sabato 15 novembre 2008

Metri cubi in cambio di lavoro

Il titolo di questo post è ripreso tal quale da un articolo pubblicato nel febbraio di quest'anno sul numero 59 de "Il Giornale dell'Architettura", mensile edito dalla Umberto Allemandi & C.

Autore dell'articolo è Fabrizio Bottini, esperto di urbanistica, i cui scritti più noti sono reperibili nel sito http://mall.lampnet.org/.
Riproponiamo un ampio estratto di quell'articolo.
"In una serata alle soglie del dicembre 2007, il consiglio comunale di Piazzatorre, centro con meno di 500 anime nelle valli bergamasche, viene scosso dall'applauso liberatorio del folto pubblico presente [segue sintetica descrizione del PII]. [...] il sogno del rilancio turistico pare avere messo tutti d'accordo.
[...] Vale forse la pena riflettere sull'insediamento diffuso, sul pendolarismo di lungo corso, sulla produzione e il consumo di spazi per il tempo libero, che condizionano la qualità insediativa e la relativa tutela dell'ambiente e del paesaggio. Le valli bergamasche sono storico bacino di manodopera per l'edilizia padana e caposaldo del turismo montano; col tempo si inseriscono in un sistema metropolitano allargato (l'isocrona di riferimento è delle due ore in macchina), sia degli spostamenti per lavoro, sia nell'uso delle seconde case come "prima casa e mezza".
Il ruolo socio-economico dei comuni come Piazzatorre, integrati dunque nel ciclo edilizio turistico, si avvicina a quello di una periferia milanese, per quanto anomala.
Dai prati ancora liberi di questo borgo [...] è forse il caso di alzare lo sguardo verso montagne sulle quali c'è sempre meno neve, e rispetto alle quali un vero rilancio dei comprensori sciistici appare surreale; e verso i livelli superiori di governo, che spesso sembrano interpretare la sussidiarietà nel senso unico che, caso per caso, appare più conveniente. Lasciando i sindaci, volenti o nolenti, a occupare uno spazio per il quale sono ormai anche istituzionalmente inadeguati [...].

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