Piazzatorre è un paese della Valle Brembana, in provincia di Bergamo. Era una località turistica parecchio in voga. Ora vive forti difficoltà e deve rinascere. Un progetto immobiliare di "rilancio turistico", secondo noi sbagliato, al momento sembra fermo, e non è detto che ciò sia un male, anzi. Per salvare gli impianti sciistici si può, si deve, fare dell'altro. Si può farlo uniti. MAIL: salviamopiazzatorre@gmail.com
sabato 29 dicembre 2012
venerdì 21 dicembre 2012
Circo Barnum
Come diceva Flaiano, la situazione é tragica ma non seria.
Quale altra considerazione si potrebbe fare dopo la lettura di quell'Epopea di Gilgamesh che sta diventando il topic dedicato a Piazzatorre sul forum vallare?
Rinvio a scorrere tutti i commenti a partire da questo, sino alla fine del topic.
A me sembra che davvero più manicomio di così sia difficile. In tutta franchezza, é la riprova che Non può essere questo blog la causa dei mali di Piazzatorre e che quest'ultima va ancora salvata: dalle sue lotte intestine.
L'unica cosa che mi sento di aggiungere, non avendone trovato traccia nel forum vallare, é una domanda da non esperto di diritto civile: ma oggi, anche ammesso che si raggiunga l'auspicabile accordo tra le parti, se gli impianti sono pignorati, non spetterebbe comunque al Giudice a dare il via libera al loro utilizzo?
giovedì 20 dicembre 2012
Vincitori?
Volevo scrivere questo post prima dell'intervento di SKIWEGGER, ora ne amplierò un pochino i contenuti.
Avrei comunque scritto che quel che sembra l'epilogo pessimo del 2012, ma forse non tutto é definitivamente perduto, non vede alcun vincitore.
Di certo non abbiamo vinto un accidente noi: forse la cosa vi sfugge, ma il Programma Integrato di Intervento (giuridicamente morto) non é mai stato revocato dall'amministrazione comunale, che se lo tiene al calduccio in qualche cassetto, pronto a rispuntare fuori, oplà, come un folletto malefico.
Quando avremo contezza della revoca di quel PII potremo dirci soddisfatti. Di quello, perché, come abbiamo ripetuto allo sfinimento, gli interventi sulle ex Colonie, fossero pure di totale demolizione e ricostruzione, ampliamento, sopralzo, quello che vi pare, sono sa-cro-san-ti.
Di certo non hanno vinto gli araldi dello sci a qualunque costo, quelli che ci tenevano così tanto a Piazzatorre che adesso hanno già prenotato altrove. Arrivederci a mai più, la vostra assenza farà solo bene.
Ha perso anche l'amministrazione comunale, prona di fronte a un progetto assurdo e sorda ai richiami di chi (noi), in tempi non sospetti manifestava numeri alla mano che i 55 milioni di investimento erano una bufala, che la premiata ditta M&V non sembrava avere quelle caratteristiche di solidità e affidabilità che necessitano di fronte a operazioni di tale portata.
Hanno perso i piazzatorresi, tutti, anche quelli cui degli impianti in fondo non frega nulla, l'immagine del paese é danneggiata anche per loro.
Ops, no, non tutti, uno soddisfatto dovrebbe esserci, quello che "voglio vedere il paese in ginocchio", beh, sembra essere stato accontentato. Se non sapete o non capite chi é non preoccupatevi, significa solo che non conoscete abbastanza le saghe di Piazzatorre, in fondo é meglio così.
Come ho già detto, il titolo al blog non lo cambio, troppo casino. Però ho trovato corretti alcuni rilievi e ho modificato l'incipit, fermo restando che la metafora di Paolo la trovo corretta, non é nascondendo la parola crisi che i problemi passano.
Ora, visto che la pausa pranzo sta finendo anche per me, non mi resta che augurare a tutti voi buon Natale e miglior 2013, soprattutto a Piazzatorre, alla quale auguro anche, DI CUORE, che la mediazione in extremis condotta dal sindaco vada a buon fine. Da quaggiù mi piacerebbe sapere che le cose tornano a girare per il verso giusto.
sabato 15 dicembre 2012
Una cena? Purché si paghi il viaggio
Caro Macky, io la cena "a casa di Mara&C." non l'ho proposta, ma se ci tiene posso ospitarla.
Si paghi il biglietto però, perché il mio attuale domicilio é dalle parti di Kebayoran Baru, Jakarta, Indonesia (son solo sei ore di fuso orario), sto qua da un annetto salvo i rientri in Italia e ci starò ancora per parecchio.
Spiritosate pure se pensate possa servire, noi "custodi delle verità assolute" siamo certo meno britannici di voi quanto a sense of humor.
Di verità assoluta c'é solo che la vostra fede incrollabile nello sci-motore-di-sviluppo-e-unico-dio-in-terra-per-sostenere-le-comunità-di-montagna, sembra fare un po' cilecca.
Qui magari spariamo proposte a vanvera sperando prima o poi di imbroccarne mezza giusta su venti sbagliate, da voi ne sento sempre e solo una, quella che ha fallito.
Thanks to SKIWEGGER per il commento pacato, vorrei solo fargli presente che né io, né Paolo, forse un pochino lo era Claudio, lui sì, siamo verdi-anticonsumisti, né ci sentiamo oracoli e onniscenti. Proviamo a affrontare un problema che ci sta a cuore usando un approccio diverso, e se per caso coincide (ma non credo) con quello di chi crede in determinate ideologie, beh, amen. Il mondo é complesso, pensare di affrontare le situazioni con schemi semplici é da illusi.
Al prossimo post, e a quello dopo. Entrambi in preparazione.
venerdì 14 dicembre 2012
Qua o là, per me pari son
Un commento all'ultimo post di Mara mi ha solleticato una riflessione. Mi sono chiesto quali sono gli stimoli a recarsi in un luogo piuttosto che in un altro.
Banalità assoluta? Non tanto.
Penso, invece, che la nostra decisione di raggiungere una località di vacanza anziché un'altra sia dettata da valutazioni speculative che nemmeno ci accorgiamo di fare. Singoli elementi tipici della scelta potrebbero essere: bellezza dei luogo, offerta di divertimenti, costi di viaggio e soggiorno, distanza, tempo di percorrenza, suggestioni dettate da amici/conoscenti o letture/reportage, altro.
Come scegliamo però? Facendo una media o dando prevalenza a uno o massimo due elementi?
Ognuno ha sicuramente una sua risposta personale e non ci interessa qui fare una statistica. Trovo più interessante provare a capire quali sono le conseguenze di una scelta, ma più ancora vorrei capire se questo sforzo sia mai stato fatto a Piazzatorre.
Al dunque: se tutta la decantata bellezza delle Torcole, bellezza oggettivamente tale, indiscutibile, non regge come elemento portante di una scelta nel momento in cui sulle Torcole potrei ciaspolare, farmi scarrozzare da una slitta trainata da cani piuttosto che da cavalli, divertirmi su una motoslitta, un sacco di cose, insomma, ma non sciare (o almeno non facendomi prima trasportare da un impianto di risalita), allora quell'elemento non é quello prevalente. E se così é, non c'é politica turistica, non c'é iniziativa, offerta, programma che possa reggere nel momento in cui l'unico "oggetto" che sostiene il flusso turistico viene meno.
In questo senso, cari turisti delusi da quello che sembra l'epilogo della vicenda Piazzatorre, non potete proprio rimproverare nulla ai Piazzatorresi, alle amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo, ai vari operatori che "ci hanno provato": siete VOI ad averli indotti in errore, loro hanno solo fatto ciò che VOI volevate.
Vi hanno dato delle piste da sci perché quello vi interessava, vi hanno dato degli impianti di risalita perché quello chiedevate, si sono ammazzati con la monocoltura dello sci alpino perché quella era la droga di cui VOI li avete convinti avessero bisogno. E avete continuato a farglielo credere anche quando li stavate già abbandonando per altri luoghi, di montagna, di mare, in Italia, all'estero, quando compravate pacchetti all inclusive a Santo Domingo e vi ricordavate di quel cazzo di paesino giusto per un paio di fine settimana durante i quali sfoggiare la tutina griffata o il SUV corazzato. Non contenti, pretendevate che sputtanassero un po' di più il loro paese, con nuove case, per consentire a VOI di giocare ancora sulla montagna che dicevate di amare ma che, in fondo, stavate solo scopando.
Ecco, io credo che le conseguenze di una scelta, a Piazzatorre non le avessero comprese. Adesso, che da Seregno "in mezzora" potete andare a Barzi, mentre a Piazzatorre mai e poi mai ci si arriverà in così poco tempo, nemmeno dopo la "Variante di Zogno", c'é chi (sbagliando) vi invita a non andare più da loro.
Noi, qua, vi diciamo: se avete un minimo di dignità alzate il culo e andate di corsa a Piazzatorre. Glielo dovete.
domenica 9 dicembre 2012
Nomi e cognomi
Sia ben chiaro: l'attuale situazione riguardante il pignoramento e la chiusura degli impianti non é figlia di nessuno, in compenso però, nella confusione, rischia di avere più genitori del necessario.
Il punto di svolta ha una data ben precisa: anno 2007. Fu allora che su Piazzatorre iniziò ad aleggiare l'ombra sinistra del Programma Integrato di Intervento.
Fino ad allora i problemi c'erano, ma, al netto della parabola discendente dello sci alpino come sport di massa (concetto che é bene rinfrescare), erano confinati entro diatribe tra proprietà e gestori, ancora affrontabili dotandosi di pazienza e buona volontà.
L'amministrazione dell'epoca, guidata da Federica Arioli, tentò di imprimere una svolta, un vero e proprio scatto di reni. Onore agli audaci, lo dico senza ironia.
Quella svolta però non nacque per caso né, sono certa, da una rivelazione ricevuta in sogno dalla dottoressa Arioli. Quando in una realtà territoriale così piccola si promuove un PII é perché l'input é arrivato dall'esterno dell'amministrazione. Questo non é un teorema, é un assioma.
Qualcuno, magari vicino alla/conosciuto dalla amministrazione comunale aveva in mente operazione e operatore, e li ha proposti entrambi. Le vicende successive non danno spazio a troppe alternative, non ricordo vi fu una corsa tra più soggetti per accaparrarsi il premio rappresentato dalla possibilità di attuare il PII. Alta Quota S.r.L. é stata varata a quello scopo, é salpata ed é affondata prima ancora di uscire dal porto, lasciando le sue rogne ai piazzatorresi, ai turisti, all'impresa che ora ha ottenuto il pignoramento della seggiovia.
Quel qualcuno abbia ora la compiacenza di dire pubblicamente "ho sbagliato".
mercoledì 5 dicembre 2012
Lo specchio
Di fronte al profluvio di commenti, proposte, improperi e quant'altro, di cui da giorni viene riempito il forum vallare, sommessamente vorrei portare l'attenzione su quello che personalmente considero lo specchio di Piazzatorre, in relazione al quale non mi ero mai esposto per mera delicatezza. Direi che giunti a questo punto se ne può fare a meno.
Lo specchio si chiama Montecampione.
Non sta in Val Brembana, bensì qualche chilometro più in là, in Valle Camonica (BS), ma le analogie con Piazzatorre, almeno per quanto riguarda la vicenda impianti, sono parecchie.
Solo due veloci links, poi chi vuole approfondisca per i fatti suoi.
Sto sul 2012, giusto per accennare a qualcosa di relativamente recente:
Direi che é sufficiente per far capire che sarebbe bastato guardare un po' più in là del proprio cortile per imparare cosa NON fare, NON dire, NON minacciare, NON promettere.
E per capire che una soluzione per Piazzatorre, ammesso che ora possa esistere, é tutt'altro che dietro l'angolo, i Mr Wolf de noantri si astengano dal fornire ipotesi fantasmatiche destinate a schiantarsi contro i fatti.
lunedì 3 dicembre 2012
La dura legge della contrattazione
A Piazzatorre salta (per adesso) l'apertura degli impianti "Vaga", causa mancato accordo tra più parti. Partono lo stracciamento di vesti e gli sfoghi di protesta contro i presunti responsabili, pur senza ben conoscere le ragioni degli uni e degli altri. No problem, fa un po' parte del folklore.
Sarebbe bene però non dimenticare che se la trattativa é saltata ciò non é dovuto a un risveglio mattutino un po' tribolato, bensì alla mancata soluzione di divergenze che, nel loro nucleo, riguardano pur sempre diritti reali (nel senso civilistico), diritti ai quali sfido chiunque a dimostrare che rinuncerebbe senza batter ciglio.
Leggo poi in questo estratto da L'Eco di Bergamo, che i disaccordi son di casa anche altrove (vedasi a pag. 35 l'articolo su Colere e la polemica con altri centri sciistici). Piccola parentesi: ho utilizzato per avere l'estratto del quotidiano l'ottimo servizio di Orobie Vive, sito nel quale non ho trovato inni alla gioia per la chiusura di Piazzatorre, come qualcuno va scrivendo sul forum vallare, magari non li ho visti.
Insomma, per quanto possa spiacere, i contratti si firmano se le parti si accordano intravedendo reciproco vantaggio, evidentemente nel caso di Piazzatorre qualcuno ha valutato che il gioco non valesse la candela, punto. Gli improperi non servono a nulla, proprio a nulla, se non a far scrivere altre sciocchezze del tipo "turisti statevene a casa".
Invece no, chi ne ha la possibilità DEVE andare a Piazzatorre, se la ama davvero, infischiandosene della seggiovia ferma. Si può pur sempre ciaspolare eh!
sabato 1 dicembre 2012
Dagli amici mi guardi Iddio...
Beh, che dire, Piazzatorre ha problemi interni non indifferenti, ma di fronte a notizie come questa, antecedenti quella funerea della scorsa notte (la non apertura degli impianti per la stagione 2012-2013), qualche domanda su chi sono gli "amici" su cui una località può contare, io comincerei a farmela.
giovedì 29 novembre 2012
Lo sfigato
Stasera, 29 novembre 2012, a Piazzatorre sta facendo la sua comparsata uno dei politici contemporanei più sopravvalutati: Maroni Roberto, da Lozza (VA).
L'eterno secondo che per diventare primo ha dovuto attendere il rimbambimento del capo, l'uomo che da ministro aveva garantito un futuro radioso per la sua città, Varese, alla quale non ha saputo assicurare una viabilità d'accesso decente, e che (vedi quant'é cattiva la sorte con gli sfigati) salvo miracoli dell'ultima ora si vedrà retrocessa a ciò che fu sino al 1927, cioé un territorio vassallo di Como.
Non male per uno che pretende di essere, oltre che l'operatore ecologico all'interno del suo partito di beoti, il futuro "governatore" della Lombardia.
Io non so se stasera sia effettivamente arrivato a Piazzatorre, in cerca di rinvigorire gli stracchi rapporti con valligiani convinti che il mondo civilizzato termina dalle parti di Dalmine, spero di no, perché di uno sfigato come lui (che nell'Italia post Monti conterà come il due di picche con briscola di cuori) Piazzatorre non ha davvero bisogno.
domenica 25 novembre 2012
Voltare pagina
Mentre a Piazzatorre ci si arrovella sulla apertura delle Torcole (solo la Vaga, non anche la Soliva, no nessuna delle due!) in conseguenza del forfait dato dal pur bravo imprenditore bresciano Massimo Botta (che ha ceduto le sue quote a un altro soggetto), non avendo voglia di entusiasmarmi per questa stantìa diatriba (troppo forte l'odore di muffa), mi sono dedicato a leggiucchiare il Programma di Sviluppo Turistico per le Orobie, un documento non recentissimo (risale al 2008).
Trovate il cosiddetto "Documento strategico" a questo indirizzo. Non sperate contenga chissà quali pensate. Il documento é uno dei numerosi affastellamenti cartacei che ingolfano le scrivanie di sindaci, assessori provinciali, assessori regionali. Caratteristica comune a tutti questi infusi di "strategie" (é pieno di Rommel e Montgomery là fuori, l'avreste mai detto?) é la stereotipazione delle affermazioni: potreste prendere una manciata di documenti strategici, frullarne i contenuti, riassettarli alla meno peggio, e quel che otterreste non si discosterebbe più di tanto dai contenuti di partenza di ognuno.
Guardatevi le pagine 70 e 71, che riguardano l'analisi SWOT per la Valle Brembana, c'é quel che serve per capire cosa non si é fatto e cosa si é fatto di sbagliato. Un po' meno per quanto concerne quel che si potrebbe fare.
Proseguite nella lettura delle varie "strategie" (ancora!) e governance (parolone dietro al quale, come spesso capita con i paroloni, si nasconde la confusione o il nulla), scoprirete che tra "marchi", "tavoli", "agende", "coordinatori" e "monitoraggi", é tutto un profluvio di iniziative che solo in parte, e in misura non sempre significativa, c'entrano col turismo.
Scaricatevi poi le schede d'intervento recate attraverso i "Piani d'azione", capirete meglio perché questi strumenti, i PST, servono (a chi li fa, ai consulenti tecnici, a chi li valuta, a chi progetterà interventi, a chi riceverà finanziamenti pubblici per opere d'interesse privato, ecc.) pur senza essere efficaci.
Grande assente di questi piani é il turismo inteso come vocazione, come cultura dell'accoglienza, come consapevolezza di legami tra uomo e territorio. Ecco perché serve voltare pagina, chiedendo agli operatori del settore di smetterla con le lagne rivolte alla politica, chiedendo a quest'ultima di smetterla di costruire ragioni per essere interpellata.
domenica 18 novembre 2012
Durissimo colpo per lo sci alpino!
La parabola dello sci alpino rischia di chiudersi drammaticamente!
La spietata concorrenza di blasonate località marine dello Stivale sta per portare un assalto finale decisivo.
Dal Moncenisio al Tarvisio é allarme!
CITOYENS! AUX ARMES!
post ironico, astenersi seriosi e fanatici vari
lunedì 5 novembre 2012
Ma cos'é questa crisi? parapà papà
Crisis? What crisis? Su su, come diceva quell'altro "i ristoranti sono pieni, si fatica a prenotare l'aereo [lui no, ha quello privato] e la gente gira con due telefonini".
Abbiamo visto come é (non ancora temo) finita.
Dunque sursum corda, per Sant'Ambroeus e l'Immacolata code oceaniche nelle valli e lungo i litorali, traffico a rilento tra Rioveggio e Barberino del Mugello, e outlets che esplodono per la troppa ressa.
Ah già! Quasi dimenticavo, controllare le funi portanti che col troppo carico rischian di cedere.
Ho intitolato questo post prendendo a prestito Rodolfo de Angelis, ma avrei potuto usare un titolo più prosaico: fughe dalla realtà.
domenica 4 novembre 2012
Ovvietà indigeste
Ci pensa il Corrierone di ieri a ricordarci che non c'è la coda per acquistare case nelle valli, cosa risaputa per chi voglia tenere gli occhi aperti sulla crisi e sull'evidenza che una seconda casa rischia di essere per sempre come un diamante, ma senza la stessa aura di romanticismo.
Il surplus edilizio esistente dovrebbe costituire elemento più che sufficiente a evitare nuove espansioni e "completamenti" (nel senso che completano l'inadeguatezza funzionale di una struttura urbana già precaria, ammazzandola definitivamente), per puntare a recupero e riqualificazione dell'esistente, ma tant'é, i Comuni pensano ancora a far cassa con gli oneri e l'IMU (che adesso, per inciso, farà fuggire chi ha abbastanza gambe per correre).
L'offerta edilizia va tutt'ora per la maggiore, i commercials delle varie società che propongono tramite bionda d'ordinanza "la tua casa nel verde delle valli bergamasche, a partire da 59.000 €" sono trasmessi un giorno sì e l'altro pure su varie reti (é bastata una settimana a Milano per farsi una cultura televisiva in materia); l'offerta turistica vera, quella che si basa sui servizi al turista, langue e sembra affidarsi più alla buona volontà di qualche pro loco o di qualche comitato, i professionisti del settore non paiono mostrare troppo interesse. Tempo di farsi delle domande? Forse sì.
Intanto, la neve sulle Orobie é arrivata, Foppolo apre e Valtorta pure, almeno così pare. Da Piazzatorre nessuna segnalazione pervenuta. Frammentazioni proprietarie e assenza di bacino idrico artificiale pesano ancora parecchio sul futuro degli impianti, forse la buona volontà e la competenza di chi é subentrato ad Alta Quota nella gestione della Gremei reggeranno un'apertura a metà anche per questo inverno, ma é evidente che parliamo di prospettive a breve termine.
Checché ne dicano i cementificatori seriali, non é a nuove case che occorre rivolgersi con lo sguardo speranzoso. Anche sciogliendo i nodi delle proprietà degli impianti (auspicabilmente senza impiego di soldi pubblici!) o si costruiscono un'offerta turistica e, parallelamente, una lavorativa (nei servizi all year long per turisti) o non si andrà comunque molto lontano.
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