita dal dibattito accademico per entrare a pieno titolo nella disciplina urbanistica (vedasi, per la Lombardia, la L.R. n. 31/2014), e negli articoli della stampa non specializzata.
Recentissimo questo bel report pubblicato da l'Espresso, di agevole (e rattristante) lettura. Meglio tardi che mai, vien da dire, atteso che i cancelli dello spreco di suolo vengono chiusi a buoi abbondantemente fuggiti.
Quanto suonano stonate e antiche, di fronte agli scempi descritti, le trombe che squillano su giornali come Il Sole 24 Ore, ogni qualvolta un indicatore segnala la "ripresa delle costruzioni".
Certo, poi uno si ricorda che a presiedere Confindustria c'é un tal Squinzi, e allora fa due più due.
Proviamo comunque a restare ottimisti, considerato che aumentano coloro che sanno vedere un mondo dove il mattone non sia il protagonista assoluto della vita economica di un paese.

giovedì 24 settembre 2015

Le piccole cose che fanno bene alla montagna

Di faraonici progetti da decine di milioni di euro, rimasti sulla carta, e a volte nemmeno su quella, ne sappiamo qualcosa, vero? Pugni di mosche.
Per fortuna c'é anche chi s'accontenta di molto meno, e gode.
Come a Dumenza, paese con poco meno di 1.500 abitanti, posto al confine Italo-Svizzero, in un'area montana per alcuni versi simile a molte zone orobiche, fatte salve le quote, decisamente meno importanti (la vetta più elevata, quella del Monte Lema, arriva a poco più di 1.600 m s.l.m.).
Non avendo particolari numeri da spendere per attrarre chissà quali masse, né tenendo particolarmente a farcire l'abitato di residenze vuote per 50 settimane l'anno, ci si ingegna come si può per mantenere vivi i luoghi.
Ecco allora che sono benvenute iniziative come questa, che non fanno tanto rumore ma hanno il pregio di ricordare che la montagna é la montagna, non il parco giochi di una città in trasferta.

sabato 12 settembre 2015

Aggiornare cosa?

Un nostro affezionato scrutatore, ché lettore sarebbe troppo, ci esorta a chiude questo cesso di blog che nemmeno viene più aggiornato.
Ognuno cita gli argomenti in cui é ferrato, lui lo é in cessi e Mara glielo ha fatto notare.
Ma non di questo voglio scrivere, bensì del fatto che, é vero, non si aggiorna più un fico secco.
E sapete benissimo anche voi perché.

Perché non c'é alcunché da aggiornare. Dall'alta valle notizie nuove, nel senso che i dizionari attribuiscono alla parola "nuovo", semplicemente, non ce ne sono.
Forse che qualcuno di voi vede novità aggirarsi dove si parla di Piazzatorre?
Forse che questa notiziona del 1° agosto 2015 non é praticamente uguale a qualcuna pubblicata nel 2014?
Forse che il portale Brembanaski ci dice qualcosa che già non sapevamo?
Forse che le polemiche sul costo dei giornalieri non sono le stesse di sempre?
Vai sul sito web de L'Eco di Bergamo e la notizia più fresca su Piazzatorre risale al 24 gennaio 2015, per non parlare di Bergamonews, fermo al 28 maggio 2014 con la notizia dell'elezione di Valeriano Bianchi a Sindaco.

Eddaje su, la novità più rilevante dal Comune é l'ordinanza n. 1 (uno e unico, vien da dire) del 1° giugno 2015 che vieta il commercio ambulante in alcune vie del paese, fino a domani. E fa niente se dal 25 agosto il paese é tornato alla tipica animazione che lo contraddistingue dopo il clou delle due settimane che si stringono al ferragosto.

Non si aggiorna un blog che parla di un paese che NON HA SAPUTO NE' VOLUTO aggiornare sé stesso cambiando profondamente il proprio atteggiamento verso il turismo. E che se in questa estate 2015 ha potuto vantare più presenze lo deve solo alla minore disponibilità economica di molte famiglie costrette, volenti o no, a riscoprire la seconda casa che non sono riuscite a vendere.

O pensate che l'animazione per bimbi, sotto la "Vela" abbia risollevato le sorti di Piazzatorre?

Volete che il blog chiuda, e non vi accorgete nemmeno che la sua chiusura coincide con la vostra sepoltura.

venerdì 31 luglio 2015

Ma parliamo pure di questo

Prosegue la rassegna di esempi virtuosi di proposte realizzate a favore del turismo alpino estivo. Noi però non imitiamoli, non si sa mai, potrebbe persino essere che arrivino più turisti a scocciarci.

domenica 12 luglio 2015

Senza nemmeno andare in Trentino

C'é chi punta tutto sempre e solo sull'innevamento e chi si fa una ragione se questo non basta più e comincia quindi a darsi da fare SUL SERIO per sfruttare l'estate.

Fino a non troppo tempo fa certe iniziative intelligenti per attirare i turisti in montagna quando in pianura si raggiungono e superano i 30 gradi, le trovavi solo in Trentino, in Sud Tirolo, o comunque a troppi km da Milano per sbatterti un giorno o un weekend.
Ora non più.

Ora, a 100 km da Milano, e con un tempo di percorrenza che può essere più breve di quello per Piazzatorre (o per Foppolo), vai al Mottarone e ti diverti.
Ma il "peggio" é che ti diverti tutto l'anno, non solo d'estate.

E un pochino più in là si fanno cose che nelle Orobie Bergamasche no, al massimo in quelle Valtellinesi (che per Piazzatorre potrebbe pure andare bene. Ma anche no).

Boh, forse va davvero bene tutto così com'é, con un paese che per tutto Giugno é stato un deserto, salvo l'ultimo fine settimana, quando un po' di milanesi sfiancati dal caldo han deciso di fare il sommo sacrificio e salire.

domenica 21 giugno 2015

Effetto EXPO?

Punto di domanda d'obbligo. In tutta la valle vedete alberghi e ristoranti che espongono all'esterno il logo Expo 2015. Giusto, era il minimo, con tutto il battage pubblicitario che gli hanno fatto, e le "pompate" mediatiche per farlo passare come l'evento che avrebbe salvato l'Italia dalla recessione.

Ma dopo il cartello? C'é altro? Viene da dubitarne, e non per colpa di ristoratori e albergatori, sia chiaro, ma semplicemente perché, nei fatti, Expo é un evento venduto come italiano (in termini di ricadute) ma che si sta rivelando tuttalpiù milanese, con qualche modesta concessione a località turistiche sui laghi di Como e Maggiore.

La stragrande maggioranza dei visitatori di Expo va a Expo e torna a casa, anche perché visti i costi por chi vuole passarci una giornata intera, a sera il portafogli rischia di essere desolatamente vuoto.
Che non ci credano troppo neppure coloro che il cartello pure l'hanno messo é fin facile capirlo, in questi giorni molti esercizi sono chiusi per ferie, in attesa di riaprire per la stagione estiva ordinaria.

Insomma, "la grande occasione" non era così grande, pare.

Non a caso la scorsa domenica l'Eco riportava un articolo dedicato al boom di prenotazioni negli alberghi del Sebino, sì, ma non per Expo, per l'evento che nel 2016 vedrà l'artista Christo realizzare un'installazione sul lago, per la quale fiocca interesse fin dagli USA e dal Giappone.

Alla faccia di chi voleva nutrire il pianeta facendo fuori 300 ettari di aree agricole alle porte di Milano.

mercoledì 3 giugno 2015

privacy policy

(post di servizio)
Per quanto ritenga che la cosiddetta "privacy" sia una baggianata, siccome questo blog é registrato in Italia, paese dove la prudenza non é mai troppa per difendersi dalla stupidità del legislatore, vi ammannisco di questa bella informativa.
ps: noterete che l'impostazione fa schifo. Ciò é voluto. Non intendo spendere un secondo più del necessario per questa emerita scemenza, quindi ciò che leggete é un copia-incolla brutale, senza formattazione alcuna.

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sabato 23 maggio 2015

Tu vuò fà 'o sciatore...

...sciatore, sciatore, ma sì nato a Milano, sient'ammé nun ce sta nient'affà, occhei bauscià!



http://www.skiarena-milovice.cz/

domenica 10 maggio 2015

Non sanno di cosa parlano

Forte amarezza per questa notizia, l'ennesima dimostrazione che a Milano non sanno di che parlano quando discutono della montagna.
Depotenziare, sino a renderlo moribondo, l'ospedale di San Giovanni Bianco significa dire agli abitanti della Valle Brembana "di voi non ci frega nulla", andatevene a Bergamo o a Ponte San Pietro a farvi curare, e se vi capita un malore forte, un infarto, vi casca dell'acqua bollente addosso, beh, tanti auguri, buona fortuna.