venerdì 7 gennaio 2011

D'inverno fa freddo, d'estate fa caldo

Dai nostri servili e demenziali organi di informazione, giornali o tv poco cambia, non ci aspettiamo granché, ben sappiamo che legano l'asino dove il padrone vuole e quando il padrone sonnecchia si dan da fare per riempire palinsesti e colonne con notizie farlocche o con dichiarazioni da monsieur De Lapalisse.

Non fa eccezione un (meno) noto quotidiano locale della provincia di Bergamo, che riporta, appunto, questa folgorante (o folgorata?) dichiarazione: «Col tempo e con i notevoli investimenti per impianti nuovi e per lavori che si attendevano da 40 anni, dall’innevamento artificiale, alla nuova pista di San Simone fino al tappeto coperto a Carisole per i bambini, molta clientela che in passato avevamo perso è tornata – spiega Andrea Bosco di Bremboski -. Si tratta soprattutto di persone che hanno riaperto le seconde case, che ancora ora si vedono illuminate, mentre per anni le finestre sono rimaste chiuse».

Sappiatelo, trattasi di banalità. In assenza di un rilevamento capillare, nessuno è in grado né di provare che quest'anno vi sia stato un maggior afflusso di turisti nelle seconde case, né che l'eventuale maggiore afflusso sia direttamente correlato agli investimenti sugli impianti da sci.

Vale tutto e il suo contrario. Per quel che ho potuto constatare di persona, i giorni clou (30 e 31 dicembre, 1 e 2 gennaio) non hanno visto un aumento di presenze nelle seconde case "come non lo si vedeva da anni", né, lo ribadisco, una coincidenza tra afflusso turistico e presenze sulle piste, almeno a Piazzatorre, dove MOLTI turisti la neve l'hanno vista ma hanno evitato di calpestarla.

Siccome "accà nisciuno è fesso", sappiamo fon troppo bene che certe notizie vengono diffuse con uno scopo ben preciso, privo di parentela con l'informazione, ma ben affratellato alla propaganda.

4 commenti:

  1. Ho una certa età,abito in Alta Valle, ...vuoi il maltempo, vuoi la crisi, vuoi le poche ferie, (tanti settimana scorsa hanno lavorato),vuoi che andare a sciare è diventato proibitivo a livello di costi, insomma mettete pure tutte le attenuanti di questo mondo, ma mai come quest'anno durante le festività natalizie nei paesi di montagna c'è stata cosi' poca gente, mai come quest'anno le seconde case sono state chiuse, gente che da anni a Natale saliva in Valle e si fermava una decina di giorni quest'anno non è salita, oppure si è fermata al massimo 2 giorni, chi il 31 e il 1.mo o il 2 gennaio.
    Le balle le lascio scrivere a L'Eco.

    RispondiElimina
  2. Beh, se non ho visto male, forse stavolta l'Eco non c'entra, dovrebbe trattarsi di un altro giornale locale.

    RispondiElimina
  3. I salvatori dell'ambiente..se.se..

    I "turisti" milanesi,nn tutti ma la maggior parte,sono il peggio del peggio inquanto a maleducazione ed inciviltà,basta vedere in questi giorni come hanno ridotto il paese ad un ammasso di immondizia e bottiglie di vetro sparse ovunque!
    Vergogna zozzoni maleducati!

    RispondiElimina
  4. Verrebe da dire "ognuno ha i turisti che si merita". Però anche i Comuni c'entrano. Vi racconto un fatto: sarà stato nel 2000 o massimo nel 2001, quando ancora lavoravo con un socio a un'impresa che smaltiva rifiuti speciali e faceva consulenza alle amministrazioni comunali per gestire i rifiuti urbani. Da turista, avevo notato come veniva gestito il ciclo dei rifiuti in alta valle. Decisi di scrivere ai sindaci di Mezzoldo, Olmo, Piazzatorre e Piazzolo, proponendo loro un incontro per discutere una possibile consulenza da parte nostra, senza impegno, solo per illustrare quello che potevamo fare per loro, per organizzare un servizio che servisse bene anche i momneti di massimo afflusso turistico. Nessuno ci degnò di una risposta, neppure per dire "Grazie, facciamo da soli". Niente, silenzio assoluto. Credo che i risultati di tanto disinteresse si vedano ancora oggi.

    RispondiElimina