sabato 10 gennaio 2009

E ti pareva

Da quando ho iniziato a seguire la vicenda del PII di Piazzatorre, mi sto chiedendo la ragione dell'entusiasmo malcelato con cui il principale organo di stampa della provincia, L'Eco di Bergamo, scrive di ogni grande trasformazione immobiliare riguardante sia il capoluogo sia i paesi.

Cosicché, spinto da curiosità, ho girovagato qua è là su Google e finalmente ho avuto la risposta.

L'Eco è uno dei quotidiani, il più importante probabilmente, appartenenti alla società editrice S.E.S.A.A.B.

Quella società è controllata a maggioranza assoluta dalla Diocesi di Bergamo, ma una fetta importante del board è rappresentata da Italmobiliare. Vi dice nulla? No? Allora ve lo dico io: Italmobiliare è una holding di partecipazioni quotata alla Borsa di Milano, costituita da Italcementi nel 1946, di cui è diventata la controllante nel 1979.

Tanto per la precisione, l'ing. Carlo Pesenti, attuale consigliere delegato di Italcementi, è stato (o forse è ancora, non sono stato in grado di accertarlo) presente nei Consigli di amministrazione di alcune società fra cui Mediobanca, UniCredito Italiano, Banca Popolare di Bergamo-Credito Varesino, RCS MediaGroup e Sesaab S.p.A. – Editrice de “l’Eco di Bergamo”.

E con un pedegree così, sto ancora a farmi certe domande?

Vorremmo pretendere che i bravi giornalisti de L'Eco non plaudano felici per ogni mattone posato nella bergamasca, sapendo che almeno ad uno dei loro padroni si gonfia il portafogli?

2 commenti:

  1. Giusto per completare l'informazione ecco una lista dei membri del cda della SESAAB:
    Savino Pezzotta,
    Mauro Ceruti, (università di bg)
    Pesenti appunto
    Radici
    UBI Banca
    Lombardini
    Percassi

    Eh già anche del progetto di SanPellegrino non appaiono su l'eco vosci contrarie (come la nostra) e che denunciano il fatto che sia una pura speculazione edilizia e che non implichi assolutamente il rilancio della Valbrembana: semmai di San Pellegrino e sicuramente degli affari di Percassi.
    Sul sito ecodibergamo.it prima che si apra la home page appare una finestrella che pubblicizza il gruppo immobiliare DALLAGRASSA uno di quelli specializzati nella costruzione di villini a partire da 69.000 euro.
    Serve aggiungere altro?

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  2. Piove sul bagnato.
    Riguardo San Pellegrino, ammetto di non conoscere quel programma, però una cosa credo di poterla affermare: per storia, tradizione e struttura, San Pellegrino Terme è certamente in grado di subire trasformazioni urbanistiche, anche rilevanti, senza per questo precipitare dalla padella nella brace.
    Con le debite cautele, darei un po' di credito al progetto di Percassi, pur sapendo che non parliamo di un filantropo. Spetta al "pubblico" pianificare e decidere, quindi mi auguro che gli amministratori di San Pellegrino sappiano il fatto loro.
    Ribadisco però che, a mio avviso, utilizzare disinvoltamente programmi urbanistici ad impronta chiaramente "cittadina" in paesi di montagna come Foppolo e Piazzatorre, o Castione della Presolana, è un errore madornale le cui conseguenze (visto che le valutazioni ambientali vengono condotte in modo farlocco) si conosceranno dopo uno o due decenni, quando sarà troppo tardi per pentirsi.

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