mercoledì 7 gennaio 2009

Tradimiento!!

Comuni sempre più poveri di risorse, che vedono assottigliarsi le possibilità di manovra, e d’altra parte sono letteralmente assediati da proposte più o meno identiche: il privato “salvatore della patria” di solito con un progetto “complesso”. Non c’è bisogno di sforzarsi molto per trovarne esempi eclatanti, come quello di Foppolo, proprio in una diramazione delle medesima Valle Brembana di Piazzatorre. I personaggi della tragedia sono sempre gli stessi, Comune, Montagne, Privato, e il copione è scritto dai programmi complessi, nel caso specifico quelli lombardi noti come PII. Tragicomico il tono dei cosiddetti documenti urbanistici, dove alla fine di una relazione dai toni accorati che denuncia il degrado del territorio determinato dalle seconde case, si propone …. UN NUOVO GRANDE NUCLEO DI SECONDE CASE, che in omaggio all’approccio internazionale mixed-use avrà anche un bel nucleo commercial-divertente, con annessa grande strada di alimentazione.
Fabrizio Bottini


Ma dottor Bottini, che mi combina??

Mesi di scambi epistolari, una fortunata condivisione di preoccupazioni, quasi una "corrispondenza d'amorosi sensi", e Lei mi tradisce Piazzatorre per Foppolo?

No, non ci sto, sono gelosa. Non accetto che ai Suoi studenti proponga come caso di studio (in negativo, immagino) il PII di Foppolo e non quello di Piazzatorre.

Scherzo, tranquillo.

Seriamente, invece, sa che Le dico? Che i Suoi studenti, oggi, impareranno la lezione, ma domani non la applicheranno, anzi...

Non simme 'e Napule, ma tenimmo famiglia uguale. Sarà il motto della maggior parte di loro, vedrà.

Mesi fa scrissi una lettera alla redazione di AL, la rivista degli architetti lombardi. Muoveva, quella nota, dalla citazione di molti luoghi comuni dell'architettura ("si deve progettare rispettando l'ambiente", "valorizzare il paesaggio", "città più vivibili", "borghi più belli", e via cantando), per giungere a chiedere come si potessero conciliare così belle prediche con i pessimi razzolamenti di tanti progettisti. Aspetto ancora la risposta.

Chissà, magari sul prossimo numero della rivista.
Cordiali saluti.

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